Walter Ricciardi: antibioticoresistenza

Tra le azioni messe in campo dall’Italia per contrastare il fenomeno dell’antibioticoresistenza, la creazione dell’Osservatorio nazionale sull’antimicrobicoresistenza (ONsAR), presieduto da Walter Ricciardi e diretto da Alessandro Solipaca, occupa un ruolo importante. L’Osservatorio, presentato a Roma lo scorso aprile, avrà l’obiettivo di studiare i dati di questo fenomeno per fornire ai decisori politici raccomandazioni e linee guida sanitarie basate sulle evidenze scientifiche e di realizzare campagne di sensibilizzazione per modificare i comportamenti impropri della popolazione e del personale sanitario. Tutto questo, ci spiega Walter Ricciardi, nella consapevolezza dell’importanza da parte dell’autorità centrale di saper promuovere e coordinare le azioni promosse a livello regionale e locale perché siano realmente efficaci.

Moja antibioticoresistenza

In questa intervista Lorenzo Moja, che ha curato la versione italiana dell’ AWaRe book, lo strumento innovativo lanciato dal Segretariato per i farmaci essenziali dell’OMS per facilitare una prescrizione degli antibiotici che privilegi un ridotto impatto sulle resistenze, senza comprometterne l’efficacia, sollecita studi che dimostrino la superiorità dei nuovi prodotti rispetto a quelli già disponibili e si augura che la loro introduzione sia bilanciata con attività di monitoraggio e stewardship per evitare un uso eccessivo di qualsiasi nuovo antimicrobico di ‘riserva’..

One Health Ugo Trama

L’antibioticoresistenza è un’emergenza globale che va affrontata in maniera coerente a livello planetario e locale. In quest’ottica, spiegano Ugo Trama e Francesco Ferrara in questa intervista, la prospettiva One health – che impone uno sguardo olistico e comprensivo sia sulle cause sia sulle soluzioni del problema – si deve raccordare con un’intensa attività informativa che sia capace di trasferire i dati raccolti dalle istituzioni nazionali alle realtà locali. Ai professionisti sanitari devono essere fornite le evidenze necessarie per monitorare il proprio operato e per raggiungere gli obiettivi di appropriatezza prescrittiva indispensabili per un controllo dell’emergenza sanitaria.

Il quadro epidemiologico a livello nazionale della frequenza di resistenze agli antibiotici e di infezioni correlate all’assistenza rende necessari e urgenti interventi a tutti i livelli per contrastare questo fenomeno: basti ricordare che l’Italia, nel 2020, era classificata dall’ECDC tra i Paesi con il numero più elevato di DALYs (Disability Adjusted Life Years) ossia di anni di vita perduti per infezioni sostenute da microrganismi resistenti, spesso contratti durante l’assistenza sanitaria.
È quindi essenziale che il PNCAR 2022-2025 rappresenti una vera opportunità per far fare all’Italia un passo in avanti e allinearla agli altri Paesi europei.
Maria Luisa Moro e Angelo Pan si soffermano sugli aspetti sui quali si dovrebbe intervenire per rendere il Piano pienamente operativo il prima possibile e sul contributo che la Società Italiana Multidisciplinare per la Prevenzione delle Infezioni nelle Organizzazioni Sanitarie potrebbe dare in sostegno al PNCAR.

Marchetti amoxicillina

Si pensava che la carenza sul mercato dell’amoxicillina fosse transitoria, relativa a singoli contesti assistenziali. Invece c’è finalmente la consapevolezza che si tratta di un problema su scala mondiale. E le ragioni su cui c’è stata una grave disinformazione, spiega Federico Marchetti (Direttore dell’Unità operativa complessa di Pediatria e neonatologia dell’Ospedale di Ravenna, Ausl della Romagna) in questo contributo, non sono dovute al fatto che la usiamo troppo (è vero il contrario). Il contesto attuale è fatto di interessi e non di attenzione ai bisogni. Il rischio è di spazzare via gli strumenti di salute più efficaci e meno costosi, senza preoccuparsi dei bisogni del bambino e della pediatria. Le regole del mercato farmaceutico non dovrebbero rispondere unicamente alle leggi del profitto.

Zanini farmacista territoriale

Quante possibilità ci sono per un farmacista che lavora sul territorio di affrontare il tema dell’antibioticoresistenza? Parlare di questi temi con le persone che frequentano le farmacie è molto difficile e sostanzialmente inutile, spiega ai nostri lettori Paolo Zanini, farmacista a Mezzocorona (Trento), che si è occupato di promozione della cultura professionale dei farmacisti attraverso il progetto Intesa, realizzato con Unifarm.  Solo chi è già informato è interessato a una conversazione su questo tema, tutti gli altri sono immersi comprensibilmente nella loro urgenza di guarigione. Se però – continua Zanini  – consideriamo le attività che possono contribuire all’affrontare nella pratica il tema dell’antibioticoresistenza, cioè a limitare per quanto possibile il consumo di antibiotici, allora lo spazio è molto ampio.

A colloquio con Amelia Filippelli

Sono tanti gli argomenti toccati da Amelia Filippelli, ordinaria di Farmacologia Clinica presso l’Università degli Studi di Salerno e componente del Comitato Prezzi e Rimborso di AIFA, nel delineare le azioni principali da intraprendere per garantire la sostenibilità del nostro sistema salute. “Da questa pandemia abbiamo infatti imparato – spiega Filippelli – che va diversificata la catena di approvvigionamento (ad esempio, comprando i vaccini da diversi produttori) e che vanno adottati strumenti digitali nello sviluppo farmaceutico e vaccinale, nonché la necessità di una forte organizzazione normativa e di un percorso agile per garantire efficacia, accuratezza e sicurezza del paziente”. Per questo è importante da una parte l’affermarsi della digital therapeutics, un’area emergente e innovativa della medicina per il trattamento delle malattie croniche, che sfrutta algoritmi e tecnologie informatiche per la loro cura e della quale fa parte anche  la telemedicina, e dall’altra l’attività di valutazione del farmaco svolta dagli organismi regolatori e di HTA, con l’obiettivo condiviso di accelerare l’accesso a trattamenti sicuri, efficaci e convenienti per i pazienti appropriati.

La ASL di Bari mostra da sempre un’attenzione particolare ai pazienti più fragili e complessi. Tra le iniziative messe in campo durante l’emergenza pandemica per agevolare l’accesso ai farmaci erogati in distribuzione diretta a questi pazienti c’è “Pronto Farmaco ASL Bari”, il servizio che ne prevede la consegna a domicilio.
Abbiamo chiesto a Stefania Antonacci, direttrice dell’area Farmaceutica Territoriale della Asl di Bari, di descrivere le modalità con le quali questo servizio può essere attivato e le procedure di controllo applicate al momento della prenotazione del farmaco, perché si tratta di un servizio che, oltre a favorire l’aderenza  terapeutica dei pazienti che lo utilizzano, svolge un ruolo importante anche nel garantire l’appropriatezza delle prescrizioni.