La consulenza nutrizionale alleata delle pazienti oncologiche in un percorso di cura integrato


A colloquio con Alessio Filippone
Biologo nutrizionista presso il Centro Komen Italia per i trattamenti integrati in oncologia della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma

Nell’approccio integrato alla cura messo a punto nel vostro centro l’aspetto nutrizionale ha un ruolo importante. Vuole spiegarcene i motivi?

Il supporto alle pazienti oncologiche dal punto di vista della nutrizione svolge un ruolo importante sia nel contribuire a migliorare l’aderenza terapeutica delle pazienti, evitando che ci siano interruzioni nella terapia, sia nell’aiutarle a gestire meglio gli effetti collaterali delle terapie antitumorali, come nausea, vomito, diarrea o stipsi, cambiamento del gusto e difficoltà di deglutizione, e a prevenire la sarcopenia, ossia la riduzione della massa muscolare, e l’obesità. La maggior parte delle nostre pazienti è infatti obesa o in sovrappeso.
Tutto ciò che riguarda l’alimentazione e lo stile di vita ha un impatto sulla prognosi e sul rischio di tossicità da terapia. È un tema che stiamo affrontando all’interno delle istituzioni medico-scientifiche, come la Commissione nutrizione dell’Ordine dei biologi di Lazio e Abruzzo e il gruppo di lavoro che si occupa di nutrizione in oncologia all’interno della Società italiana di nutrizione umana. All’ultimo congresso di questa società abbiamo presentato uno studio proprio sull’impatto della composizione corporea nelle tossicità da chemioterapia. Attraverso questo studio abbiamo osservato che avere una massa grassa molto alta e una massa muscolare poco presente aumenta il rischio di tossicità neurologica ed ematologica durante i trattamenti per tumori del seno. L’attenzione all’alimentazione nel percorso di cura delle pazienti oncologiche è quindi fondamentale.

La particolarità di questo centro è che l’aspetto della nutrizione è integrato ad altre terapie complementari. Ci spieghi meglio.

Nella maggior parte degli altri centri si prende il peso della paziente e lo si monitora solo nei casi in cui la cachessia è importante oppure la consulenza nutrizionale viene effettuata su richiesta della paziente stessa.
Nel nostro Centro, sostenuto dalla Susan G. Komen Italia, la realizziamo invece in modo sistematico effettuando da subito uno screening nutrizionale, secondo le linee di indirizzo ministeriali sulla nutrizione in oncologia, per indagare sia la malnutrizione per eccesso che per difetto della paziente, con l’obiettivo di valutare anche la sua aderenza alla dieta mediterranea. Attraverso la raccolta di questi dati, si forniscono alle pazienti dei consigli di alimentazione semplici ma scientificamente validati, in linea con le raccomandazioni del World Cancer Research Fund, così da affiancare il percorso di cura oncologico senza appesantirlo.
Le informazioni relative a ogni paziente vengono sistematizzate e sono rintracciabili attraverso un codice di priorità e di profilo di rischio così da consentire il monitoraggio dello stato di salute della paziente. Ogni paziente avviata a un intervento chirurgico, nel giorno della pre-ospedalizzazione, effettua una visita con il nutrizionista, che le fornisce delle raccomandazioni per orientarla nella gestione nutrizionale durante il percorso di chemioterapia e nel follow-up successivo alle terapie. Se la paziente non ha particolari necessità in attesa dell’intervento, viene semplicemente monitorata; in caso contrario le si propone di iniziare un percorso di pre-abilitazione all’intervento chirurgico o alla chemioterapia neoadiuvante, sfruttando la finestra di tempo che intercorre dal colloquio all’inizio della terapia.
Abbiamo notato che le pazienti in prima istanza possono essere più o meno ricettive, poiché sono molto concentrate sull’intervento chirurgico e sull’inizio della terapia. Superata questa fase, diventano più aderenti alle prescrizioni del nutrizionista. A mio avviso, è come se iniziassero a capire che con il nutrizionista hanno avviato un percorso, rispetto al proprio stile di vita, fatto di scelte personali e modulabili, che dipendono esclusivamente da loro. In questo modo sono sempre di più soggetti attivi del loro iter di cura e l’alleanza terapeutica diventa molto efficace.

Intervista a cura di Federica Ciavoni

Da CARE 6 2024

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