A colloquio con Alessandra Moretti
“Il tema del cancro è così complesso che richiede azioni in tutte le direzioni e in tutti i campi. Dalla prevenzione, agli screening, alla ricerca e all’innovazione, sono richiesti la collaborazione internazionale tra medici per sviluppare nuove cure e protocolli, l’attuazione di politiche pubbliche capillari sul territorio, il supporto ai pazienti guariti dal tumore, il loro reinserimento nella società. Per ottenere i risultati fissati nel Beating Cancer Plan, dobbiamo puntare sulla collaborazione tra i diversi livelli di governo e la società civile” spiega Alessandra Moretti, Co-Presidente dell’Intergruppo del Parlamento Europeo dedicato al cancro.
Ed è ancora più urgente prendere iniziative decisive in questo ambito perché i pazienti oncologici hanno pagato un prezzo altissimo a causa della pandemia sia in termini di diagnosi mancate sia di difficoltà di accesso alle cure.

Analisi real-world testa collo

La fotografia scattata ogni anno da I numeri del cancro, il report dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica, oltre a delineare il quadro delle nuove diagnosi previste nel nostro paese, fa un’analisi anche delle differenze tra uomini e donne di fronte a questa patologia.
Un tumore che colpisce soprattutto gli uomini è quello testa-collo, che in Italia rappresenta il 3% di tutte le neoplasie maligne. Lo studio della Fondazione ReS presenta un’analisi real-world dei pazienti con tumore testa-collo metastatico o recidivante utile per pianificare la loro assistenza e il loro impatto sul Servizio Sanitario Nazionale.

CROB rionero in vulture

Il Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata (CROB), riconosciuto per la prima volta come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) in ambito oncologico nel marzo 2008 e confermato nel 2018, è una realtà consolidata nella sanità della Regione Basilicata, registrando un’indicativa e positiva attrattiva extraregionale e configurandosi come risorsa centrale nell’erogazione di cure dell’intera Basilicata e del Sud Italia.

In Italia attualmente 3.460.000 persone convivono con un tumore, ma quasi la metà dei cittadini si sente ancora poco informata: al Nord come al Sud solo un italiano su due ritiene di avere sufficienti informazioni. Gli italiani però, e in particolare i pazienti oncologici, sono per lo più (64%) soddisfatti dell’assistenza offerta dal servizio sanitario, seppure con forti differenze regionali. Ma ancora oggi un tumore su tre è scoperto per caso e solo il 6% viene evidenziato da un controllo di screening offerto dal SSN, e anche qui con rilevanti differenze regionali.
Sono le principali indicazioni che emergono dalla ricerca ‘L’Italia e la lotta ai tumori: il punto di vista di pazienti e cittadini’, realizzata a livello nazionale e in 6 Regioni dall’Istituto Ipsos, presentata in occasione del Forum annuale del progetto ‘La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere’, promosso da Salute Donna onlus e da 25 Associazioni che dal 2014 si confrontano con le Istituzioni nazionali e regionali per migliorare la presa in carico e la tutela dei diritti dei pazienti oncologici.

In famiglia all'improvviso

Rappresenta ancora la prima causa di morte per neoplasia negli uomini e la terza nelle donne, e in termini di incidenza è il terzo più frequente nella popolazione italiana con circa 41.500 nuovi casi attesi ogni anno secondo i dati AIRTUM-AIOM 2018: stiamo parlando del tumore al polmone.
Per questo Salute Donna Onlus, Salute Uomo Onlus e WALCE onlus hanno realizzato, con il supporto non condizionato di MSD Italia, la campagna “In famiglia all’improvviso. Combattiamo insieme il tumore del polmone”, che vuole promuovere una nuova narrativa su questa malattia, centrata su quello che accade nella vita reale della persona colpita e sui progressi della ricerca.