L’impatto della scarsa aderenza alla terapia antipertensiva sui costi sanitari


L’IMPORTANZA DELL’ADERENZA TERAPEUTICA

L’aderenza alla prescrizione medica, cioè il grado con il quale il comportamento di un paziente corrisponde alle indicazioni fornite da un operatore sanitario, è importante. Una mancata o incompleta adesione alla strategia terapeutica stabilita per una determinata malattia può manifestarsi in diversi modi: il paziente può non assumere il farmaco prescritto, può utilizzare una dose inferiore o superiore a quanto indicato, può prendere il farmaco in orari diversi da quelli previsti, o in una successione sbagliata, o sospendere prematuramente il trattamento.

Se nei paesi industrializzati, secondo diversi rapporti ufficiali, l’adesione ai trattamenti da parte dei pazienti non supera generalmente il 50%, nei paesi in via di sviluppo le dimensioni del problema sono addirittura maggiori, data la carenza di risorse destinate alla sanità e i maggiori limiti di accesso alle cure. Già molti anni fa, uno studio condotto negli USA evidenziava come i costi della non compliance ai trattamenti fossero nettamente superiori a quelli della spesa farmaceutica globale. Ogni anno, negli Stati Uniti, si ritiene che la mancata aderenza sia responsabile di 125.000 morti per patologie cardiovascolari (come infarto del miocardio e ictus). Se i pazienti assumessero i farmaci secondo la prescrizione, si potrebbero evitare fino al 23% degli interventi infermieristici domiciliari, il 10% dei ricoveri, molte visite mediche e analisi inutili.

Quando la scarsa aderenza riguarda le terapie farmacologiche a lungo termine, che sono la regola in molte malattie croniche, si verificano un aumento di esiti clinici negativi, una crescita dei consumi di risorse sanitarie e un peggioramento sensibile della qualità della vita.

 L’IMPATTO DELL’IPERTENSIONE NON TRATTATA

Recenti dati di letteratura suggeriscono che la scarsa aderenza alla terapia è uno dei principali ostacoli alla gestione efficace dell’ipertensione arteriosa, una patologia cronica che richiede abitualmente un trattamento continuativo e a lungo termine, poiché una percentuale oscillante fra il 20% e il 50% di questi pazienti non segue in modo appropriato il regime terapeutico prescritto.

Un’ipertensione non adeguatamente curata aumenta di 3-4 volte il rischio di ischemia cardiaca e di 2-3 volte il rischio cardiovascolare generale. L’incidenza di ictus cresce di circa 3 volte nei pazienti con ipertensione borderline e addirittura di 8 volte nei pazienti con ipertensione franca. Nel 2020, le morti attribuibili all’ipertensione sono state circa 670.000 negli USA, dove si stima che almeno due terzi dei pazienti, in modo particolare nella fascia più anziana della popolazione, non siano in grado di controllare adeguatamente la pressione, con una spesa dedicata a questo problema di salute che supera annualmente i 130 miliardi di dollari.

Considerando la sua valenza economica, il miglioramento del grado di adesione ai trattamenti rappresenta una risorsa potenziale molto importante per l’economia, sia sotto il profilo sociale e lavorativo che per le stesse istituzioni.

RISULTATI DI UNA RECENTE METANALISI

Una recente rassegna sistematica della letteratura, che include 13 ampi studi effettuati in paesi molto diversi sotto il profilo socioeconomico e sanitario (USA, Taiwan, Cina, Iran, Brasile, Giappone, Tunisia, Lettonia), ha analizzato i fattori che possono influenzare in modo significativo l’aderenza alla terapia antipertensiva nei pazienti anziani. In quella fascia di popolazione, il problema può assumere una valenza particolarmente critica a causa di svariati fattori, quali la fragilità, il deterioramento cognitivo, le frequenti politerapie.

In sintesi, i dati ottenuti indicano, in modo peraltro prevedibile, che i fattori principali implicati nell’aderenza alle terapie negli anziani sono, in ordine di frequenza: il numero di farmaci impiegati, le condizioni economiche del paziente, l’età, la durata della malattia, la presenza di comorbilità e la sensibilità di fronte ai problemi della salute. Per quanto riguarda l’influenza del genere, i risultati sono stati contrastanti perché, se alcuni studi indicano una minore aderenza nelle donne, altri dimostrano il contrario. Seppur meno quantificabili, altri fattori significativi emersi da questa analisi riguardano l’educazione, la relazione medico-paziente, la presenza di un adeguato supporto sociale e la cosiddetta alfabetizzazione sanitaria (health literacy).

 

L’IMPORTANZA DELL’ALFABETIZZAZIONE SANITARIA

Con questo termine si intende la capacità di leggere, decodificare ed elaborare informazioni relative alla propria salute, che spaziano dal comprendere un referto medico all’orientarsi all’interno dei servizi sanitari, al compiere scelte consapevoli a favore del proprio benessere.

Recenti studi hanno dimostrato che bassi livelli di alfabetizzazione influenzano negativamente la salute delle persone, aumentano le disuguaglianze nonché i costi a carico del sistema sanitario. Le ricerche sul campo indicano che le categorie di persone con maggiori problemi di salute includono gli anziani, gli immigrati e gli individui con un basso livello di istruzione. Dai dati italiani, raccolti attraverso il cosiddetto Action Network on Measuring Population and Organizational Health Literacy attivo dal 2018 sotto l’egida dell’European Health Information Initiative del WHO-Europe, emerge che poco meno di un quarto degli intervistati (23%) mostra un’alfabetizzazione sanitaria inadeguata e più della metà (58%) ha una conoscenza della salute insufficiente o problematica, confermando inoltre l’esistenza di un netto gradiente sociale.

CONCLUSIONI

In definitiva, le informazioni ottenute da questo tipo di metanalisi offrono spunti preziosi per migliorare il trattamento di una condizione cronica, come l’ipertensione, che ha un significativo impatto economico e sociosanitario, ma rappresentano anche una solida base per formulare interventi di sanità pubblica indirizzati alla popolazione anziana e a molte altre patologie croniche (figure).

 

Giancarlo Bausano

Fonte Ruksakulpiwat S, Schiltz NK, Irani E et al Medication adherence of older adults with hypertension: a systematic review Patient Prefer Adherence 2024; 18: 957-975

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Da CARE 4-5, 2024