Ampia possibilità di risparmio, sicurezza sanitaria in Italia e rafforzamento economico delle imprese del settore dei farmaci equivalenti: sono tra i principali temi di discussione affrontati durante la presentazione del Rapporto annuale 2026 dell’Osservatorio Egualia sui farmaci accessibili.
Egualia rappresenta oltre 60 imprese dei farmaci accessibili: generici, equivalenti e biosimilari e nel Rapporto 2026 si legge che questa industria ha un impatto economico complessivo di oltre 20 miliardi di euro e quello dell’occupazione sfiora i 50 mila addetti. Nonostante la solidità di questo settore, negli ultimi cinque anni i costi di produzione sono aumentati di più del 30% per materie prime e servizi, con le prime ricadute sulla redditività netta delle imprese del comparto. L’aumento del prezzo dell’energia e la crisi climatica – che può far aumentare del 140% i prezzi di alcuni principi attivi naturali – incidono vertiginosamente sui costi. La questione riguarda la capacità produttiva dell’Italia e dell’Europa che perde terreno: gli Usa hanno rafforzato il proprio peso, la Cina è una protagonista sempre più importante nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione e, insieme all’India, è tra i maggiori produttori di una parte rilevante dei principi attivi utilizzati nei medicinali commercializzati in Europa. Secondo i dati emersi dal Rapporto, la dipendenza europea per i principi attivi si colloca tra il 60 e l’80%, mentre negli anni Ottanta la grande maggioranza degli stessi veniva prodotta in Europa. Il 40% dei prodotti finiti vengono dalla Cina e dall’India, dove la produzione di farmaci generici costa dal 20 al 40% in meno che in Europa.
Lucio Poma, capo economista di Nomisma – che insieme a Teha Group ha contribuito a scrivere il Rapporto – ha sottolineato come per riuscire a mantenere sul mercato le imprese che producono farmaci accessibili serve il riconoscimento del prezzo giusto. Daniela Bianco, Partner, The European House – Ambrosetti e responsabile, Health & Life Sciences, TEHA Group ha analizzato alcune delle cause della grande incertezza di questo comparto: la nuova geografia delle life sciences, i rischi per gli approvvigionamenti, e la pressione sulla spesa sanitaria e del welfare che porta a un disallineamento tra i fabbisogni di salute via via crescenti e le risorse disponibili.
Secondo Riccardo Zagaria, presidente di Egualia, questa trasformazione nella geografia mondiale del farmaco impone una diversa gestione politica dei farmaci accessibili: gli equivalenti e i biosimilari hanno un valore che va oltre il solo contenimento della spesa, sono una componente dell’infrastruttura sanitaria e industriale del Paese. Robert Nisticò, presidente dell’Aifa, ha sottolineato come la tutela di questo settore e il rafforzamento della capacità produttiva dei farmaci equivalenti abbia un valore strategico per prevenire le carenze.
Un punto critico fatto emergere dal presidente di Egualia riguarda il payback che, secondo Zagaria, andrebbe ripensato, almeno sugli acquisti diretti, evitando che i farmaci fuori brevetto – che partecipano al massimo ribasso alle gare e sono già sottoposti alla competizione – siano gravati da una seconda pressione economica.
Un altro nodo emerso dalla discussione riguarda la sensibilizzazione dei cittadini su un maggior uso dei farmaci equivalenti, un passaggio culturale di fronte al miliardo di euro che i cittadini spendono per coprire la differenza fra il prezzo di riferimento rimborsato dal Ssn e il prezzo dei farmaci originator. Sarebbe necessaria una campagna di informazione attraverso medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, società scientifiche, ordini dei medici e farmacisti; l’obiettivo è di ridurre sia questa inutile tassa a carico dei cittadini, sia le disuguaglianze territoriali, visto che oggi alcune Regioni del sud hanno una spesa pro capite di compartecipazione che è quasi il doppio rispetto ad alcune aree del nord. Il risultato finale sarebbe di avvicinare l’Italia alla media europea.
“Non deve essere un’utopia che le diverse opinioni politiche, le istituzioni e gli attori coinvolti lavorino insieme per portare avanti battaglie giuste nell’interesse dei cittadini per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. L’undicesimo Osservatorio Egualia offre strumenti per prendere decisioni in questo senso” ha chiuso così Riccardo Zagaria. “È importante mantenere la robustezza della filiera produttiva per proteggerci da crisi geopolitiche e climatiche. Egualia continua a investire e attrarre innovazione produttiva e farmacologica; per attrarre fondi stranieri di investimento in Italia è necessaria anche stabilità nel quadro normativo”.



