Le attività di prevenzione oncologica dell'Istituto Pascale

In quanto coordinatore della Rete oncologica della Regione Campania, l’Istituto Pascale è parte attiva dei programmi di prevenzione della sanità territoriale. In particolare – spiega Attilio Bianchi – per quanto riguarda l’adesione alla campagna di vaccinazione contro l’HPV, il Pascale svolge un’intensa attività di informazione nelle scuole, con l’obiettivo di raggiungere una copertura di prevenzione superiore all’80%.

Paolo Veronesi: Italia all'avanguardia nei percorsi di cura per il tumore al seno

E’ scientificamente provato che l’approccio multidisciplinare all’interno dei centri di senologia è quello che garantisce alle pazienti con tumore al seno il percorso più appropriato in termini di diagnosi e terapia. Lo sottolinea Paolo Veronesi, ricordando che l’attenzione alla prevenzione, e quindi alla diagnosi precoce, è l’altro aspetto che ha consentito al nostro Paese di raggiungere traguardi significativi nella sopravvivenza a 5 anni delle donne affette da tumore al seno, come confermano i dati pubblicati da ‘I numeri del cancro in Italia 2023’.

Breast Unit: un modello al passo con le innovazioni terapeutiche

Avere a disposizione un gruppo di professionisti in grado di assicurare elevati standard di cura e di garantire un confronto costante dalla diagnosi alla cura e per tutto il follow-up è il vantaggio del quale dispongono le donne che si rivolgono alle Breast Unit. Lo spiega Andrea Botticelli, che ricorda come le recenti evoluzioni nei trattamenti perioperatori abbiamo comportato una rimodulazione dei tempi chirurgici e dei trattamenti postoperatori nel percorso di cura condiviso attraverso il confronto multidisciplinare.

Europa Donna al fianco delle donne con tumore al seno

Rosanna D’Antona ripercorre con noi le tappe fondamentali delle attività di Europa Donna, dal 1994 accanto alle pazienti con tumore al seno per portare le loro istanze all’attenzione delle istituzioni nazionali e regionali. Tra le battaglie vinte, quella della presenza delle associazioni nelle Breast Unit così da aiutare le donne ad orientarsi nel percorso di cura, tra quelle ancora in corso l’incentivazione dello studio delle alterazioni geniche e molecolari per lo sviluppo di terapie sempre più personalizzate e quella di garantire una presa in carico a 360 gradi della donna, che non trascuri anche l’attenzione a temi importanti come il recupero della sfera sentimentale e sessuale.

Anna Maria Mancuso: oncologia di prossimità

Una delle paure più grandi delle pazienti e dei pazienti oncologici è quella di perdere i punti di riferimento rappresentati dalla struttura ospedaliera e dai medici che hanno scelto dopo aver scoperto di avere un tumore. È questo il motivo principale che spiegherebbe una certa diffidenza sulla possibilità di essere curati a casa, espressa dalla metà dei pazienti che hanno risposto all’indagine condotta dal Cipomo sull’oncologia di prossimità. Lo pensa Anna Maria Mancuso, presidente di Salute Donna, sottolineando l’importanza che sia prevista la figura di un tutor legato alla struttura di riferimento del paziente, che possa seguirlo a casa nello svolgimento di quelle azioni di cura che non richiedono la sua presenza in ospedale.

Nicoletta Cerana: patient journey tra ospedale e abitazione

Nicoletta Cerana, presidente di ACTO Italia ETS, commenta i risultati della survey condotta dal Cipomo sull’oncologia di prossimità evidenziando come l’aspetto più importante per chi vive con una patologia oncologica sia quello della qualità delle cure e del personale che le eroga. In particolare nel caso del tumore ovarico, spiega Cerana, l’accesso ai centri di eccellenza anche se lontani da casa è prioritario in tutte le fasi della malattia.

I test di profilazione genomica e i Molecular Tumor Board (MTB) – team interdisciplinari di esperti dedicati all’interpretazione clinica dei nuovi dati disponibili – sono presentati come le nuove frontiere dell’oncologia. Confini esplorati anche dalla politica, considerato che a febbraio 2023 è approdato in Conferenza Stato Regioni lo schema del decreto ministeriale che istituisce i MTB e individua i centri specialistici per l’esecuzione dei test per la profilassi genomica estesa NGS. Oggi, i MTB non sono implementati in modo omogeneo in Italia e questa realtà mette potenzialmente a rischio l’uguaglianza di accesso ad alcune terapie per i pazienti. Ce ne parlano Gianpiero Fasola e Maria Carla Barducci.

Centralità del paziente

Perché ci sia un effettivo cambio di passo nel processo di miglioramento del nostro servizio sanitario così che sia sempre più in grado di offrire opzioni di cura adeguate alle aspettative dei pazienti e rispettose delle loro esigenze, è urgente riconoscere il valore aggiunto degli strumenti di misurazione di esito (patient-reported outcome measures) e esperienze (patient-reported experience measures) riferiti dai pazienti stessi. La strada è però in salita, perché servono risorse sia economiche sia umane per attuare una riorganizzazione dei servizi sanitari che renda l’esperienza dei pazienti davvero protagonista a tutto campo del percorso di cura.

Abbiamo chiesto a Paola Kruger (paziente esperto EUPATI) e a Flori Degrassi (Presidente Nazionale A.N.D.O.S.) di condividere con noi il loro punto di vista su questo tema che ci riguarda tutti.