Nell’ambito della qualità dei servizi sanitari, la Direzione generale della programmazione sanitaria del Ministero della salute ha elaborato 19 Raccomandazioni ministeriali, con il supporto di esperti di Regioni e Province Autonome, Agenas, AIFA, ISS, Coordinamento delle Regioni e Province Autonome per la Sicurezza delle Cure, Società scientifiche e altri stakeholder. Lo scopo prioritario di tali raccomandazioni è quello di sensibilizzare le Aziende sanitarie sulla necessità di adottare politiche di ‘governo clinico’ finalizzate alla sicurezza delle cure. Questo aspetto non rappresenta solo un elemento strutturale dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), ma costituisce anche un diritto sancito dalla Costituzione, come previsto dalla legge 8 marzo 2017, n. 24 (legge Gelli) “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”.

A cura di Giuliano Mariotti

L’acronimo RAO, che significa Raggruppamenti di Attesa Omogenei, è stato inventato per facilitare l’applicazione di nuovi criteri di accesso alle prestazioni specialistiche ambulatoriali che utilizzano criteri clinici espliciti, e per favorire la comunicazione fra i diversi attori coinvolti.

A cura di Marica Ferri

Le revisioni sistematiche sono studi scientifici che valutano criticamente e riassumono gli studi sperimentali su un determinato intervento sanitario. Insieme alle linee guida, ai documenti di valutazione economica e agli studi sperimentali stessi, le revisioni sistematiche costituiscono il corpo di conoscenze atte ad integrare l’esperienza clinica con le prove di efficacia, in base ai criteri della medicina basata sulla evidenza (EBM).

A cura di Marco Geddes da Filicaia

Nel corso degli ultimi anni è stata avviata anche in Italia una riflessione sui risparmi che si potrebbero realizzare riducendo gli sprechi nel settore sanitario, in particolare grazie al lavoro svolto dalla Fondazione GIMBE che ha adeguato al contesto nazionale la tassonomia degli sprechi messa a punto cinque anni fa negli Stati Uniti e pubblicata sul JAMA. Trasferendo e adattando alla realtà italiana le stime degli sprechi indicate da questa tassonomia, i possibili – teorici – risparmi per il nostro Servizio Sanitario si attesterebbero intorno al 22%, ossia sarebbero pari a 25.315 miliardi (spesa pubblica del 2018).
Questa parola chiave esamina in dettaglio ognuna delle voci elencate nella tassonomia, perché è su queste che si può agire per ottenere un contenimento dei costi e una conseguente riallocazione delle risorse.