Sandro Galea, epidemiologo e medico statunitense, decano della Boston University School of Public Health, in un post del suo blog The Healthiest Goldfish sottolinea l’importanza di parlare anche dei progressi compiuti nel campo della salute collettiva, sebbene ammetta di aver lui stesso prevalentemente sottolineato in molti suoi scritti ciò che potrebbe essere migliorato rispetto a […]

Ricerca e salute globale

L’inserimento delle prospettive individuali e collettive nella ricerca sulla salute globale, al di fuori della ricerca accademica, sta ottenendo un crescente riconoscimento come meccanismo per far
sì che le scelte sanitarie abbiano un impatto maggiore. La coproduzione, aiutando la ricerca sanitaria a costruire conoscenze e generare innovazioni a vantaggio degli utenti, dovrebbe iniziare già nella fase di identificazione dei problemi e di definizione
delle priorità, così da migliorare il reclutamento dei partecipanti e i metodi di ricerca, rendendo più probabile l’attuazione delle politiche e più ampio l’impatto sui risultati della ricerca. La condivisione delle scelte è un aspetto chiave della coproduzione.

Global Burden of Diseases

‘Global Burden of Disease: una risorsa cruciale per la programmazione sanitaria’, il convegno organizzato il 19 dicembre 2018 presso il Rettorato della Sapienza Università di Roma, è stato un’occasione importante a livello internazionale sia perché sono stati presentati i risultati del GBD study, usciti lo scorso novembre sul Lancet, sia per il battesimo in pubblico dell’estensione italiana del GBD mondiale.
Durante l’incontro è stata spiegata e messa in risalto l’enorme potenzialità di questa strumentazione per la programmazione sanitaria di tutti i Paesi. Pensando all’Italia, i dati GBD potrebbero essere utilizzati per la definizione dei piani di prevenzione e pianificazione sanitaria in considerazione delle attuali difficoltà nel reperire risorse pubbliche da destinare alla sanità.

Salute globale: verso un mondo più sicuro, equo e in salute

Nel corso degli anni sono state infatti definite alcune misure normative (accordi quadro, convenzioni,
raccomandazioni) che hanno portato alla creazione di una vera e propria rete del diritto sanitario  globale. La nuova direzione generale dell’OMS dovrebbe spingere per nuovi accordi sulla salute per quanto concerne il monitoraggio dei principali fattori di rischio (ad esempio, malattie non trasmissibili, salute mentale, etc) e nuove iniziative globali (ad esempio, copertura sanitaria universale). E’ quanto emerge dall’analisi di Levin A e collaboratori, pubblicata sul Lancet.