La gestione delle CAR-T: l’evoluzione del farmacista ospedaliero e le sfide per il futuro


L’introduzione delle terapie CAR-T ha rappresentato una svolta epocale nel trattamento di alcune patologie oncoematologiche come il linfoma non-Hodgkin, migliorando significativamente le prospettive di vita dei pazienti. Tuttavia, questa innovazione ha anche comportato cambiamenti sostanziali nel sistema sanitario, ridefinendo il ruolo del farmacista ospedaliero e sollevando nuove sfide di governance e sostenibilità.
Ne abbiamo parlato con Arturo Cavaliere, Direttore della Farmacia Ospedaliera dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea di Roma e Presidente della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera, e Vito Ladisa, Direttore della Farmacia Ospedaliera presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

EFFICACIA E SICUREZZA: UNA NUOVA ERA PER I PAZIENTI

Come ci ha spiegato Vito Ladisa, le CAR-T hanno trasformato la vita dei pazienti. Per malattie come il linfoma non-Hodgkin, che in passato lasciavano poche speranze, oggi circa il 40% dei pazienti raggiunge una risposta completa. Gli eventi avversi, come la sindrome da rilascio di citochine (CRS) o la sindrome da neurotossicità associata alle cellule effettrici della risposta immune (ICANS), vengono ora gestiti con maggiore competenza clinica, diventando persino segnali di efficacia terapeutica. Questa capacità di controllo riflette un significativo progresso nella gestione delle CAR-T, che richiede un’attenta selezione dei pazienti e un monitoraggio continuo anche post-trattamento.

IL RUOLO AMPLIATO DEL FARMACISTA OSPEDALIERO

La gestione efficace e sicura di queste nuove terapie non può prescindere – ha continuato Ladisa – da un’evoluzione della figura del farmacista ospedaliero, divenuto ora elemento cardine del CAR-T team. All’interno di questo team, il farmacista ospedaliero non si limita infatti alla sola gestione amministrativa dei farmaci, ma è coinvolto in modo diretto nella selezione dei pazienti, nel monitoraggio post-infusione e nel supporto al clinico nei processi legati al trattamento con le CAR-T. Basti pensare alle attività di farmacovigilanza, alla gestione della bridging therapy, e alla garanzia della disponibilità 24/7 dei farmaci essenziali per monitorare e gestire gli eventi avversi. E la funzione di questo professionista, ha sottolineato Ladisa, non si esaurisce con la dimissione perché il paziente CAR-T necessita di un importante accompagnamento anche nel momento in cui viene dimesso dall’ospedale non solo da un punto di vista esclusivamente clinico, ma anche farmacologico in considerazione delle terapie di supporto che possono rendersi necessarie.

GOVERNANCE E SOSTENIBILITÀ: UNA SFIDA COLLETTIVA

Affrontando il problema della sostenibilità di queste terapie, Arturo Cavaliere ha voluto sottolineare l’importanza di un approccio strutturato per garantire l’accesso uniforme alle CAR-T su scala nazionale.
Secondo Cavaliere, il farmacista ospedaliero è lo specialista qualificato per individuare il bisogno terapeutico inespresso rispetto all’erogazione delle CAR-T, coadiuvando in questo compito gli organismi regionali.
Di fatto le Regioni si stanno dotando di strumenti innovativi, come gli algoritmi predittivi che utilizzano l’intelligenza artificiale, in grado di calcolare il bisogno terapeutico attuale e per gli anni a venire di ogni singola Regione e pianificare in modo efficiente le risorse, assicurando che ogni paziente idoneo possa beneficiare di questa importante innovazione terapeutica.

IL FUTURO DELLE CAR-T IN ITALIA

Per affrontare le sfide poste dalle CAR-T, Cavaliere propone l’adozione di linee guida nazionali che definiscano chiaramente il ruolo dei diversi professionisti coinvolti nel percorso di cura. Questo approccio favorirebbe la formazione continua e il coordinamento tra clinici, farmacisti e altri specialisti, garantendo la gestione efficace delle terapie avanzate.
Le CAR-T rappresentano una straordinaria opportunità per il trattamento di alcune gravi patologie, ma richiedono un impegno condiviso per affrontare le complessità organizzative che pongono e per garantire la loro sostenibilità economica anche in vista dell’ampliamento delle loro indicazioni terapeutiche. La collaborazione tra farmacisti ospedalieri, clinici e istituzioni sanitarie è quindi cruciale per consolidare i successi ottenuti e garantire l’accesso equo a queste terapie salvavita.

Mara Losi

Si ringrazia Gilead per il supporto non condizionante alla realizzazione di questo contenuto.

Guarda le videointerviste

Arturo CavaliereGovernance e sostenibilità delle terapie CAR-T: una sfida collettiva, a colloquio con Arturo Cavaliere

 

Vito LadisaCAR-T team: l’importanza del farmacista ospedaliero per garantire efficacia e sicurezza delle nuove terapie, a colloquio con Vito Ladisa

 

Arturo Cavaliere, Direttore UOC Farmacia, AOU Sant’Andrea, Roma e Presidente SIFO
Vito Ladisa, Direttore SC Farmacia Ospedaliera, Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, Milano

Da CARE 6, 2024 

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