Migliorare la qualità della ricerca: CONSORT e SPIRIT


Abbiamo intervistato il professor Golub – esperto di metodi di valutazione della ricerca – che insegna medicina generale alla Northwestern University. È stato vicedirettore esecutivo del JAMA, dove è stato membro della redazione dal 2004 al 2022.

SPIRIT-CONSORT è un gruppo internazionale di ricercatori clinici, metodologi, direttori di riviste scientifiche e, più recentemente, rappresentanti di pazienti. Proprio come le checklist, SPIRIT e CONSORT sono strumenti che evolvono in risposta alle nuove evidenze scientifiche, anche la composizione del gruppo SPIRIT-CONSORT è dinamica e si evolve in risposta ai nuovi progetti e alle competenze necessarie.

All’inizio degli anni ’90, erano sempre più evidenti le prove che gli articoli originali che riportavano obiettivi, metodi e risultati di sperimentazioni cliniche spesso mancavano di informazioni fondamentali, impedendo ai lettori di valutare e utilizzare in modo critico i risultati. Gli sforzi per affrontare il problema della scarsa qualità di questa attività di reporting hanno portato allo sviluppo indipendente di due linee guida per la rendicontazione delle sperimentazioni cliniche nel 1994: la Standards of Reporting Trials (SORT) Statement, e le Asilomar guidelines del gruppo di lavoro Asilomar sulle raccomandazioni per la rendicontazione delle sperimentazioni cliniche nella letteratura biomedica. I gruppi promotori di queste iniziative hanno successivamente collaborato alla redazione della Dichiarazione CONSORT (Consolidated Standards Of Reporting Trials), pubblicata per la prima volta nel 1996, rivista nel 2001 e poi nel 2010, insieme a un documento di spiegazione e approfondimento che illustrava i principi alla base della dichiarazione.

L’evidenza di una simile mancanza di completezza e trasparenza nella segnalazione dei protocolli delle sperimentazioni cliniche ha portato al lancio dell’iniziativa SPIRIT nel 2007 e alla successiva pubblicazione della Dichiarazione SPIRIT (Standard Protocol Items: Recommendations for Interventional Trials) nel 2013 e del documento di spiegazione e approfondimento che l’accompagna.

Nel 2020, i gruppi esecutivi SPIRIT e CONSORT si sono fusi per portare avanti un aggiornamento simultaneo di SPIRIT e CONSORT pubblicato nel 2025. Le linee guida aggiornate hanno seguito una metodologia consolidata che prevede raccomandazioni basate su prove scientifiche e il consenso degli esperti. L’aggiornamento congiunto delle liste di controllo consente inoltre di allineare i contenuti, fornendo una guida coerente per la rendicontazione di una sperimentazione durante tutto il suo ciclo di vita, dalla progettazione ai risultati.

 

Perché è stato necessario aggiornare le checklist CONSORT e SPIRIT proprio ora, a più di un decennio dalle ultime revisioni?

Per rispondere a questa domanda, può essere utile ripercorrere brevemente la storia di CONSORT e le ragioni che ne hanno motivato lo sviluppo iniziale.

La prima linea guida per la redazione dei trial clinici fu SORT (Standardized Reporting of Trials), pubblicata nel 1994; nacque in risposta a evidenze che mostravano come aspetti chiave del disegno e della conduzione degli studi fossero riportati solo in una minoranza delle pubblicazioni. SORT si concentrava su 24 elementi considerati essenziali, descritti in modo semplice e alquanto impreciso. Fu poi sostituita nel 1996 dalla prima versione di CONSORT, che definì 21 item basati su evidenze empiriche di bias legati al mancato reporting, introducendo anche un diagramma di flusso. CONSORT fu successivamente aggiornato nel 2001 e nel 2010. Ogni versione (inclusa SORT) descriveva esplicitamente le linee guida come strumenti in continua evoluzione, riconoscendo la necessità di revisioni periodiche alla luce di nuove evidenze sui bias degli studi. Ad esempio, CONSORT 2001 introdusse un item relativo all’analisi intention-to-treat, riconoscendo l’importanza di questo aspetto nel disegno dello studio. Ogni revisione ha cercato di mantenere al minimo necessario il numero di item per garantire gli standard. Anche la revisione di SPIRIT ha seguito questa stessa filosofia.

Ci sono diverse ragioni per cui l’aggiornamento era previsto e necessario. In primo luogo, i metodi utilizzati nel disegno dei trial, e soprattutto nell’analisi dei dati, sono diventati progressivamente più complessi, e continueranno probabilmente a evolversi. Questo è dovuto ai progressi nelle scienze epidemiologiche e statistiche, all’aumento della potenza computazionale e, in alcuni casi, a un’evoluzione nel consenso sui metodi statistici. Questi cambiamenti metodologici, fondamentali per comprendere e valutare la qualità degli studi, richiedono modifiche corrispondenti nelle linee guida di reporting. Se rileggo oggi alcuni trial pubblicati sulle riviste ad alto impact factor nei decenni a cavallo del Duemila, molti di essi non verrebbero considerati oggi sufficientemente rigorosi dal punto di vista metodologico per essere pubblicati.

