Un workshop svolto nell’ambito del congresso dell’Associazione Italiana di Epidemiologia e realizzato in collaborazione con la Società Italiana di Farmacologia mette a confronto epidemiologi, farmacologi e decisori – alcuni dei quali attivi in ambito regolatorio – in merito agli indicatori di appropriatezza prescrittiva oggi impiegati in Italia a livello nazionale e loco-regionale, alla loro utilità e ai possibili sviluppi.
La vasta e capillare disponibilità di dati amministrativi su tutto il territorio nazionale offre infatti l’opportunità di sviluppare utili strumenti a supporto dei decisori politici per monitorare ed in ultima analisi migliorare la qualità delle cure. Ne abbiamo parlato con i partecipanti all’incontro.

Global Burden diseases

È stato da poco pubblicato su The Lancet Public Health il primo articolo sulla performance del sistema sanitario italiano dal 1990 al 2017 in termini di esiti di salute, unico nel suo genere per tempo di osservazione e per strumento di misurazione. Le metriche utilizzate sono quelle del Global Burden of Disease Study (GBD), capaci di cogliere il peso della malattia, ovvero il numero di anni in buona salute persi a causa di disabilità e morte prematura rispetto all’aspettativa di vita.

Diabete e anca

Come già evidenziato da altri studi, anche l’indagine condotta da ricercatori cinesi utilizzando i dati quadriennali del National Health Interview Survey di Taiwan (NHIST) per gli anni 2001, 2005 e 2009 ha confermato che i fattori che possono causare un metabolismo osseo anomalo e aumentare l’incidenza di fratture e le conseguenti complicanze sono molteplici.

Letermovir

Un gruppo italiano di ricercatori, coordinato da Umberto Restelli, docente presso il Centro sull’Economia e il Management nella Sanità e nel Sociale della LIUC Business School, ha condotto un’analisi di costo-efficacia comparando attraverso un modello teorico-decisionale una strategia basata sull’impiego del farmaco nella profilassi dell’infezione da CMV in pazienti trapiantati vs nessuna strategia di profilassi che prevede l’impiego delle terapie tradizionalmente utilizzate per trattare le infezioni da CMV (valganciclovir, ganciclovir e foscarnet).