Il nuovo rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità Stima dell’impatto dei vaccini nella riduzione della resistenza antimicrobica e dell’uso di antibiotici mette in luce i significativi vantaggi apportati dai vaccini nella lotta contro la resistenza antimicrobica. Le evidenze ci dicono che ogni anno a livello globale quasi 5 milioni di decessi sono associati alla resistenza antimicrobica. I vaccini sono una parte essenziale della risposta per ridurre tale resistenza in quanto prevengono le infezioni, riducono l’uso eccessivo di antimicrobici e rallentano l’emergere e la diffusione di agenti patogeni resistenti ai farmaci.
Finora l’impatto dei vaccini sulla resistenza antimicrobica è stato un fattore spesso trascurato nei processi politici e decisionali. Sorprendentemente, nel corso della 79a Assemblea generale delle Nazioni Unite, i leader mondiali si sono però formalmente impegnati al raggiungimento del target di riduzione del 10% – entro il 2030 – dei decessi associati alla resistenza antimicrobica. I risvolti economici di questo impegno sono altrettanto rilevanti: a livello globale, infatti, i costi ospedalieri per il trattamento di agenti patogeni resistenti valutati nel rapporto sono stimati in 730 miliardi di dollari all’anno. Se i vaccini potessero essere distribuiti contro tutti i patogeni valutati, si potrebbero abbattere di un terzo i costi ospedalieri associati alla resistenza antimicrobica.
COME RAGGIUNGERE QUESTI OBIETTIVI?
A fronte di queste analisi, ecco le raccomandazioni dell’OMS.
- È fondamentale introdurre, utilizzare e monitorare l’impatto dei vaccini esistenti: i vaccini contro pneumococco, rotavirus e tifo sono esempi di interventi con efficacia dimostrata nel ridurre infezioni che sono spesso trattate con antibiotici.
- Anche l’inclusione degli endpoint della resistenza antimicrobica negli studi clinici fornirà dati essenziali sull’impatto del vaccino, convalidando le stime dei modelli e fornendo informazioni per analisi costo-efficacia complete.
- Allo stesso tempo, è fondamentale definire una cornice normativa e organizzativa che faciliti l’inclusione degli endpoint della resistenza antimicrobica nelle etichette dei vaccini.
- Inoltre, sarà necessario istituire nuove piattaforme di sorveglianza e migliorare quelle esistenti per raccogliere dati sulla diffusione degli agenti patogeni laddove non presenti, in particolare nei paesi a basso e medio reddito.
Ciò aiuterà a comprendere l’impatto più ampio di questi agenti patogeni e il potenziale ruolo dei vaccini. Infine, per i vaccini mirati ad agenti patogeni altamente resistenti è imprescindibile la sensibilizzazione tra ricercatori, finanziatori e parti interessate a livello nazionale attraverso una nuova e rafforzata sorveglianza.
Letizia Orzella
Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria, Area della Prevenzione e Promozione della Salute, Regione Lazio
Da CARE 6, 2024
Fonte Estimating the impact of vaccines in reducing antimicrobial resistance and antibiotic use. Who, Geneva 2024



