Mennini: tempestività trattamenti HIV

A colloquio con Francesco Saverio Mennini

Una recente analisi compiuta dall’Economic Evaluation HTA del Center for Economic and International Studies dell’Università di Tor Vergata ha evidenziato come il ritardo di trattamento subito dai pazienti HIV+ durante la pandemia potrebbe tradursi in un peggioramento della loro condizione clinica, e quindi della loro qualità di vita, e in un aumento della mortalità HIV correlata.
Il trattamento tempestivo dei pazienti HIV+ naïve e la ripresa dei trattamenti per i pazienti in switch rappresenterebbe invece, ci spiega Francesco Saverio Mennini, un investimento tanto sotto il profilo economico quanto in termini di qualità di vita e complicanze evitate.

Iardino: nuovi percorsi per pazienti Hiv

A colloquio con Rosaria Iardino

In Italia le maggiori difficoltà durante la pandemia hanno riguardato la presa in carico di nuovi pazienti e i servizi di prevenzione. Passata l’emergenza, è importante che l’HIV torni ad essere argomento di discussione sia a livello istituzionale che sanitario, soprattutto in vista dei nuovi assetti organizzativi che si stanno definendo per l’assistenza territoriale nell’alveo del PNRR, sostiene Rosaria Iardino.
Fondazione The Bridge è quindi impegnata su più fronti, da quello di sensibilizzare sul tema dell’innovazione terapeutica e dei trattamenti del futuro, a quello di dare importanza alla voce dei pazienti, che dovrebbe trovare spazio sia nei trial clinici sia nelle valutazioni di AIFA rispetto al valore terapeutico di un farmaco, a quello strategico della riorganizzazione della presa in carico delle persone HIV+ tra ospedale e territorio.

HIV Regione Lazio e Toscana

A colloquio con Alessio D’Amato e Claudio Marinai

Se nella fase più critica dell’emergenza covid nel Lazio come altrove si è verificata una riduzione dell’attività dei servizi di prevenzione e del numero di test effettuati, la situazione è tornata alla normalità e l’offerta si è addirittura ampliata con l’apertura del primo checkpoint regionale per la prevenzione di via Isernia a Roma, spiega l’Assessore alla Sanità Alessio D’Amato. La sfida ora è quella di ampliare le possibilità di esecuzione del test anche in contesti non propriamente sanitari per avvicinare e raggiungere il più possibile le persone a rischio, ma riluttanti a rivolgersi alle strutture sanitarie.
Anche la Regione Toscana, racconta il Responsabile del Settore Politiche del Farmaco Claudio Marinai,  ha fatto di tutto per garantire la prosecuzione delle terapie dei pazienti HIV+ e delle attività di prevenzione forte della presenza capillare sul suo territorio dei centri HIV, organizzati in rete e coordinati dal punto di vista organizzativo e tecnico in modo da garantire uniformità delle cure.

Ritorno alle cure

È stata definita un’emergenza nell’emergenza, quella delle prestazioni sanitarie non erogate a causa delle difficoltà di accesso agli ospedali durante la pandemia.
D’altro canto, è stata proprio la pandemia ad aver acceso i riflettori sull’importanza di poter disporre di un servizio sanitario equo, solidale e universalistico, per cui spetta a tutti, e non solo a chi ha competenze istituzionali, contribuire al suo rinnovamento perché sia in grado di rispondere efficacemente ai bisogni di salute dei cittadini.

Ne abbiamo parlato con due esponenti di spicco di due associazioni del terzo settore, Antonio Gaudioso (Presidente Nazionale di Cittadinanzattiva) e Tonino Aceti (Presidente di Salutequità).

HPV

Nonostante i tumori correlati al papillomavirus siano prevenibili grazie alla prevenzione primaria, tramite la vaccinazione anti-HPV, e alla prevenzione secondaria, tramite i test per lo screening per il tumore del collo dell’utero, con la possibilità di curarli efficacemente se identificati tempestivamente, l’HPV continua a rappresentare una minaccia concreta di sanità pubblica.
Per questo è stato presentato un Manifesto per l’eliminazione dei tumori correlati al papillomavirus rivolto alle Istituzioni nel quale i firmatari chiedono che il nostro governo adotti gli obiettivi sanciti dall’OMS e dalla Commissione Europea, nello Europe’s Beating Cancer Plan, per eliminare i tumori da HPV, prevedendo azioni e tempi certi, in linea con la strategia internazionale.
Ne abbiamo parlato con gli esperti scientifici Saverio Cinieri e Giancarlo Icardi, con Paolo Siani come esponente del mondo della politica, e con Elisabetta Iannelli, Francesco Schittulli e Silvia Romeo per ascoltare la voce di chi rappresenta i pazienti e le esigenze dei giovani.

Covid-19 e HIV

Questo dossier focalizza la sua attenzione sulle persone che vivono con Hiv, evidenziando le criticità della loro gestione clinica nell’intervista ad Andrea Antinori (INMI Spallanzani, Roma) e tutte le difficoltà con le quali queste persone si sono confrontate in questi mesi in quella a Massimo Oldrini (Lega Italiana per la Lotta all’Aids). Dalla preoccupazione di un decorso più sfavorevole in caso di contagio, alla paura per una possibile interruzione della continuità delle cure, alle iniziali difficoltà di approvvigionamento dei farmaci, al calo evidente dei test Hiv effettuati e delle attività di prevenzione, tanti sono gli spunti di riflessione offerti dai nostri interlocutori nelle loro risposte.

Gli allarmanti pronostici sulle morti previste nel mondo entro il 2050 a causa del fenomeno dell’antimicrobico-resistenza non tenevano in considerazione la possibile esacerbazione del fenomeno in seguito alla pandemia di Covid-19. Se da una parte è indispensabile una forte consapevolezza da parte di tutto il mondo medico, delle istituzioni e dei cittadini dell’importanza di adottare in Italia tutte le strategie già individuate nel Piano nazionale di contrasto all’antimicrobico-resistenza 2017-2030, dall’altra non devono mancare gli incentivi per la ricerca in questo ambito da troppo tempo trascurato.
Ne abbiamo parlato con Massimo Andreoni, Antonio Gaudioso e Salvatore Leone.

Covid-19 Salute digitale

La situazione di emergenza che stiamo vivendo a livello globale ha chiesto risposte rapide per far fronte ai nuovi bisogni che si sono manifestati in ambito sanitario. Si è così in poco tempo rivoluzionata in gran parte del mondo l’organizzazione degli ospedali ed è stato incrementato il numero dei posti letto nelle terapie intensive.
L’esigenza di garantire in sicurezza l’accesso ai servizi sanitari a tutti i pazienti, anche a quelli non contagiati, ha costituito una spinta fortissima a incrementare i servizi di telemedicina e di monitoraggio a distanza delle patologie accelerando il superamento delle barriere economiche e culturali che ancora si frapponevano a un completo rinnovamento dei percorsi assistenziali attraverso la connected health.
Ne abbiamo parlato con Alberto E Tozzi, Roberto Ascione e Alessandro Monterosso.