In Italia attualmente 3.460.000 persone convivono con un tumore, ma quasi la metà dei cittadini si sente ancora poco informata: al Nord come al Sud solo un italiano su due ritiene di avere sufficienti informazioni. Gli italiani però, e in particolare i pazienti oncologici, sono per lo più (64%) soddisfatti dell’assistenza offerta dal servizio sanitario, seppure con forti differenze regionali. Ma ancora oggi un tumore su tre è scoperto per caso e solo il 6% viene evidenziato da un controllo di screening offerto dal SSN, e anche qui con rilevanti differenze regionali.
Sono le principali indicazioni che emergono dalla ricerca ‘L’Italia e la lotta ai tumori: il punto di vista di pazienti e cittadini’, realizzata a livello nazionale e in 6 Regioni dall’Istituto Ipsos, presentata in occasione del Forum annuale del progetto ‘La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere’, promosso da Salute Donna onlus e da 25 Associazioni che dal 2014 si confrontano con le Istituzioni nazionali e regionali per migliorare la presa in carico e la tutela dei diritti dei pazienti oncologici.

La salute nelle città

Conoscenza e innovazione, attività economica, assistenza sanitaria, istruzione e altri servizi rappresentano elementi tipici delle città, con il giusto potenziale per apportare miglioramenti sostanziali alla salute e al benessere dei residenti. Sfruttare al meglio queste risorse implica l’utilizzo di ruoli trasversali di sindaci e consigli comunali per costruire un sistema di salute equo. Le città rappresentano infatti un’opportunità di apprendimento condiviso
e coordinato nonché la possibilità di sperimentare politiche innovative da adattare ai contesti sociale, demografico, ed economico.

disuguaglianze

Nell’Unione europea peggiorano le disuguaglianze e la condizione dell’ecosistema terrestre, non migliora la situazione riguardo a povertà, alimentazione e agricoltura sostenibile, condizione economica e occupazionale, qualità della governance e cooperazione internazionale. Va meglio invece per salute, educazione, uguaglianza di genere, sistema energetico, innovazione, condizioni delle città, modelli sostenibili di produzione e di consumo, lotta al cambiamento climatico.
Ne abbiamo parlato con Giuseppe Costa, Carla Collicelli e Sergio Ventura, toccando aspetti decisamente attuali.

Alcuni importanti organismi internazionali e nazionali hanno pubblicato diverse raccomandazioni per il miglioramento della capacità di risposta dei servizi sanitari alle diversità etnico-linguistiche e culturali dell’utenza. Seeleman e colleghi hanno individuato un campione ragionato di sei approcci contenuti in queste raccomandazioni per capire se vi fosse un sostanziale consenso rispetto alle misure di cui un’organizzazione sanitaria deve dotarsi per adattare i servizi sanitari ai bisogni di specifici gruppi di popolazione.

La globalizzazione consiste in un sempre più rapido spostamento di merci, uomini e denaro attraverso il mondo.
Include fenomeni come le migrazioni di massa, il cambiamento climatico, la delocalizzazione delle produzioni, la concentrazione dei capitali, la finanziarizzazione dell’economia, il debito crescente.
Qual è l’impatto di questo fenomeno sulla salute?