Il modello Modena nella gestione della demenza

Nella gestione dei percorsi relativi alle demenze, il ruolo del medico di medicina generale è cruciale non solo per individuare precocemente i casi, ma anche per monitorare l’evoluzione della malattia, spesso associata alle più diffuse patologie croniche dell’anziano, così da ridurre gli accessi in Pronto Soccorso e i ricoveri inappropriati in ospedale. Lo ricorda Andrea Fabbo, descrivendo l’integrazione tra la rete dei servizi, le associazioni di volontariato e l’ospedale nonché la creazione di un modello assistenziale basato sul coinvolgimento, fin dalla diagnosi, del medico di medicina generale, che caratterizza Modena e la sua provincia.

Alzheimer e demenze: il ruolo di AIMA

Per garantire un effettivo soddisfacimento dei bisogni assistenziali delle persone con demenza e dei loro familiari, è necessario adottare una prospettiva che favorisca l’implementazione di nuovi modelli organizzativi nei servizi dedicati alla demenza. Questi modelli dovrebbero integrare le più recenti conoscenze e tenere conto delle significative trasformazioni che si sono verificate nell’ultimo ventennio, anche dal punto di vista epidemiologico, in questo ambito. Patrizia Spadin e Manlio Matera, dell’Associazione Italiana Malattia di Alzheimer, sottolineano l’importanza di questa visione innovativa per affrontare in modo efficace le sfide legate alla demenza.

Prevenzione demenza e fattori di rischio

L’invecchiamento della popolazione a livello globale e l’incremento della diffusione della demenza sono interessati da cambiamenti molto significativi. Mentre i tassi di mortalità diminuiscono nei gruppi più giovani, il numero di individui anziani, compresi quelli con demenza, continua a crescere. Tuttavia, si registra un paradosso nel calo dell’incidenza età-specifica in vari paesi ad alto reddito, […]

Alzheimers e demenza

L’articolo pubblicato sugli Annali dell’Istituto Superiore di Sanità fa il punto sul Decreto sul Fondo per l’Alzheimer e Demenze, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 maro 2022, sottolineando che si tratta di un primo passo significativo sulla strada indicata dall’OMS nel suo Global Plan on Dementia del 2017, che sollecitava gli Stati a definire le proprie politiche di contrasto alla demenza entro il 2025.

Mappa per le demenze

Con Cristina Basso, specialista in Geriatria e Gerontologia, Coordinatore del Tavolo Regionale Permanente per le Demenze e Referente del PDTA e della Mappa per le Demenze della Regione Veneto, parliamo della Mappa per le Demenze, ‘luogo’ di incontro che mette in contatto tutti coloro che sono coinvolti nella malattia (pazienti, caregiver, professionisti), cosa che rappresenta il primo vero cambio di rotta nell’affrontare la patologia e nel curare i pazienti, e di Tavolo Regionale Permanente, che è l’ambito di discussione più attivo dell’intero processo.

Demenza task force Lancet

Circa 50 milioni di persone in tutto il mondo sono affette da demenza, ma il numero sembra destinato ad aumentare nei prossimi decenni con una previsione attendibile che parla di oltre 130 milioni di pazienti entro il 2050. La cifra del resto non stupisce, considerando il progressivo invecchiamento della popolazione. La demenza provoca non solo disabilità e dipendenza negli individui che […]

La demenza colpisce 50 milioni di persone in tutto il mondo, numero che sarà triplicato nel 2050. Ogni 3 secondi nel mondo una persona sviluppa la demenza. Più della metà delle persone affette da demenza vive in Paesi a basso e medio reddito, dove solo il 10% dei malati riceve una diagnosi. Nel 2018 la demenza diventerà una malattia da mille miliardi di dollari.
In occasione della celebrazione della XXIV Giornata Mondiale Alzheimer, Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione Alzheimer Italia, e Patrizia Spadin, presidente dell’Associazione Italiana Malattia di Alzheimer, hanno rispettivamente ricordato nelle loro dichiarazioni il problema della disinformazione che ancora alimenta lo stigma sociale verso questi pazienti e l’urgenza di una battaglia politica seria e condivisa perché malati e familiari ottengano un sostegno concreto da parte delle istituzioni.