Scarsa aderenza alla terapia ormonale e tumore al seno: una app può essere la soluzione?


Il tumore al seno rimane il cancro più comune tra le donne, con la maggior parte delle pazienti che presenta tumori positivi al recettore ormonale. In questi casi, l’uso a lungo termine della terapia endocrina adiuvante (Adjuvant Endocrine Therapy, AET) viene prescritta dopo i trattamenti iniziali, come la chemioterapia. La AET riduce efficacemente il rischio di recidiva e migliora i tassi di sopravvivenza, ma spesso causa effetti avversi, come dolori articolari, vampate di calore e riduzione della libido, i quali portano alla mancata aderenza tra le pazienti.
Recenti studi clinici randomizzati hanno testato vari interventi comportamentali che, tuttavia, non hanno prodotto miglioramenti costanti e a lungo termine nell’aderenza.
Il monitoraggio digitale remoto dei sintomi riportati da pazienti adulti in trattamento sistemico contro il cancro ha mostrato risultati promettenti nella gestione dei sintomi e nella riduzione delle visite al pronto soccorso, suggerendo di poter essere una strategia per migliorare anche l’aderenza alla AET. Lo studio randomizzato e controllato, condotto da Ilana Graetz (Department of Health Policy and Management, Emory University, Atlanta, USA) insieme ad un gruppo di ricercatori afferenti ad altre università americane e pubblicato su JAMA Network Open, ha valutato la combinazione dell’uso di una app mobile progettata per il monitoraggio remoto dei sintomi con quello dell’invio di messaggi di testo personalizzati.

LO STUDIO

Lo studio è un RCT non in cieco condotto su donne con tumore al seno in fase precoce, a cui era stata prescritta la AET tra novembre 2018 e giugno 2021. Le partecipanti dovevano possedere un dispositivo mobile, accettare di utilizzare un portapillole elettronico e rispondere ai relativi sondaggi. Lo studio è stato condotto in una vasta rete di centri oncologici che comprendeva 14 cliniche in Tennessee, Mississippi e Arkansas. Le pazienti sono state randomizzate in tre gruppi: un gruppo che ha ricevuto solo l’app, un gruppo che ha ricevuto l’app più feedback personalizzati e un gruppo che ha ricevuto le cure abituali, inteso come gruppo di controllo.
L’app forniva promemoria settimanali per registrare l’aderenza alla AET e segnalare i sintomi, con notifiche inviate al team di assistenza per la gestione di eventuali sintomi gravi o dosi saltate. Il gruppo appplus- feedback riceveva anche messaggi personalizzati riguardanti l’aderenza alla AET, la gestione dei sintomi e le modifiche dello stile di vita. Questi messaggi erano personalizzati in base a fattori individuali delle pazienti, come sintomi, etnia e interessi personali, così da fornire supporto e incoraggiamento.
I ricercatori hanno monitorato l’aderenza delle pazienti tramite i portapillole elettronici e i loro resoconti personali per un anno. Sono stati raccolti anche dati secondari sulla gestione dei sintomi, sull’utilizzo dell’assistenza sanitaria e sugli outcome delle pazienti, tra cui efficacia, qualità della vita e impatto della sintomatologia.

I RISULTATI

Lo studio ha coinvolto 304 donne, di età compresa tra 31 e 83 anni e con un’età media di 60 anni. La maggioranza delle partecipanti era di origine caucasica (63,2%), mentre solo una minoranza si identificava come afroamericana (33,6%). Lo studio è stato completato dall’87,5% delle partecipanti.
Nonostante le aspettative, i gruppi app e app-plus-feedback non hanno raggiunto un’aderenza significativamente più alta rispetto al gruppo che riceveva le cure abituali. I tassi di aderenza a un anno sono stati del 76,6% per il gruppo che riceveva le cure abituali, 73,4% per il gruppo app e 70,9% per il gruppo app-plus-feedback. Anche i tassi di aderenza riportati dalle pazienti dopo un anno di follow-up non hanno mostrato differenze significative tra i gruppi.
È interessante invece notare che il gruppo app-plus-feedback ha riportato meno interventi sanitari e visite ad alto costo rispetto al gruppo con cure abituali. Anche le visite ambulatoriali a un anno di follow-up sono risultate notevolmente inferiori per il gruppo app-plus-feedback.
Inoltre, mentre le partecipanti del gruppo app hanno mostrato la tendenza a un ricorso ridotto dell’assistenza sanitaria, queste differenze non sono risultate statisticamente significative tra i gruppi.
La gestione dei sintomi è stata leggermente più proattiva nel gruppo app-plus-feedback, con più pazienti in questo gruppo che ricevevano modifiche alle loro prescrizioni AET per gestire meglio i sintomi. Tuttavia, la qualità della vita e le comunicazioni paziente-medico non differivano sostanzialmente tra i gruppi, suggerendo che il monitoraggio ha ridotto le visite ad alto costo, senza tuttavia avere un impatto significativo sugli esiti riportati dalle pazienti.

LA DISCUSSIONE

Lo studio evidenzia la difficoltà di migliorare l’aderenza a lungo termine alla AET, anche con una app progettata attentamente e con feedback personalizzati. In particolare, mentre i tassi di aderenza non sono migliorati, il ricorso all’assistenza sanitaria, in particolare per le visite ad alto costo, è stato ridotto nel gruppo app-plus-feedback senza incrementare le visite ambulatoriali.
La riduzione degli interventi ad alto costo, in linea con i risultati di altri studi, suggerisce che il monitoraggio regolare dei sintomi con messaggi personalizzati potrebbe aiutare le pazienti a gestirli senza dover necessariamente ricorrere a visite ambulatoriali. La maggior parte dei problemi correlati ai sintomi, infatti, è stata gestita tramite brevi follow-up o telefonate. È interessante notare che il portapillole elettronico usato da tutte le partecipanti potrebbe aver contribuito a determinare un livello di aderenza generalmente più elevato tra i gruppi, probabilmente per un ‘effetto Hawthorne’, in base al quale il semplice fatto di sapere di essere osservati migliora l’aderenza.
Lo studio presenta diversi punti di forza, tra cui la diversità economica e razziale del campione e la solida raccolta di dati tramite monitoraggio elettronico e autosegnalazioni. Tuttavia, presenta anche alcune limitazioni, come il reclutamento delle pazienti in un singolo centro, che potrebbe limitarne la generalizzabilità. Inoltre, l’analisi si è limitata a partecipanti di lingua inglese in grado di avere accesso alla tecnologia, senza considerare contesti linguistici e tecnologici diversi. Infine, lo studio ha avuto una durata di un anno, un periodo relativamente breve per valutare l’aderenza alla AET, che in genere viene prescritta per 5 o più anni.

Paolo Rega

Da CARE 6, 2024

Fonte Graetz I, Kocak M, Krukowski RA. Remote monitoring app for endocrine therapy adherence among patients with early-stage breast cancer: a randomized clinical trial. JAMA Netw Open 2024; 7 (6): e2417873

Download PDF