Sono stati presentati il 3 maggio 2017 presso il Censis i risultati della ricerca ‘Chi ha paura del Papillomavirus? Com’è cambiato l’atteggiamento dei genitori italiani verso la vaccinazione anti-HPV’, realizzata grazie a un contributo non condizionante di MSD Italia.
A distanza di sei anni dalla prima indagine, lo studio ha analizzato gli orientamenti dei genitori italiani rispetto alla vaccinazione contro il Papillomavirus e, più in generale, nei confronti delle vaccinazioni con l’obiettivo di capire cosa orienti di più oggi le scelte di prevenzione.

A colloquio con Ranieri Guerra
Le novità del Piano Nazionale per le Vaccinazioni sono notevoli. Non vengono infatti soltanto introdotti nuovi vaccini come l’antimeningococco B e l’anti-HPV per i maschi, normalizzando l’offerta fino ad ora difforme da parte di molte Regioni, ma viene anche introdotta una serie di richiami vaccinali durante l’età adolescenziale e, per quanto riguarda la popolazione anziana, viene inserito il vaccino contro l’herpes zoster e soprattutto rafforzata l’offerta per l’antipneumococco.

Adolescenti italiani più protetti contro le minacce del Papillomavirus umano: è quanto si propone il Ministero della Salute con il nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019, che estende a tutta la popolazione (femmine e maschi) l’offerta attiva della vaccinazione anti-HPV da effettuarsi preferibilmente nel dodicesimo anno di vita. Se ne è discusso durante l’incontro “G9 Per generazioni libere dal Papillomavirus”, organizzato da MSD Italia, in occasione del quale è stato presentato il primo e unico vaccino diretto contro nove tipi di Papillomavirus umano adesso disponibile anche in Italia. Per i nosti lettori il dossier e le videointerviste a Andrea Lenzi e Giovanni Scambia.

In tema di vaccinazioni e di comunicazione, il problema è come affrontare i dubbi dei genitori per ottenere l’adesione all’offerta vaccinale. Come ricorda l’epidemiologa Stefania Salmaso nel commento all’articolo pubblicato su The BMJ, la posta in gioco per molte malattie a trasmissione interumana non è la vaccinazione del singolo, ma il beneficio dell’intero gruppo di popolazione.

Da un’indagine tedesca emerge che al crescere dell’età aumenta la disponibilità delle ragazze a sottoporsi alla vaccinazione anti-HPV. La disponibilità a vaccinarsi è maggiore anche se il livello di istruzione, di reddito e socioeconomico della madre è più alto. La regione di residenza non è invece una variabile statisticamente significativa ai fini della vaccinazione.

Si celebra anche quest’anno dal 24 al 30 aprile 2017 la Settimana mondiale dell’immunizzazione, un’iniziativa promossa e coordinata dall’Ufficio Regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che coinvolge tutta la Regione europea e che dal 2005 ha luogo ogni anno sempre nell’ultima settimana di aprile.

Obiettivo principale della campagna di quest’anno, che ha scelto l’hashtag #vaccineswork, è quello di aumentare la consapevolezza dell’importanza della vaccinazione come strumento in grado di proteggere la salute delle persone di ogni età nell’arco di tutta la loro vita.