Dal 1973 a oggi l’Italia ha percorso una traiettoria silenziosa: da paese di emigrazione a terra di accoglienza. Una trasformazione che ha ridisegnato non solo i confini sociali del paese, ma anche quelli del Sistema sanitario nazionale, costruito in un’epoca in cui il fenomeno migratorio era ancora invisibile alle politiche pubbliche. Oggi, in un contesto geopolitico segnato da nuove instabilità globali, quella traiettoria si complica ulteriormente. Le migrazioni forzate si intrecciano con la crisi climatica. Le leggi esistenti — spesso buone sulla carta — si scontrano con una realtà applicativa fragile. La polarizzazione politica rischia di oscurare ciò che i dati e l’esperienza clinica mostrano con chiarezza: l’accesso ai servizi sanitari per le popolazioni migranti rimane una promessa incompiuta.
Durante l’ultima Bal Talk su clima, migrazioni e salute Salvatore Geraci, Responsabile medico della Caritas di Roma e referente del Gris – Gruppo immigrazione e salute del Lazio (Simm), ripercorre l’evoluzione storica del fenomeno migratorio in Italia, analizza le lacune strutturali nell’erogazione delle tutele sanitarie e solleva una questione che non può più essere trascurata: come rispondere in modo dignitoso ed efficace alle migrazioni del XXI secolo, quando il clima diventa fattore di fuga oltre che di rischio?


