A colloquio con Maria Paola Trotta

Si è verificato, soprattutto nelle prime fasi della pandemia, un eccesso nella prescrizione degli antibiotici per tenere sotto controllo l’eventuale sviluppo di infezioni batteriche secondarie anche in pazienti che non hanno manifestato coinfezioni batteriche o fungine? Quali strategie si potrebbero adottare per incentivare la ricerca e lo sviluppo di nuovi antibiotici? Obiettivi importanti di salute pubblica, come quello del contrasto alla resistenza antimicrobica, rendono necessaria una riconsiderazione del concetto di innovazione terapeutica e richiedano un miglioramento dell’applicazione dei modelli di valutazione del farmaco? A queste domande risponde Maria Paola Trotta, descrivendo anche la sua esperienza come coordinatrice dell’Unità di crisi per le attività connesse all’emergenza da Covid-19, istituita da AIFA.

Mai come nel periodo che stiamo vivendo il tema dei big data è diventato essenziale per gestire al meglio la pandemia e in particolare la difficile fase di convivenza con il virus. La loro analisi si può infatti trasformare in leva delle strategie che i diversi governi stanno mettendo a punto per uscire dalla situazione di emergenza.
Ne abbiamo parlato con Walter Quattrocciocchi, che spiega che la sfida è proprio quella di riuscire a far interagire il mondo degli scienziati con quello della politica, perché i risultati della scienza si possano trasformare in suggerimenti politici efficaci.

Open access COVID-19

Nel corso di una pandemia avere delle risposte a domande come “Chi sono i pazienti più a rischio?” o “Come è preferibile trattare un soggetto con comorbilità?” può fare la differenza tra la vita e la morte di molte persone. Per questo le associazioni dei bibliotecari delle università e dei centri di ricerca italiani hanno lanciato una petizione attraverso la quale i firmatari chiedono agli editori delle riviste scientifiche “un’eccezione temporanea” alle clausole restrittive negli accordi di licenza, così da poter garantire un continuo aggiornamento a medici e ricercatori coinvolti nella lotta al virus. I commenti di Giuseppe Ippolito, Stefano Vella, Federico D’Orazio e Antonio Addis.

A colloquio con Roberto Speranza Sono numeri importanti quelli stabiliti dalla legge di bilancio per finanziare il settore sanitario e che il ministro Roberto Speranza ripropone in questa intervista, nella quale facciamo il punto con lui sui temi centrali del dibattito per garantire la buona salute del nostro servizio sanitario, mentre scriviamo inevitabilmente oscurati dall’incalzare […]

CROB rionero in vulture

Il Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata (CROB), riconosciuto per la prima volta come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) in ambito oncologico nel marzo 2008 e confermato nel 2018, è una realtà consolidata nella sanità della Regione Basilicata, registrando un’indicativa e positiva attrattiva extraregionale e configurandosi come risorsa centrale nell’erogazione di cure dell’intera Basilicata e del Sud Italia.

Uptodate

Spesso di fronte a problemi clinici simili i medici agiscono in modo diverso, con ripercussioni negative per la qualità dell’assistenza e la salute dei pazienti. Per queste ragioni sono stati recentemente sviluppati degli strumenti utili a garantire ai clinici un accesso rapido alle migliori evidenze prodotte dalla ricerca scientifica. È il caso del point of care tool UpToDate, adottato di recente dalle tre Aziende Sanitarie toscane e dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi.

Nello Martini governance farmaceutica

A colloquio con Nello Martini
Nello Martini traccia per i nostri lettori il profilo storico dei due modelli della governance farmaceutica impiegati negli ultimi dieci anni, quello della farmaceutica territoriale introdotto con la Finanziaria del 2008 e quello della farmaceutica ospedaliera  avviato con la spending review del 2012, evidenziandone i punti di forza e le eventuali criticità in vista dell’evoluzione di questa stessa governance sotto la spinta del riconoscimento dell’innovatività dei farmaci.
Questa nuova fase, che permetterà di scrivere la governance farmaceutica del futuro, dovrà inevitabilmente tenere conto anche della sfida posta dalle terapie innovative e quindi prendere in considerazione i nuovi modelli organizzativi che l’impiego di tali terapie (per esempio, la CAR-T) comporta. Nello stesso tempo dovrà trasformare l’incertezza dovuta al fatto che i dati e gli studi su queste terapie sono ancora preliminari, con follow-up limitati nel tempo, in un’occasione strutturata per produrre nuove conoscenze.