In secondo luogo, all’aumentare della complessità metodologica si è accompagnata una crescente “raffinatezza” nella valutazione critica degli studi da parte delle riviste e degli editor. Poiché ora è richiesto più materiale (e di tipo diverso) per una valutazione informata dei trial, anche le checklist devono essere aggiornate.

Terzo, dalla pubblicazione di CONSORT 2010 e SPIRIT 2013 sono state sviluppate numerosi “extension” per affrontare aree in precedenza non coperte dalle checklist principali (come la descrizione dettagliata degli eventi avversi o degli esiti). L’aggiornamento attuale ha consentito di integrare tali estensioni nel documento centrale.

In quarto luogo, CONSORT e SPIRIT sono state sviluppate in momenti diversi, il che ha portato ad alcune incongruenze tra gli item e nel linguaggio. L’aggiornamento attuale ha rappresentato un’opportunità per armonizzare le due linee guida.

Quinto, si è assistito a un’evoluzione di aspetti di portata più ampia dei trial clinici, come il coinvolgimento dei pazienti e del pubblico nello studio o la condivisione dei dati. Anche se non esiste ancora un consenso su tutti questi aspetti, la loro crescente importanza ha meritato un riconoscimento formale nelle linee guida.

 

Quali sono i cambiamenti principali in CONSORT 2025 e SPIRIT 2025? In particolare, quali sono i nuovi item relativi alla condivisione dei dati, al coinvolgimento dei pazienti e alla descrizione degli eventi avversi?

I principali cambiamenti rientrano in quattro categorie.

Primo, sono stati aggiunti nuovi item, tra cui quelli relativi alla condivisione dei dati, ai conflitti di interesse, ai criteri di inclusione nelle analisi, alla gestione dei dati mancanti e ai dettagli dell’intervento. Un altro nuovo item riguarda la descrizione del coinvolgimento dei pazienti o del pubblico nella progettazione, conduzione e reporting dello studio. Questo non è uno standard universale e dipende in parte dal contesto locale, ma è sempre più frequente e può essere richiesto dai finanziatori; merita quindi un posto nella checklist.

Secondo, alcuni item sono stati rivisti in modo sostanziale, in particolare quelli relativi al piano di analisi statistica, alla descrizione dei cambiamenti apportati dopo la scrittura del protocollo e ai dettagli delle analisi primarie e secondarie.

Terzo, la nuova versione delle linee guida integra contenuti provenienti da estensioni metodologiche precedenti, come quelle relative agli eventi avversi, agli esiti e agli interventi non farmacologici.

Quarto, sono stati riorganizzati gli item nella checklist, raggruppando quelli concettualmente collegati.

Entrambe le linee guida sono accompagnate dai documenti Explanation e Elaboration, che forniscono una discussione dettagliata degli item, aspetti pratici della loro implementazione ed esempi tratti da trial pubblicati. Inoltre, ogni linea guida include una versione estesa della checklist, con punti elenco per ogni item che illustrano sinteticamente le informazioni da includere. Si tratta di uno strumento pratico ed efficiente per i ricercatori.

 

Le nuove versioni di CONSORT e SPIRIT includono una sezione sull’“open science”. Cosa ha motivato questo cambiamento strutturale e che impatto prevedete su trasparenza e riproducibilità dei trial?

Sebbene esistano molte definizioni di “open science”, gli elementi chiave includono il miglioramento della riproducibilità dei risultati e la trasparenza, ossia l’accesso ai documenti riguardanti la progettazione dello studio e, spesso, ai dati stessi. Anche se il termine è diventato popolare solo di recente, il concetto non è nuovo, e molti aspetti erano già presenti nelle versioni precedenti di CONSORT e SPIRIT (registrazione dello studio, accesso al protocollo, fonti di finanziamento, ruolo dello sponsor).

CONSORT 2025 e SPIRIT 2025 hanno consolidato questi item in una sottosezione unica, per conferirle maggiore visibilità e coerenza. Alcuni item sono stati espansi (es. accesso al piano di analisi statistica e dichiarazione dei conflitti di interesse degli autori). È stato inoltre aggiunto un nuovo item sulla condivisione dei dati, che richiede di specificare dove e come accedere ai dati dei singoli partecipanti. Questo è rilevante non solo per replicare lo studio o condurre analisi post hoc, ma anche per facilitare le meta-analisi su dati individuali.

Se questi cambiamenti possano influenzare la trasparenza e la riproducibilità è una domanda aperta, anche se le linee guida di reporting non sono da intendere come prescrittive ma descrittive. Tuttavia, l’inclusione di un item può essere intesa come segnale dell’importanza di affrontarlo. Almeno, spinge i ricercatori a riflettere su questi aspetti.

Questo sottolinea l’importanza di SPIRIT e dell’armonizzazione tra SPIRIT e CONSORT: fin quando un item non è previsto nel protocollo, non potrà essere riportato nel paper. Pensarci solo in fase di redazione del report è troppo tardi.

