La pillola anticoncezionale è stata introdotta nel mercato mondiale tra gli anni ’60 e ’70, rappresentando una vera rivoluzione. Oggi non viene usata solo dalle donne, ma anche da persone che, pur essendo nate con un corpo considerato femminile, non si identificano come tali. Per usare un linguaggio inclusivo, si preferisce il termine AFAB, “Assigned Female At Birth”, che indica proprio le persone che alla nascita sono state registrate come femmine in base alle caratteristiche fisiche, ma il cui genere, in cui si sono identificate successivamente, è diverso da quello femminile [1]. Si stima che 151 milioni di persone AFAB nel mondo la assumano regolarmente [2], ma la prescrizione si basa ancora su un metodo empirico, cioè su cambi di formulazioni che portano a mesi di effetti collaterali, abbandono della terapia e costi aggiuntivi, sia per le singole persone, costrette spesso anche a spostarsi per trovare centri medici preparati in termini di conoscenza delle differenze dei corpi AFAB, sia per il Sistema sanitario nazionale, portando a un eccesso di visite, superflue ed evitabili [3].
La necessità di un progetto come W.O.M.EN.
Dalla necessità di una prescrizione davvero personalizzata, che riduca effetti collaterali e costi, nasce il progetto W.O.M.EN. (Wash Out Misunderstood Endometrium), sviluppato presso il Dipartimento di Scienze cliniche e biologiche dell’Università di Torino, nel laboratorio di Farmacologia clinica dell’AOU San Luigi. La ricerca è partita grazie al superamento della fase A del bando PoV (Proof of Value) 2024, che sostiene idee innovative con potenziale applicativo. Il progetto prevede la creazione di un dispositivo medico in grado, tramite un test rapido e poco invasivo su sangue capillare, di indicare quali pillole anticoncezionali siano più adatte alla singola persona. I risultati saranno poi consultabili tramite app dal personale sanitario. Questo permetterebbe di escludere rapidamente le formulazioni a maggior rischio di effetti indesiderati — come trombosi, rischio di sviluppo del cancro al seno, spotting, cefalea, sbalzi dell’umore o calo della libido — migliorando sicurezza ed efficacia del trattamento. Il 6 novembre 2025 sono stati presentati i primi risultati in vitro ottenuti nei primi sei mesi di lavoro. Si attende ora ulteriore valutazione della commissione del bando PoV, che deciderà entro gennaio 2026 l’accesso alla seconda fase di finanziamento.
W.O.M.EN. come un’opportunità per creare valore economico e sociale
Se brevettato, il dispositivo potrebbe rappresentare una nuova rivoluzione nella contraccezione orale, rendendo la prescrizione realmente personalizzata e rispondendo a una delle principali lacune dell’attuale pratica medica nei confronti delle persone AFAB. Un test rapido e non invasivo permetterebbe infatti un approccio più efficace e sostenibile per le persone e per il personale sanitario, riducendo prescrizioni inefficaci e costi legati a consulti o terapie non adeguate. Come sottolinea Silvia De Francia, professoressa associata dell’Università di Torino, esperta di medicina genere-specifica e responsabile scientifica di W.O.M.EN, “la mancata considerazione delle variabili individuali rappresenta un’occasione persa per creare valore, sicuramente economico, ma anche sociale: la pillola anticoncezionale è centrale nella gestione dei sintomi di patologie e condizioni che colpiscono milioni di persone, come endometriosi, adenomiosi, fibromi uterini e sindrome dell’ovaio policistico, con importanti ricadute sulla salute e sulla qualità della vita. W.O.M.EN. integra quindi bisogni psicologici, sociali, clinici ed economici, e invita realtà pubbliche e private a contribuire alla sua realizzazione, come passo concreto verso un reale diritto alla salute. Questo progetto evidenzia quanto lavoro resti ancora da fare in ambito di personalizzazione terapeutica e quanto sia urgente cambiare prospettiva per comprendere i bisogni sociali ed economici, in questo senso, da troppo tempo ignorati. In Italia la pillola anticoncezionale ha un costo compreso tra i 20 e i 25 euro al mese: nell’attesa che diventi gratuita, W.O.M.EN. punta a offrire alle persone AFAB scelte più sicure e a ridurre almeno parte dei costi legati a un trattamento che resterebbe inutile se inadeguato.
Bibliografia
[1] E. Coleman et al. Standards of Care for the Health of Transgender and Gender Diverse People, Version 8. International Journal of Transgender Health. 2022;23(sup1).
[2] Department of Economic and Social Affairs. Contraceptive Use by Method 2019. United Nations;
[3] Simmons RG, Carter G, Sanders JN, Turok DK. Assessing Contraceptive Switching and Discontinuation Over 3 Years in the HER Salt Lake Study. Obstetrics & Gynecology [Internet]. 2024;144(1). https://journals.lww.com/greenjournal/fulltext/2024/07000/assessing_contraceptive_switching_and.9.aspx


