Domenico Mantoan

A colloquio con Domenico Mantoan

"Le evidenze scientifiche e le esperienze di telemedicina, maturate sul campo, documentano un grande beneficio in termini di outcome di salute e un migliore rapporto costo-efficacia. E proprio il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Missione 6 – C1) ne prevede l’implementazione a supporto dell’assistenza sanitaria territoriale" sottolinea Domenico Mantoan in questa intervista, ricordandoci che l’obiettivo è quello di integrare le soluzioni di telemedicina (televisita, teleconsulto, telemonitoraggio, telecontrollo e teleassistenza) nel Servizio sanitario nazionale, inserendole nei Livelli essenziali di assistenza.

Telemedicina e scompenso cardiaco

A colloquio con Salvatore Di Somma

L’impatto della pandemia sui pazienti con scompenso cardiaco è stato importante perché si tratta della categoria di pazienti che ha riscontrato la mortalità maggiore e un ricorso duplicato all’ospedalizzazione quando colpita dal virus, spiega il direttore scientifico dell’Associazione Italiana Pazienti con Scompenso Cardiaco (AISC).
In questo contesto i servizi di telemonitoraggio e televisita, sperimentati in un progetto condotto dal Polo Pontino della Sapienza presso la ASL Latina durante la pandemia e in un’esperienza in corso con l’Università di Tor Vergata in collaborazione con l’AISC, rappresentano una risorsa significativa, perché consentono di gestire da casa con successo i pazienti affetti da scompenso tenendo sotto controllo il loro stato clinico e evitando il ricorso a inutili ospedalizzazioni.

A colloquio con Francesco Gabbrielli In qualità di Direttore del Centro Nazionale per la Telemedicina e le Nuove Tecnologie Assistenziali dell’Istituto Superiore di Sanità, Francesco Gabbrielli è a capo di una struttura determinante nella costruzione di un sistema italiano di telemedicina robusto e sicuro per i pazienti e i professionisti, in grado di superare la […]

Matteo Moscatelli

A colloquio con Matteo Moscatelli

Offrire soluzioni digitali ai pazienti cronici e anziani, aiutandoli a superare lo scoglio della tecnologia, è la mission di Vree Health, azienda specializzata nell’offerta di modelli di gestione della salute innovativi e centrati sulle esigenze dei pazienti,  ci spiega Matteo Moscatelli.
L’idea è quella di trasferire l’approccio ospedaliero – ossia il concetto di smart hospital – verso la casa del paziente per fornire informazioni sia in termini qualitativi al paziente stesso sia in termini tecnico-scientifici all’interno del suo percorso di cura, così da valutare se le assunzioni terapeutiche seguono le indicazioni dei PDTA, aiutando l’interconnessione tra medico, paziente e ospedale e aumentando l’aderenza terapeutica del paziente.

Francesco Vaia INMI Spallanzani

A colloquio con Francesco Vaia
Come centro di eccellenza e di riferimento nazionale per la diagnosi e la cura delle malattie infettive, l’INMI Lazzaro Spallanzani è stato collocato fin dalle prime fasi dell’esplosione della pandemia in una posizione di rilievo per quanto riguarda sia gli aspetti assistenziali sia l’ambito della ricerca, ci spiega il suo direttore Francesco Vaia.
Se durante la prima fase di emergenza l’altissimo numero di pazienti acuti e critici affluiti nella struttura ha reso di fatto difficile la loro coesistenza con i percorsi consolidati di gestione delle altre patologie  infettive, la situazione si è andata progressivamente normalizzando nel corso della seconda ondata grazie all’adozione di nuove procedure di sicurezza che hanno permesso a tutti i reparti di riprendere pienamente la loro attività.
L’implementazione dei servizi di telemedicina, che ha consentito di creare nuovi percorsi di assistenza virtuale e protocolli di monitoraggio a distanza rivolti ai pazienti non ospedalizzati in grado di garantire comunque un’alta qualità delle prestazioni, è stata la chiave vincente per garantire continuità assistenziale ai pazienti non covid.

Nicola Magrini AIFA

A colloquio con Nicola Magrini
Approvazione di vaccini e farmaci per la cura della covid in tempi record e decisione di prorogare i piani terapeutici per limitare l’impatto della pandemia sulle persone malate sono due ambiti rispetto ai quali AIFA ha dimostrato la sua capacità di risposta all’eccezionalità del momento che stiamo vivendo.
Ne abbiamo parlato in questa intervista con Nicola Magrini, che ha visto in questa esperienza un rafforzamento della capacità dell’Agenzia di promuovere sia la ricerca indipendente sia quella for profit attraverso procedure più agili.
E per il futuro Magrini vede un’AIFA sempre più parte di un sistema internazionale sia europeo sia di una comunità di ricerca globale, da rafforzare in ciò che la contraddistingue dalle agenzie regolatorie degli altri paesi, ossia la concentrazione dei ruoli che ricopre, che vanno dall’approvazione dei farmaci, alla fissazione del prezzo alla promozione e valutazione della ricerca. Tutto questo senza trascurare un ruolo più attivo di informazione nell’ambito dell’uso ottimale dei farmaci.

Raffaele Donini

A colloquio con Raffaele Donini

La pandemia ha reso ancora più evidente quanto il confronto tra lo Stato e le Regioni sia fondamentale per la condivisione delle decisioni strategiche in tema di gestione della sanità territoriale e di opportuna allocazione delle risorse: è questa, secondo Raffaele Donini, Assessore alla Salute, della Regione Emilia-Romagna e Coordinatore della Commissione Salute nell’ambito della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, una delle lezioni più importanti emersa da questo anno e mezzo di pandemia nella complessa ricerca di un equilibrio nei rapporti tra Stato e Regioni nella gestione della sanità.