La rivoluzione cinese della ricerca clinica: dall’oncologia alle nuove frontiere del farmaco


La mappa della ricerca farmaceutica mondiale sta vivendo una trasformazione profonda, e il nuovo baricentro dell’innovazione sembra spostarsi sempre più a est, e in particolare verso la Cina. Il Clinical Trials Roundup 2025 di Citeline fotografa un dato emblematico: Jiangsu Hengrui Pharmaceuticals ha superato AstraZeneca, diventando il primo sponsor di studi clinici al mondo.

Con oltre 400 trial attivi, di cui più di 20 internazionali, e una crescita del 19% del portafoglio R&D nel 2024, Hengrui incarna l’ascesa dell’industria e della ricerca biofarmaceutica cinese, passata in pochi anni da semplice fornitore di principi attivi per le Big Pharma occidentali a competitor diretto sul terreno dell’innovazione. Secondo osservatori accreditati, alla base del cambiamento e dell’accelerazione c’è la rivoluzione regolatoria cinese dell’ultimo decennio che ha dato un impulso decisivo alla ricerca, favorendo tempi più rapidi e costi competitivi rispetto agli Stati Uniti e al resto dell’Occidente.
Sul fronte industriale, l’azienda di Lianyungang ha stretto accordi miliardari con i maggiori gruppi occidentali: nel marzo 2025 con Merck & Co. (1,7 miliardi di dollari per un farmaco cardiovascolare innovativo), in luglio con GSK (fino a 12 miliardi di dollari per dodici programmi di sviluppo, incluso un inibitore PDE3/4 per la BPCO), e a settembre con Glenmark (1 miliardo di dollari per un anticorpo coniugato oncologico in potenziale competizione con trastuzumab deruxtecan di AstraZeneca e Daiichi Sankyo).

Il rapporto Citeline mostra che l’oncologia resta la regina indiscussa della sperimentazione clinica, rappresentando oltre il 37% dei nuovi trial avviati nel 2024. A trainare il settore sono le nuove classi di farmaci – terapie CAR-T, anticorpi coniugati, anticorpi bispecifici e radiofarmaci – che stanno ridefinendo le frontiere terapeutiche.

Subito dietro l’oncologia si colloca il sistema nervoso centrale, con un aumento del 14,7% dei nuovi studi nel 2024. La crescita è alimentata dal successo di nuovi farmaci anti-Alzheimer come Leqembi (Eisai-Biogen) e Kisunla (Eli Lilly), che hanno in qualche misura riacceso la fiducia nel settore e moltiplicato i trial su dolore, depressione e decadimento cognitivo.
Altro comparto in forte espansione è quello delle malattie autoimmuni, che registra un incremento del 14,6%, sostenuto dallo sviluppo delle terapie cellulari e geniche. Dopo i risultati sorprendenti di uno studio su piccoli numeri nel lupus, in cui cinque pazienti hanno raggiunto la remissione completa e libera da farmaci grazie a una terapia CAR-T, l’interesse si è esteso anche ad altre patologie come la sclerodermia.

Le malattie cardiovascolari restano una priorità, con un aumento del 15,6% dei trial (pur in rallentamento rispetto al 2023), trainato dall’invecchiamento della popolazione e dall’uso crescente di tecnologie avanzate come le terapie a RNA. Anche la ricerca sulle malattie rare continua a crescere, favorita da un quadro regolatorio più flessibile: la FDA consente ora l’uso esteso di real-world data e dataset più piccoli per le approvazioni. Particolarmente vivace il settore dedicato alla sclerosi laterale amiotrofica (SLA), che ha raddoppiato i nuovi studi rispetto al 2023.

Infine, va rilevato un altro motore del cambiamento nell’intelligenza artificiale e nelle tecnologie digitali, sempre più integrate nel ciclo di sviluppo dei farmaci e che è presumibile favoriranno partnership non solo commerciali, ma anche scientifiche e di condivisione dei dati.

Nel complesso, la Cina e le sue aziende biotech sembrano in grado di ridisegnare la geografia globale della ricerca clinica, imponendosi come hub di innovazione capace di competere alla pari con un Occidente per molti versi sulla difensiva, alle prese anche con dissidi interni, causati dall’imposizione dei dazi da parte dell’amministrazione americana attuale.
L’oncologia resta il cuore pulsante, ma il futuro – digitale, cellulare e molecolare – parla ormai anche cinese, il che è sempre più apprezzabile anche nei congressi internazionali, nei quali le comunicazioni di clinici e ricercatori cinesi sono sempre più numerose e qualificate.