Per il secondo anno consecutivo si è svolto il Festival dello Sviluppo Sostenibile, che ha ospitato a Bologna (1 giugno 2018) l’incontro ‘Salute per tutti a tutte le età: verso la piena applicazione dell’obiettivo ONU di sostenibilità in sanità’.
Al centro del dibattito, che ha coinvolto diversi stakeholder, il tema delle disuguaglianze nel campo della salute in termini di sostenibilità e quello dei traguardi da raggiungere nel 2030, al fine di promuovere consapevolezza e impegni concreti da parte di chi è preposto a prendere decisioni nel campo della salute.
Proprio per questo l’incontro è stato anche l’occasione per presentare il Decalogo della sostenibilità della salute e una metodologia di valutazione per il raggiungimento dell’Obiettivo 3, elaborati dall’Asvis.

Marco Geddes da Filicaia: risparmio

A cura di Marco Geddes da Filicaia

Nel corso degli ultimi anni è stata avviata anche in Italia una riflessione sui risparmi che si potrebbero realizzare riducendo gli sprechi nel settore sanitario, in particolare grazie al lavoro svolto dalla Fondazione GIMBE che ha adeguato al contesto nazionale la tassonomia degli sprechi messa a punto cinque anni fa negli Stati Uniti e pubblicata sul JAMA. Trasferendo e adattando alla realtà italiana le stime degli sprechi indicate da questa tassonomia, i possibili – teorici – risparmi per il nostro Servizio Sanitario si attesterebbero intorno al 22%, ossia sarebbero pari a 25.315 miliardi (spesa pubblica del 2018).
Questa parola chiave esamina in dettaglio ognuna delle voci elencate nella tassonomia, perché è su queste che si può agire per ottenere un contenimento dei costi e una conseguente riallocazione delle risorse.