Ritorno alle cure

È stata definita un’emergenza nell’emergenza, quella delle prestazioni sanitarie non erogate a causa delle difficoltà di accesso agli ospedali durante la pandemia.
D’altro canto, è stata proprio la pandemia ad aver acceso i riflettori sull’importanza di poter disporre di un servizio sanitario equo, solidale e universalistico, per cui spetta a tutti, e non solo a chi ha competenze istituzionali, contribuire al suo rinnovamento perché sia in grado di rispondere efficacemente ai bisogni di salute dei cittadini.

Ne abbiamo parlato con due esponenti di spicco di due associazioni del terzo settore, Antonio Gaudioso (Presidente Nazionale di Cittadinanzattiva) e Tonino Aceti (Presidente di Salutequità).

HPV

Nonostante i tumori correlati al papillomavirus siano prevenibili grazie alla prevenzione primaria, tramite la vaccinazione anti-HPV, e alla prevenzione secondaria, tramite i test per lo screening per il tumore del collo dell’utero, con la possibilità di curarli efficacemente se identificati tempestivamente, l’HPV continua a rappresentare una minaccia concreta di sanità pubblica.
Per questo è stato presentato un Manifesto per l’eliminazione dei tumori correlati al papillomavirus rivolto alle Istituzioni nel quale i firmatari chiedono che il nostro governo adotti gli obiettivi sanciti dall’OMS e dalla Commissione Europea, nello Europe’s Beating Cancer Plan, per eliminare i tumori da HPV, prevedendo azioni e tempi certi, in linea con la strategia internazionale.
Ne abbiamo parlato con gli esperti scientifici Saverio Cinieri e Giancarlo Icardi, con Paolo Siani come esponente del mondo della politica, e con Elisabetta Iannelli, Francesco Schittulli e Silvia Romeo per ascoltare la voce di chi rappresenta i pazienti e le esigenze dei giovani.

Covid-19 e HIV

Questo dossier focalizza la sua attenzione sulle persone che vivono con Hiv, evidenziando le criticità della loro gestione clinica nell’intervista ad Andrea Antinori (INMI Spallanzani, Roma) e tutte le difficoltà con le quali queste persone si sono confrontate in questi mesi in quella a Massimo Oldrini (Lega Italiana per la Lotta all’Aids). Dalla preoccupazione di un decorso più sfavorevole in caso di contagio, alla paura per una possibile interruzione della continuità delle cure, alle iniziali difficoltà di approvvigionamento dei farmaci, al calo evidente dei test Hiv effettuati e delle attività di prevenzione, tanti sono gli spunti di riflessione offerti dai nostri interlocutori nelle loro risposte.

Gli allarmanti pronostici sulle morti previste nel mondo entro il 2050 a causa del fenomeno dell’antimicrobico-resistenza non tenevano in considerazione la possibile esacerbazione del fenomeno in seguito alla pandemia di Covid-19. Se da una parte è indispensabile una forte consapevolezza da parte di tutto il mondo medico, delle istituzioni e dei cittadini dell’importanza di adottare in Italia tutte le strategie già individuate nel Piano nazionale di contrasto all’antimicrobico-resistenza 2017-2030, dall’altra non devono mancare gli incentivi per la ricerca in questo ambito da troppo tempo trascurato.
Ne abbiamo parlato con Massimo Andreoni, Antonio Gaudioso e Salvatore Leone.

Covid-19 Salute digitale

La situazione di emergenza che stiamo vivendo a livello globale ha chiesto risposte rapide per far fronte ai nuovi bisogni che si sono manifestati in ambito sanitario. Si è così in poco tempo rivoluzionata in gran parte del mondo l’organizzazione degli ospedali ed è stato incrementato il numero dei posti letto nelle terapie intensive.
L’esigenza di garantire in sicurezza l’accesso ai servizi sanitari a tutti i pazienti, anche a quelli non contagiati, ha costituito una spinta fortissima a incrementare i servizi di telemedicina e di monitoraggio a distanza delle patologie accelerando il superamento delle barriere economiche e culturali che ancora si frapponevano a un completo rinnovamento dei percorsi assistenziali attraverso la connected health.
Ne abbiamo parlato con Alberto E Tozzi, Roberto Ascione e Alessandro Monterosso.

XXII Rapporto Pit Salute

“Dal XXII Rapporto PIT Salute emerge che il vero tallone d’Achille per il nostro servizio sanitario è rappresentato dai servizi territoriali, poiché non esistono modelli organizzativi definiti e standard che si possano far rispettare: su questo occorre intervenire immediatamente. Ed è decisivo che nei prossimi mesi si metta mano a quanto definito nel Patto in termini di organizzazione di questi servizi. Per noi la vera battaglia sarà per la sburocratizzazione del SSN affinché diventi davvero a misura del cittadino, intervenendo per facilitare l’accesso ai servizi e eliminare i tanti costi diretti e indiretti, derivanti ad esempio dal labirinto burocratico”.
E’ il commento di Antonio Gaudioso in occasione della presentazione del Rapporto che ogni anno Cittadinanzattiva redige sulla base delle segnalazioni dei cittadini al Tribunale per i Diritti del Malato.

Sono otto le buone pratiche da rispettare in ambito ospedaliero per prevenire le infezioni individuate dal progetto Nelle Nostre Mani, realizzato con il patrocinio di GISA (Gruppo Italiano Stewardship Antimicorbica), Cittadinanzattiva, ANIPIO (Società scientifica nazionale infermieri specialisti del rischio infettivo) e il contributo non condizionante di MSD.
Gli otto punti chiave, scaturiti dal confronto tra i medici esperti nella prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza e le associazioni di volontariato, sono confluiti in un Manifesto che li ha riproposti con un linguaggio semplice e comprensibile a tutti.
Sarà così più facile, per chi in prima persona opera negli ospedali e sul territorio, farsi ambasciatore del controllo di queste infezioni e a sua volta promuovere la formazione su questo tema.

In Italia attualmente 3.460.000 persone convivono con un tumore, ma quasi la metà dei cittadini si sente ancora poco informata: al Nord come al Sud solo un italiano su due ritiene di avere sufficienti informazioni. Gli italiani però, e in particolare i pazienti oncologici, sono per lo più (64%) soddisfatti dell’assistenza offerta dal servizio sanitario, seppure con forti differenze regionali. Ma ancora oggi un tumore su tre è scoperto per caso e solo il 6% viene evidenziato da un controllo di screening offerto dal SSN, e anche qui con rilevanti differenze regionali.
Sono le principali indicazioni che emergono dalla ricerca ‘L’Italia e la lotta ai tumori: il punto di vista di pazienti e cittadini’, realizzata a livello nazionale e in 6 Regioni dall’Istituto Ipsos, presentata in occasione del Forum annuale del progetto ‘La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere’, promosso da Salute Donna onlus e da 25 Associazioni che dal 2014 si confrontano con le Istituzioni nazionali e regionali per migliorare la presa in carico e la tutela dei diritti dei pazienti oncologici.