Dieci anni di progetto, una giornata ricca di interventi, due fasi di ricerca ben definite. Si è tenuto il 27 marzo scorso presso l’Aula Pocchiari dell’Istituto superiore di sanità a Roma il convegno finale di Immidem, il primo progetto in Europa dedicato alla demenza nelle persone con storia migratoria, residenti in Italia.
L’evento, organizzato dall’Istituto superiore di sanità – Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute (CNaPPS)– in collaborazione con il Dipartimento di Neuroscienze umane della Sapienza Università di Roma, ha riunito ricercatori e professionisti del settore per divulgare i risultati di un lungo percorso di studio e confronto. Titolo della conferenza: ‘Dementia in migrants living in Italy: promoting a diversity-sensitive clinical approach and provision of care’.
Il progetto nasce da un’osservazione clinica diretta: sempre più persone con una storia di migrazione si rivolgono agli ambulatori per affrontare un disturbo cognitivo. Da questa constatazione è cresciuto un lavoro che unisce multidisciplinarietà e dialogo con il contesto internazionale, due caratteristiche che definiscono l’identità stessa di Immidem. Marco Canevelli – Dipartimento di Neuroscienze umane, Sapienza Università di Roma – ha sottolineato come l’obiettivo del convegno non fosse solo condividere risultati, ma consolidare un filone di ricerca in sanità pubblica di grande rilevanza, sottolineando il valore di un approccio multisettoriale capace di integrare ricerca, pratica clinica e dimensione sociale (rappresentanti di istituzioni, Ong, settore umanitario e associazioni di pazienti).
“Con questo progetto abbiamo solo aperto il cammino, ora si devono portare questi strumenti nei setting della pratica clinica, adattare i modelli di cura alle realtà locali e sviluppare un approccio multisettoriale per comprendere i bisogni di salute, le barriere e identificare i facilitatori”.



