Mai come nel periodo che stiamo vivendo il tema dei big data è diventato essenziale per gestire al meglio la pandemia e in particolare la difficile fase di convivenza con il virus. La loro analisi si può infatti trasformare in leva delle strategie che i diversi governi stanno mettendo a punto per uscire dalla situazione di emergenza.
Ne abbiamo parlato con Walter Quattrocciocchi, che spiega che la sfida è proprio quella di riuscire a far interagire il mondo degli scienziati con quello della politica, perché i risultati della scienza si possano trasformare in suggerimenti politici efficaci.

Pandemia

Una panoramica delle epidemie e pandemie che hanno attraversato il nostro pianeta nei secoli, dalla peste nera della metà del XIV secolo al vaiolo e alla spagnola per arrivare a quelle dei nostri giorni, la cui origine è sempre più frequentemente spiegabile con il famigerato”salto di specie” da animale a uomo, è quella che ci viene presentata da Gavino Maciocco.
E così scopriamo che fin dal lontano 1630 nel piccolo centro toscano di Monte Lupo per limitare i contagi si creò una vera e propria zona rossa, che scatenò violenti dibatti tra le autorità del luogo.

Open access COVID-19

Nel corso di una pandemia avere delle risposte a domande come “Chi sono i pazienti più a rischio?” o “Come è preferibile trattare un soggetto con comorbilità?” può fare la differenza tra la vita e la morte di molte persone. Per questo le associazioni dei bibliotecari delle università e dei centri di ricerca italiani hanno lanciato una petizione attraverso la quale i firmatari chiedono agli editori delle riviste scientifiche “un’eccezione temporanea” alle clausole restrittive negli accordi di licenza, così da poter garantire un continuo aggiornamento a medici e ricercatori coinvolti nella lotta al virus. I commenti di Giuseppe Ippolito, Stefano Vella, Federico D’Orazio e Antonio Addis.