Tutelare le esigenze del paziente e il diritto ad avvalersi delle migliori terapie disponibili e al tempo stesso sfruttare un’opportunità di risparmio e razionalizzazione dei costi per il servizio sanitario, ‘liberando’ risorse da destinare all’innovazione e all’accesso alle terapie.
La possibilità di passare dai biologici ai corrispettivi biosimilari, più economici, se da una parte assicura un risparmio per la sanità regionale dall’altra pone però alcuni interrogativi sotto il profilo della sicurezza e dell’efficacia del biosimilare, della comparabilità clinica, dell’interscambiabilità tra biologico e biosimilare e, infine, del diritto alla libera scelta terapeutica.
Di questi temi si parla nel presente dossier grazie ai contributi della comunità scientifica e delle associazioni di pazienti.
Il dossier completo [PDF: 176Kb]
Il punto di vista dei clinici [PDF: 150Kb]
A colloquio con Vito Annese, Silvio Danese, Raffaele Scarpa e Gabriele Valentini
Il punto di vista delle Associazioni di pazienti [PDF: 150Kb]
A colloquio con Antonella Celano e Salvatore Leone
Da Care 3 2014
Vito Annese, Direttore Gastroenterologia Ospedaliera, Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, Firenze
Silvio Danese, Responsabile del Centro Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali, Humanitas – Rozzano (Milano)
Raffaele Scarpa, Dirigente Responsabile Reparto di Reumatologia e Riabilitazione Reumatologica, Azienda Ospedaliero Universitaria “Federico II”, Napoli
Gabriele Valentini, Responsabile Unità Operativa Divisione Reumatologia, Azienda Ospedaliero-Universitaria “Federico II”, Napoli
Antonella Celano, Presidente APMAR, Associazione Persone con Malattie Reumatiche
Salvatore Leone, Direttore generale AMICI, Associazione nazionale per le Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino



