L’intelligenza artificiale nell’editoria scientifica e nel supporto alle decisioni mediche


L’intelligenza artificiale sta trasformando profondamente l’editoria scientifica e il settore medico, aprendo nuove opportunità in entrambi i campi, ma sollevando al contempo importanti interrogativi etici. Su questi temi si sono confrontati alcuni esperti del mondo accademico, editoriale e aziendale nella tavola rotonda dedicata al tema Intelligenza artificiale e nuove tecnologie: una visione del loro impatto futuro nel mondo dell’informazione, svoltasi nell’ambito dell’EBSCO Open Day organizzato a Roma presso il Museo dell’Ara Pacis lo scorso 10 ottobre. Per approfondire il livello di integrazione dell’intelligenza artificiale in entrambi questi ambiti abbiamo rivolto qualche domanda a Gionata Giacomelli, Regional Sales Manager di EBSCO Information Services, che ha moderato la tavola rotonda, e a Cosma Dellisanti, Executive Managing Editor di EBSCO DynaMedex.

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELL’EDITORIA SCIENTIFICA

L’intelligenza artificiale è già ampiamente impiegata nel publishing scientifico, ci conferma Giacomelli. Gli editori la utilizzano per una vasta gamma di attività: dalla formattazione dei testi alla verifica delle citazioni e dei riferimenti bibliografici, fino alla prevenzione del plagio. Sistemi avanzati di intelligenza artificiale analizzano i metadati per classificare e rendere più facilmente ricercabili gli articoli, individuare tendenze emergenti nella ricerca e supportare la selezione dei revisori per il processo di peer review. Gli strumenti basati sull’intelligenza artificiale aiutano inoltre gli autori nella redazione di abstract più precisi, nella scrittura di articoli chiari ed efficaci, nella traduzione dei contenuti in altre lingue e nella creazione di grafici e immagini che migliorano la comprensione degli articoli. “Queste tecnologie – sottolinea Giacomelli – contribuiscono quindi a rendere la ricerca e i suoi risultati più accessibili a un pubblico sempre più vasto di ricercatori”. E sulla possibilità di affidare direttamente all’intelligenza artificiale il processo di peer review, Dellisanti osserva che è una possibilità più vicina di quanto si pensi, che ci permetterà di fare un salto di qualità sui temi della trasparenza, consentendoci di scoprire più facilmente eventuali plagi o manipolazione dei dati, e dell’imparzialità. Non dobbiamo però dimenticare che la selezione dei dati e delle informazioni sulla base delle quali l’intelligenza artificiale è stata addestrata possono dare luogo a bias interpretativi nel momento in cui il processo di valutazione degli articoli scientifici sia affidato esclusivamente all’intelligenza artificiale. Per questo motivo, conclude Dellisanti, “è importante sempre tenere il fattore umano al centro del processo al fine di utilizzare l’intelligenza artificiale come quell’elemento che ci possa permettere un incremento dell’efficienza e dell’efficacia del processo senza determinarlo in maniera unica.”

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE IN AMBITO MEDICO

Anche in medicina, l’intelligenza artificiale si sta affermando come uno strumento ideale per migliorare l’efficienza dei processi decisionali. Dellisanti sottolinea come, in contesti legati alla medicina basata sull’evidenza, l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata per analizzare i dati clinici e selezionare le informazioni più rilevanti. Inoltre, l’intelligenza artificiale sta dimostrando un ruolo fondamentale nel sintetizzare rapidamente le evidenze scientifiche che alimentano i point-of-care tool, strumenti progettati per supportare i professionisti sanitari nella pratica clinica quotidiana, offrendo informazioni rapide e affidabili direttamente nel punto di cura del paziente. Questo contribuisce a rendere tali strumenti sempre più aggiornati e precisi. Tuttavia Dellisanti avverte che le risposte generate dall’intelligenza artificiale sono strettamente legate alla qualità dei dati utilizzati per il suo addestramento. Per questo motivo, il controllo umano resta essenziale nei processi di selezione e valutazione. L’intelligenza artificiale non può sostituire le competenze e l’esperienza del medico, indispensabili per contestualizzare i risultati e personalizzare i trattamenti in base alle caratteristiche uniche di ogni paziente. Aspetti fondamentali come l’empatia e l’intuizione clinica, almeno per ora, rimangono prerogativa esclusiva dell’essere umano.

LE QUESTIONI ETICHE

Un tema centrale, emerso dalle risposte di entrambi gli intervistati, riguarda le implicazioni etiche dell’uso dell’intelligenza artificiale. La comunità scientifica è chiamata a riflettere sul valore della conoscenza prodotta dalle macchine e a definire criteri condivisi che garantiscano trasparenza ed equità. È evidente l’importanza di un approccio concertato: coinvolgere tutti gli attori interessati – dai ricercatori agli editori, fino agli utilizzatori e valutatori – è essenziale per minimizzare i rischi e affrontare le potenziali conseguenze negative legate a queste tecnologie emergenti. L’intelligenza artificiale si configura come un alleato prezioso sia nell’editoria scientifica sia nel supporto alla pratica medica, ma il suo impiego richiede un delicato equilibrio tra automazione e controllo umano. Questa integrazione deve essere accompagnata da una riflessione etica costante, con l’obiettivo di non sostituire il giudizio umano, ma di potenziarlo. Solo così i progressi tecnologici potranno essere messi al servizio della società in modo sicuro, equo e sostenibile.

Dynamed EBSCO

Mara Losi

Questo contenuto è stato realizzato anche grazie al supporto di EBSCO Information Services srl

Guarda le videointerviste

Gionata GiacomelliL’intelligenza artificiale nel publishing scientifico tra innovazione e etica, a colloquio con Gionata Giacomelli

 

Cosma DellisantiIl ruolo dell’intelligenza artificiale nel processo di peer review e nelle decisioni cliniche, a colloquio con Cosma Dellisanti

 

Gionata Giacomelli, Regional Sales Manager, EBSCO Information Services
Cosma Dellisanti, Executive Managing Editor, EBSCO DynaMedex

Da CARE 6, 2024

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