 

Nell’aggiornare insieme CONSORT e SPIRIT avete puntato all’allineamento tra protocollo e report. In che modo questa armonizzazione potrà migliorare l’adesione e l’usabilità da parte dei ricercatori?

Questa armonizzazione offre ai ricercatori una comprensione coerente delle aspettative delle linee guida, della terminologia utilizzata e delle modalità di implementazione (grazie alle Explanation and Elaboration). Questo rende più semplice l’utilizzo dei documenti e, in particolare, l’adozione di CONSORT nella stesura del report. Inoltre, aiuta a evitare che gli autori si trovino nell’impossibilità di completare un item importante di CONSORT perché non ci avevano pensato al momento della stesura del protocollo.

 

Alcuni critici avvertono che le checklist rischiano di diventare un onere burocratico più che strumenti per migliorare la qualità del reporting. Come risponde CONSORT 2025 a questa preoccupazione?

Apprezzo la domanda e comprendo il timore che possano essere considerate un peso, ma non considero le linee guida di reporting strumenti burocratici: sono strumenti utili per tutti gli attori coinvolti nel percorso che porta alla pubblicazione. Forse riflette il mio punto di vista di editor, ma – quando sono usate dagli autori – migliorano il processo di revisione da parte degli editor e dei referee e assicurano che l’articolo includa tutto il necessario per permettere al lettore una valutazione indipendente della qualità dello studio. Per questo suggerirei agli autori di non considerare queste checklist come dei cerchi di fuoco all’interno dei quali passare, perché un’immagine del genere non darebbe il giusto valore a questi strumenti.

Circa il presunto peso burocratico, vorrei suggerire due prospettive.

Primo: la struttura di CONSORT 2025 può alleggerire il lavoro di redazione. Invece di usarla come checklist finale, gli autori possono utilizzarla come guida per scrivere il manoscritto. La checklist rappresenta un minimal set, non un carico aggiuntivo; può anzi facilitare l’organizzazione del testo. (Detto questo, la struttura della checklist non coincide sempre con quella richiesta dalle riviste, ma le modifiche sono generalmente di tipo “copia e incolla”.)

Secondo: se SPIRIT aiuta a scrivere protocolli migliori, ciò aumenta le probabilità di condurre uno studio di successo e di ottenere una pubblicazione. Se CONSORT migliora la qualità del manoscritto, questo potrebbe accelerarne la revisione e ridurre le revisioni richieste. Il bilancio tra il lavoro extra e i benefici è quindi ragionevole.

Infine, le nuove versioni includono checklist expansed: strumenti sintetici ma operativi, una via di mezzo tra i documenti completi e le checklist per punti.

Segnalo anche il sito congiunto www.consort-spirit.org, con risorse utili per autori, editor, revisori e pazienti.

 

 I lettori di articoli su trial clinici conoscono spesso CONSORT ma non SPIRIT. Quanto è importante che conoscano anche SPIRIT e il suo aggiornamento?

Quando parlo con i ricercatori di linee guida per il reporting, la maggior parte conosce CONSORT, ma pochi conoscono SPIRIT, anche tra chi fa trial clinici.

Come editor, ho sempre valutato i manoscritti insieme ai protocolli. Quando i manoscritti presentavano dei problemi, spesso vedevo che anche i protocolli erano scritti male, con omissioni di elementi essenziali (es. calcolo del campione, metodo di randomizzazione, definizioni chiare degli esiti primari e secondari). In molti casi, se gli autori avessero seguito SPIRIT per scrivere il protocollo, loro o i finanziatori avrebbero potuto individuare e correggere i problemi prima di iniziare lo studio. SPIRIT può aiutare a prevenire studi “viziati” e a ridurre gli sprechi nella ricerca.

Anche chi non scrive protocolli dovrebbe sapere che CONSORT non può correggere un cattivo disegno dello studio; SPIRIT serve proprio per evitarlo.

 

Ha osservato problemi ricorrenti nell’uso di CONSORT da parte degli autori?

Sì, spesso si fraintende CONSORT come una linea guida per il disegno dello studio. È comune leggere nei manoscritti frasi come “Studio condotto secondo CONSORT”, usato come marchio di qualità, quando in realtà si fa riferimento solo alla checklist del report.

CONSORT viene a volte interpretato anche come strumento per valutare la qualità dello studio. In realtà, il fatto che un item sia indicato come “riportato” nella checklist non significa che sia stato eseguito bene: è possibile avere una checklist completa per uno studio di bassa qualità.

E purtroppo, non sempre ciò che la checklist indica come presente si ritrova effettivamente nel manoscritto.

Tuttavia, se CONSORT è usato correttamente, aumenta la probabilità che il report includa tutte le informazioni necessarie per una valutazione di qualità da parte di editor, revisori e lettori, compreso gli altri ricercatori e i professionisti sanitari.

 

Intervista a cura di Luca De Fiore

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