Due dei membri fondatori avvertono: Robert Francis Kennedy Jr. potrebbe eliminare o delegittimare l’organismo indipendente che garantisce la copertura assicurativa dei servizi di prevenzione per milioni di statunitensi.
La Us preventive services task force (Uspstf) – l’organismo indipendente che dal 1984 definisce le raccomandazioni basate sull’evidenza per la prevenzione e lo screening – rischia di essere smantellata o svuotata di credibilità dall’amministrazione Trump, in particolare per iniziativa del Segretario alla salute Robert Francis Kennedy Jr. L’allarme arriva direttamente dai fondatori della task force, Robert Lawrence, primo presidente dell’organismo, e Steven Woolf, uno dei più noti referenti scientifici della task force, che hanno firmato un articolo allarmante sulla rivista Annals of Internal Medicine.
Cos’è la Uspstf e perché è importante
Istituita durante l’amministrazione Reagan, la Uspstf è composta da esperti volontari che prendono in esame le evidenze scientifiche disponibili e formulano raccomandazioni su screening e altri interventi di prevenzione. Le sue raccomandazioni hanno un impatto concreto sulla vita di milioni di cittadini: per legge, quelle con un grado A o B – come lo screening per il cancro del colon-retto o della mammella – devono essere coperte dalle assicurazioni sanitarie senza alcun costo a carico del paziente, una norma introdotta con l’Affordable Care Act nel 2009.
I segnali di allarme
I primi campanelli d’allarme sono suonati la scorsa estate, quando il Dipartimento della salute (Hhs) ha annullato con soli due giorni di preavviso una riunione ordinaria della task force – un episodio che Lawrence ha definito preoccupante, avvenuto “sull’onda dello scioglimento dell’Acip”, il comitato consultivo sui vaccini, poi ricostituito con nuovi esponenti scettici verso le vaccinazioni.
A oggi non sono state annunciate nuove date per le riunioni della Uspstf. I mandati di cinque dei sedici membri sono scaduti il 31 dicembre scorso senza che siano stati nominati i successori, mentre quattro linee guida in bozza attendono ancora di essere finalizzate: riguardano lo screening per il consumo di alcol negli adulti, l’autoprelievo per lo screening del cancro cervicale, il counseling per le donne a rischio di depressione perinatale e l’integrazione di vitamina D per prevenire fratture negli anziani.
Lo scenario peggiore
Secondo Lawrence e Woolf, la Uspstf non può essere abolita senza l’approvazione del Congresso, ma Kennedy potrebbe di fatto neutralizzarla tagliandone i fondi e il personale, sostituendone i membri o modificando i criteri di valutazione delle evidenze. Le aree più a rischio sarebbero le raccomandazioni su uso di droghe, malattie sessualmente trasmissibili, Hiv, salute mentale e servizi dedicati a popolazioni vulnerabili, comprese le comunità Lgbtq+.
Particolarmente delicato il rischio di un cambiamento nella composizione della task force: Lawrence ha espresso preoccupazione per l’ipotesi di sostituire i medici di cure primarie – che tradizionalmente ne formano il nucleo – con medici specialisti, il cui sguardo meno ampio potrebbe alterare l’equilibrio delle raccomandazioni rivolte alla salute della popolazione nel suo complesso.
“Distruggere questa infrastruttura, costruita in decenni di lavoro, in nome di obiettivi politici o ideologici rappresenta una minaccia esistenziale per la pratica clinica e per la salute pubblica”, concludono i due autori.
Un segnale diverso dai Cdc: la lettera di Bhattacharya ai dipendenti
In un contesto di forte turbolenza istituzionale, arriva però un segnale in controtendenza dal versante dei Centers for disease control and prevention (Cdc). Jay Bhattacharya – direttore dei National Institutes of Health e ora anche direttore reggente dei Cdc – ha scritto una lettera ai dipendenti dell’agenzia, assumendo un tono marcatamente diverso dalla retorica radicale e aggressiva che ha caratterizzato molte delle comunicazioni dell’amministrazione in questi mesi.
Bhattacharya ha riconosciuto esplicitamente che “alcune decisioni, comunicazioni e processi del governo federale hanno contribuito a generare confusione, frustrazione e una perdita di fiducia pubblica”, definendo questa ammissione “un passo necessario verso il rinnovamento”. Ha elogiato il lavoro dei ricercatori e del personale durante la pandemia definendolo “eroico, coraggioso ed essenziale” e ha tracciato i principi che guideranno la sua gestione: integrità scientifica, umiltà, trasparenza nell’aggiornamento delle linee guida, apertura al dissenso fondato sull’evidenza e responsabilità verso le comunità servite.
Un messaggio conciliante, che molti osservatori leggono come un tentativo di stabilizzare un’agenzia profondamente scossa da mesi di cambiamenti improvvisi, tagli e incertezza. Se rappresenti un segnale di discontinuità reale o una rassicurazione di facciata, lo dirà il tempo – e soprattutto le decisioni concrete che seguiranno.
Fonte. Robert Lawrence, Steven H. Woolf. The Current Threat to the U.S. Preventive Services Task Force and Why It Matters. Ann Intern Med. [Epub 24 February 2026]. doi:10.7326/ANNALS-26-00514



