A colloquio con Massimo Di Maio, presidente eletto dell’Associazione italiana di oncologia medica (AIOM)
Professor Di Maio, l’AIOM ha da molti anni un ruolo centrale nella produzione di linee guida in oncologia. In che modo queste rappresentano un supporto concreto alla pratica clinica quotidiana?
Le linee guida che AIOM produce, diffonde e promuove sono pensate innanzitutto come strumento di supporto decisionale per i clinici. La loro funzione primaria è aiutarci nelle scelte quotidiane, assicurando che siano basate su solide evidenze scientifiche. L’obiettivo è ridurre la variabilità nell’assistenza, favorendo una maggiore uniformità della pratica clinica su tutto il territorio nazionale.
Non si tratta solo di scrivere raccomandazioni, quindi, ma anche di implementarle nella realtà assistenziale. Come si traduce questo impegno?
Esatto. La forza delle linee guida sta non solo nel loro contenuto, ma nella capacità di essere adottate concretamente nella pratica quotidiana. I 39 documenti oggi disponibili, che fanno di AIOM la prima società in termini di numero di linee guida tra quelle che stanno contribuendo a popolare il Sistema nazionale linee guida, rappresentano per noi un punto di partenza per declinare l’appropriatezza clinica nella realtà di tutti i giorni, garantendo un’offerta diagnostica e terapeutica uniforme e, soprattutto, ottimale.
Nella sua relazione alla conferenza nazionale AIOM sulle linee guida, ha parlato anche di second opinion e di collaborazione multi-specialistica. Come si intrecciano questi aspetti con la costruzione delle linee guida?
La possibilità per i pazienti di accedere a una second opinion qualificata è un tema che ci sta molto a cuore, ma da anni AIOM si è impegnata nel discuterne gli aspetti più delicati, nell’interesse dei professionisti e soprattutto dei pazienti. Chi fa una second opinion dovrebbe sempre proporre strategie compatibili con le linee guida nazionali ed internazionali. Le linee guida, se ben strutturate, aiutano anche in questo senso, offrendo criteri condivisi che supportano il confronto. Inoltre, la loro costruzione è frutto di un lavoro corale: nei nostri panel coinvolgiamo ormai stabilmente 75 società scientifiche. Questo garantisce un approccio realmente multi-specialistico e rende ogni documento frutto di una collaborazione tra esperti dei diversi ambiti coinvolti in quella specifica patologia.
Qual è l’approccio di AIOM all’aggiornamento dei documenti? E che valore hanno per la formazione continua del medico?
Aggiornare le linee guida è fondamentale, soprattutto in presenza di nuove evidenze. Ma il loro valore non si esaurisce qui: rappresentano anche uno strumento prezioso per l’aggiornamento professionale del medico. Dal 2013 le nostre linee guida sono state scaricate oltre 4,3 milioni di volte; solo nel 2024 abbiamo registrato circa 600.000 download. Negli ultimi anni abbiamo investito anche sulla loro fruibilità, puntando a migliorarne la veste editoriale e la leggibilità, e producendo versioni tascabili che possano letteralmente stare nel camice del clinico.
Oltre ai grandi temi oncologici, avete affrontato anche argomenti trasversali. Quali sono e perché è importante farlo?
Oltre agli argomenti “tradizionali” corrispondenti ai vari tipi di tumore primitivo (come le linee guida dedicate per esempio al tumore del polmone, della mammella o del colon), abbiamo deciso di dedicare attenzione a temi trasversali spesso meno considerati ma fondamentali, come la gestione della tossicità cardiologica, il supporto nutrizionale, le vaccinazioni nei pazienti oncologici, il supporto psicosociale. È un modo per offrire un contributo formativo e culturale all’intera comunità oncologica, andando oltre l’approccio strettamente nosologico.
Infine, un tema chiave: la trasparenza. Come viene garantita all’interno del processo di redazione?
La trasparenza è per noi una condizione imprescindibile. Tutti i conflitti di interesse devono essere dichiarati in modo esplicito, come richiesto anche dal Sistema nazionale linee guida. Se un componente del panel è coinvolto in uno studio sponsorizzato oggetto della votazione, o ha altri potenziali conflitti di interessi rilevanti per il quesito, deve astenersi da determinate votazioni. È un meccanismo certamente perfezionabile, ma che dimostra l’attenzione costante di AIOM a questo aspetto cruciale.
Intervista a cura della Redazione


