App salute

Nell’ultimo decennio sono state sviluppate oltre 325.000 app in ambito sanitario, con investimenti crescenti: se questo è davvero il futuro, medici e pazienti devono essere certi che siano strumenti sicuri ed efficaci. Le app di salute hanno tutto il potenziale per migliorare l’efficienza e abbassare i costi, ma vanno poste in essere regole precise e rigorose. Due studi pubblicati rispettivamente su JAMA e su BMJ Quality & Safety hanno affrontato questo aspetto.

In questo numero speciale di CARERegioni, Beatrice Lorenzin, Yoram Gutgeld, Paolo Bonaretti, Massimo Casciello, Federico Gelli e Angelo Lino Del Favero, in qualità di rappresentanti del governo, della politica e delle istituzioni, si confrontano con il mondo delle grandi aziende dell’ICT, come IBM, e di start up di eccellenza come Vree Health e axélero sul tema dell’innovazione digitale al servizio della salute.

A colloquio con Beatrice Lorenzin
L’attività di controllo e monitoraggio delle prestazioni, resa possibile dalla digitalizzazione, è il mezzo più potente per sconfiggere la malagestione e per premiare chi merita, tanto che si è calcolato che una diffusione più ampia delle nuove tecnologie digitali farebbe risparmiare al nostro Servizio Sanitario ben sei miliardi di euro. Al di là di questo, una distribuzione più omogenea su tutto il nostro territorio delle possibilità offerte dai nuovi strumenti digitali farebbe sicuramente guadagnare il triplo in qualità del servizio reso.

A colloquio con Massimo Casciello
L’innovazione non è più solo un’opportunità, ma una necessità in particolare a causa dell’invecchiamento della popolazione, costituita oggi per il 25 per cento da ultrasessantacinquenni, e dell’aumento delle patologie croniche. Questi fenomeni ci inducono necessariamente a spostare l’intervento sanitario sul territorio, migliorandone i modelli organizzativi.