Ricerca e salute globale

L’inserimento delle prospettive individuali e collettive nella ricerca sulla salute globale, al di fuori della ricerca accademica, sta ottenendo un crescente riconoscimento come meccanismo per far
sì che le scelte sanitarie abbiano un impatto maggiore. La coproduzione, aiutando la ricerca sanitaria a costruire conoscenze e generare innovazioni a vantaggio degli utenti, dovrebbe iniziare già nella fase di identificazione dei problemi e di definizione
delle priorità, così da migliorare il reclutamento dei partecipanti e i metodi di ricerca, rendendo più probabile l’attuazione delle politiche e più ampio l’impatto sui risultati della ricerca. La condivisione delle scelte è un aspetto chiave della coproduzione.

frammentazione sistemi sanitari

La pandemia ha mostrato quanto i sistemi sanitari di tutto il mondo siano frammentati e sottofinanziati, facendo emergere gravi mancanze nelle infrastrutture sanitarie pubbliche, anche in paesi un tempo indicati come ‘gold standard’. Nell’articolo di Lal et al, pubblicato sul Lancet, si vuole analizzare tale frammentazione in termini di politiche legate alla sicurezza sanitaria globale (Global Health Security) e alle coperture universalistiche (Universal Health Coverage).

Toebes e colleghi, nel loro articolo pubblicato su BMC International Health and Human Rights, hanno riportato i risultati di una ‘call for papers’ lanciata nel 2017, in cui avevano invitato ricercatori e studenti a sottomettere articoli o focus specifici legati alla futura agenda 2030 sulle malattie non trasmissibili, individuando quattro possibili ambiti da analizzare e integrare fra loro: sanità pubblica, economia sanitaria, normativa e relazioni internazionali. L’obiettivo generale del programma di ricerca era quello di fornire strumenti utili ai governi con proposte operative basate su evidenze solide, volte a definire leggi efficaci e interventi politici per contenere le malattie non trasmissibili, particolarmente preziose se riferite al contesto pandemico che stiamo vivendo oggi.

Un gruppo di ricercatori del CERGAS (Centro di Ricerche sulla Gestione dell’Assistenza Sanitaria e Sociale), in collaborazione con AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), ha realizzato uno studio finalizzato a valutare l’impatto dei fondi per i farmaci innovativi, le loro problematiche di gestione e le prospettive di riforma, nella percezione dei diversi portatori di interesse. Come è emerso anche da un recente convegno su questo tema, la risposta delle istituzioni sembra unanime: il sistema dei fondi è stato uno strumento efficace e merita dunque un potenziamento, alla luce della considerazione che i FI non vanno visti come una mera voce di spesa, ma rappresentano un investimento grazie al quale l’Italia ha potuto mettersi al passo con l’innovazione rispetto agli altri Paesi, recuperando quanto era stato perso nel passato.