Ranieri Guerra

A colloquio con Ranieri Guerra

Cosa differenzia l’emergenza che stiamo vivendo da quelle già vissute con Ebola e Hiv? E quali nuove sfide l’attuale pandemia sta ponendo a livello globale? Ne abbiamo parlato con Ranieri Guerra (Direttore generale aggiunto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e membro del Comitato Tecnico-Scientifico per la lotta alla covid-19), per il quale la sfida da vincere è quella di riuscire a promuovere politiche di cooperazione e solidarietà tra tutti i Paesi perché siano garantiti un’approvvigionamento e una distribuzione equi dei vaccini e dei farmaci, elementi fondamentali per il contenimento e il superamento dell’epidemia. E in questo l’Organizzazione Mondiale della Sanità è impegnata in prima linea.
Venendo all’Italia, tre sono gli interventi fondamentali da attuare per disegnare la nostra sanità nell’era post-covid: un sostenuto intervento sulla prevenzione e sulla promozione della salute; un riadeguamento dell’assistenza territoriale, soprattutto di quella domiciliare, considerando che la popolazione italiana sta invecchiando molto rapidamente; un’attenzione particolare alla stratificazione del rischio basata sulle cronicità, favorendo la possibilità di intervenire attraverso un incrocio tra assistenza sanitaria e supporto sociale.

A colloquio con Maria Paola Trotta

Si è verificato, soprattutto nelle prime fasi della pandemia, un eccesso nella prescrizione degli antibiotici per tenere sotto controllo l’eventuale sviluppo di infezioni batteriche secondarie anche in pazienti che non hanno manifestato coinfezioni batteriche o fungine? Quali strategie si potrebbero adottare per incentivare la ricerca e lo sviluppo di nuovi antibiotici? Obiettivi importanti di salute pubblica, come quello del contrasto alla resistenza antimicrobica, rendono necessaria una riconsiderazione del concetto di innovazione terapeutica e richiedano un miglioramento dell’applicazione dei modelli di valutazione del farmaco? A queste domande risponde Maria Paola Trotta, descrivendo anche la sua esperienza come coordinatrice dell’Unità di crisi per le attività connesse all’emergenza da Covid-19, istituita da AIFA.

Gli allarmanti pronostici sulle morti previste nel mondo entro il 2050 a causa del fenomeno dell’antimicrobico-resistenza non tenevano in considerazione la possibile esacerbazione del fenomeno in seguito alla pandemia di Covid-19. Se da una parte è indispensabile una forte consapevolezza da parte di tutto il mondo medico, delle istituzioni e dei cittadini dell’importanza di adottare in Italia tutte le strategie già individuate nel Piano nazionale di contrasto all’antimicrobico-resistenza 2017-2030, dall’altra non devono mancare gli incentivi per la ricerca in questo ambito da troppo tempo trascurato.
Ne abbiamo parlato con Massimo Andreoni, Antonio Gaudioso e Salvatore Leone.

antimicrobial stewardship

Collaborazione, consapevolezza, presa in carico, leadership, appropriatezza, formazione sono le parole chiave dell’antimicrobial stewardship.
L’antimicrobial stewardship è una gestione coordinata e multidisciplinare di diversi aspetti della terapia antibiotica. Non vuol dire solo scegliere l’antibiotico giusto, ma attuare una serie di pratiche integrate che abbiano l’obiettivo comune di contenere la diffusione di germi multiresistenti. Ed è fondamentale parlare di questo anche durante la pandemia da Covid-19, per evitare che la nuova emergenza amplifichi i rischi insiti in un utilizzo non appropriato delle terapie antibiotiche.

Un gruppo di medici operativi presso alcuni dipartimenti di malattie infettive in Svizzera, Olanda, Spagna e Francia ha pubblicato sulla rivista Clinical Microbiology and Infection la sua posizione sulla problematica della iperprescrizione di antibiotici durante l’emergenza coronavirus e del pericolo rappresentato dal possibile esacerbarsi dell’antibiotico-resistenza. Gli autori concludono con un serie di 12 raccomandazioni sull’uso […]