obiettivo sviluppo sostenibile

Nell’articolo pubblicato su Lancet, il Global Burden of Disease Health Financing Collaborator Network indica chiaramente l’importanza crescente del Development Assistance for Health (DAH), lo strumento attraverso il quale risorse finanziarie e in natura vengono trasferite da agenzie di sviluppo internazionale verso paesi a basso e medio reddito con lo scopo principale di migliorare lo stato di salute della loro popolazione, e le proiezioni al 2030 mostrano che questo strumento sarà ancor più rilevante in questi paesi una volta concluso il periodo previsto dal SDG.

Covid-19 e HIV

Questo dossier focalizza la sua attenzione sulle persone che vivono con Hiv, evidenziando le criticità della loro gestione clinica nell’intervista ad Andrea Antinori (INMI Spallanzani, Roma) e tutte le difficoltà con le quali queste persone si sono confrontate in questi mesi in quella a Massimo Oldrini (Lega Italiana per la Lotta all’Aids). Dalla preoccupazione di un decorso più sfavorevole in caso di contagio, alla paura per una possibile interruzione della continuità delle cure, alle iniziali difficoltà di approvvigionamento dei farmaci, al calo evidente dei test Hiv effettuati e delle attività di prevenzione, tanti sono gli spunti di riflessione offerti dai nostri interlocutori nelle loro risposte.

Covid-19 e Hiv

Uno studio osservazionale condotto dal Dipartimento di Malattie Infettive dell’Università degli Studi di Brescia e pubblicato su AIDS Research and Therapy ha richiamato l’attenzione sull’impatto della covid-19 nella cura dei pazienti affetti da Hiv, sottolineando in particolare l’importanza della continuità assistenziale in un contesto emergenziale.
Pur con il limite del breve periodo di tempo analizzato, lo studio indica che la telemedicina può rappresentare uno strumento assai utile per preservare la continuità di cura, grazie anche a piattaforme sempre più evolute, e non solo in situazioni emergenziali.

HIV rompiamo il silenzio

“La lotta contro l’AIDS è una grande battaglia globale che ci vede tutti coinvolti. Stiamo facendo passi in avanti – ha dichiarato il Ministro della Salute Roberto Speranza in occasione della Giornata Mondiale contro l’AIDS 2019 – ma non dobbiamo abbassare la guardia. E questo significa: parlare ai ragazzi di prevenzione, investire per la ricerca e promuovere l’inclusione delle persone con HIV”. In Italia se da un lato i dati sulle nuove diagnosi di infezione da HIV e dei casi di AIDS al 31 dicembre 2018 mostrano che l’infezione è sotto controllo, deve far riflettere la stima di un bacino di 15.000-17.000 persone che hanno contratto l’infezione ma non lo sanno e il fatto che le nuove diagnosi riguardano soprattutto i giovani tra i 25 e i 29 anni di età e che per oltre il 30% si tratta di casi di malattia avanzata.
In questa situazione educazione sanitaria e informazione, accesso tempestivo al test HIV e alle terapie antiretrovirali come forma di prevenzione sono cruciali per migliorare la qualità di vita di questi pazienti come è stato ricordato nella tavola rotonda ‘Rompiamo il silenzio sull’HIV’ organizzata dalla SIMIT.

HIV/AIDS intervista a Barbara Suligoi

In Italia negli ultimi anni si è riscontrato un andamento sostanzialmente stabile delle infezioni da HIV, con circa 4000 casi all’anno di nuove diagnosi. Queste persone si vanno ad aggiungere a quelle che già vivono in Italia con l’infezione da HIV e che sono circa 130.000 in questo momento, spiega Barbara Suligoi (direttrice del Centro Operativo AIDS) commentando i dati aggiornati al 31 dicembre 2016 e pubblicati sul ‘Notiziario’ dell’Istituto Superiore di Sanità.
Se la buona notizia è che c’è un segnale di rallentamento della diffusione dell’HIV nel nostro Paese, preoccupa invece la quota elevata di persone (approssimativamente la metà delle nuove diagnosi di HIV che vengono fatte ogni anno) che arriva a scoprire di essere sieropositiva in fase già piuttosto avanzata di malattia.