INTRODUZIONE
Grazie ai progressi delle terapie antineoplastiche, sempre più pazienti oncologici stanno vivendo più a lungo con la malattia cronicizzata. È quindi diventato fondamentale, nella gestione a lungo termine, garantire la salute e il benessere psicofisico ai pazienti che hanno completato i protocolli di cura. Negli USA ci sono almeno 18 milioni di individui interessati a questo tipo di intervento, e il numero è destinato ad aumentare sia per i progressi delle cure oncologiche sia per il naturale invecchiamento della popolazione.
ADERENZA ALLE LINEE GUIDA
L’American Cancer Society (ACS) ha recentemente individuato una serie di linee guida mirate a questo gruppo di pazienti, basate essenzialmente sulla modifica dei principali fattori di rischio correlati alla recidiva del cancro e alla sopravvivenza. Tali linee guida sono sostanzialmente analoghe a quelle elaborate diversi anni fa da società internazionali come il World Cancer Research Fund (WCRF) e l’American Institute for Cancer Research (AICR), per la prevenzione del cancro. Le raccomandazioni si basano sull’adozione di abitudini e comportamenti salutari fra cui:
- mantenere un peso adeguato, cioè un indice di massa corporea compreso tra i 18,5 e i 24,9 kg/m2;
- praticare un regolare esercizio fisico, con l’obiettivo di mantenersi moderatamente attivi;
- seguire un’alimentazione ricca di cereali integrali, verdure, frutta e legumi, limitando i cibi processati ricchi di grassi, incluse le carni rosse e gli zuccheri in generale;
- evitare il consumo di alcol.
Diversi studi pubblicati nell’arco degli ultimi 5 anni hanno evidenziato che il rispetto totale o parziale di queste regole migliora la sopravvivenza dei pazienti, analogamente a quanto dimostrato in passato circa la correlazione tra uno stile di vita sano e la prevenzione del cancro. I dati più significativi riguardano attualmente alcuni tipi di tumore, quali il cancro al seno, al colon-retto e al polmone.
Rimane da capire quale sia l’aderenza effettiva dei pazienti a queste regole e quali fattori possono influenzare il loro comportamento di fronte alle indicazioni sullo stile di vita fornite dai sanitari che li curano. Il tema è cruciale, considerando che revisioni sistematiche degli studi effettuate in passato hanno analizzato l’associazione tra l’incidenza di cancro nella popolazione e l’aderenza alle già citate raccomandazioni del WCRF, e hanno osservato che il rischio di sviluppare qualsiasi tumore era più basso del 27% tra coloro che aderivano maggiormente alle raccomandazioni.
RISULTATI DI UNO STUDIO AMERICANO
È stato appena pubblicato su JAMA un ampio studio retrospettivo di tipo trasversale che ha elaborato i dati forniti nell’arco di tre anni da un sistema di sorveglianza nazionale dei fattori di rischio comportamentali che opera negli USA, mediante periodiche interviste telefoniche destinate alla popolazione americana adulta.
Il campione includeva oltre 10.000 individui che avevano completato con successo il trattamento antineoplastico, cui veniva richiesto il grado di adesione alle indicazioni principali fornite dalle linee guida dell’ACS. Quasi 3 pazienti su 4 soddisfacevano i criteri per un’attività fisica adeguata, il 68% non era obeso e la metà affermava di non bere alcol. Purtroppo, solo il 12% seguiva una alimentazione ricca di frutta e verdura e, complessivamente, solo il 4% degli intervistati osservava tutte e 4 le regole fondamentali. I fattori correlati a una maggiore aderenza risultavano il sesso femminile, l’età anziana, l’etnia nera, un grado di istruzione più elevato e l’essere residenti negli Stati americani occidentali.
CONCLUSIONI
I risultati suggeriscono che, nonostante le raccomandazioni fornite dal personale medico, l’aderenza a uno stile di vita sano dopo il completamento del trattamento per il cancro è assai inferiore alle aspettative.
La maggior consapevolezza dei fattori che possono condizionare in vario grado i livelli di aderenza rappresenta indubbiamente un punto di partenza fondamentale per gli oncologi e i medici internisti in generale, sia per migliorare la strategia di comunicazione con i pazienti sia per adattare il proprio counseling alle caratteristiche della popolazione trattata che, pur condividendo una generale vulnerabilità, può presentare spiccate disparità sul piano socioeconomico e culturale.
Peraltro, non va dimenticato che ogni intervento del sistema sanitario volto a potenziare l’aderenza alle raccomandazioni e alle terapie permette di migliorare la qualità della vita del paziente, ha un impatto sulla salute della popolazione e riduce i costi sanitari legati alla prevenzione primaria (dei fattori di rischio) e alla prevenzione secondaria degli outcome sanitari avversi (minori ospedalizzazioni e procedure diagnostiche etc.).
Giancarlo Bausano
Fonte Baughman C, Norman K, Mukamal K et al, Adherence to American cancer society nutrition and physical activity guidelines among cancer survivors,
JAMA Oncol 2024. doi:10.1001/jamaoncol.2024.0470
Da CARE 4-5, 2024



