Luigi Cavanna: il territorio come nodo della rete oncologica

All’indomani dell’approvazione del decreto ministeriale 77/2022 sulla riforma della sanità territoriale il Collegio italiano dei primari oncologi medici ospedalieri (Cipomo) ha condotto un’indagine sul gradimento della sua attuazione tra i pazienti oncologici, i cui risultati preliminari sono stati presentati in occasione del XXVII Congresso Nazionale del Cipomo svoltosi a maggio a La Spezia. Li abbiamo commentati con Luigi Cavanna, past president del Cipomo.

Anna Maria Mancuso: oncologia di prossimità

Una delle paure più grandi delle pazienti e dei pazienti oncologici è quella di perdere i punti di riferimento rappresentati dalla struttura ospedaliera e dai medici che hanno scelto dopo aver scoperto di avere un tumore. È questo il motivo principale che spiegherebbe una certa diffidenza sulla possibilità di essere curati a casa, espressa dalla metà dei pazienti che hanno risposto all’indagine condotta dal Cipomo sull’oncologia di prossimità. Lo pensa Anna Maria Mancuso, presidente di Salute Donna, sottolineando l’importanza che sia prevista la figura di un tutor legato alla struttura di riferimento del paziente, che possa seguirlo a casa nello svolgimento di quelle azioni di cura che non richiedono la sua presenza in ospedale.

Nicoletta Cerana: patient journey tra ospedale e abitazione

Nicoletta Cerana, presidente di ACTO Italia ETS, commenta i risultati della survey condotta dal Cipomo sull’oncologia di prossimità evidenziando come l’aspetto più importante per chi vive con una patologia oncologica sia quello della qualità delle cure e del personale che le eroga. In particolare nel caso del tumore ovarico, spiega Cerana, l’accesso ai centri di eccellenza anche se lontani da casa è prioritario in tutte le fasi della malattia.

I test di profilazione genomica e i Molecular Tumor Board (MTB) – team interdisciplinari di esperti dedicati all’interpretazione clinica dei nuovi dati disponibili – sono presentati come le nuove frontiere dell’oncologia. Confini esplorati anche dalla politica, considerato che a febbraio 2023 è approdato in Conferenza Stato Regioni lo schema del decreto ministeriale che istituisce i MTB e individua i centri specialistici per l’esecuzione dei test per la profilassi genomica estesa NGS. Oggi, i MTB non sono implementati in modo omogeneo in Italia e questa realtà mette potenzialmente a rischio l’uguaglianza di accesso ad alcune terapie per i pazienti. Ce ne parlano Gianpiero Fasola e Maria Carla Barducci.

Creare un ponte tra la situazione di malattia-ospedalizzazione e la normalità: è questo l’obiettivo del progetto ‘Scuola in ospedale’ condotto presso l’Irccs Burlo Garofolo di Trieste perché i bambini e le bambine e i ragazzi e le ragazze lì ricoverati abbiano la possibilità di non interrompere il loro percorso scolastico durante la degenza ospedaliera grazie a un collegamento diretto con la rispettiva scuola di appartenenza. Perché la scuola trasmette coraggio, facendo sì che i piccoli pazienti impegnati nella continuazione del proprio progetto di vita abbiano più energia per affrontare la malattia stessa, ci spiega Donatella Fontanot in questa intervista.

SIFaCT: il farmacista e la ricerca real world

Due aree specialistiche, una in ambito oncologico e l’altra infettivologico, attenzione alla formazione e promozione dell’attività di ricerca basata sui real world data: questi sono gli ambiti di attività della Società Italiana di Farmacia Clinica e Terapia (SIFaCT) descrittici da Marco Chiumente, coordinatore scientifico nazionale dal 2015, e destinati a crescere nei prossimi anni con l’obiettivo di affrontare le sfide della farmacologia nell’ambiente reale per migliorare la salute dei pazienti.

Raccomandazioni per la sicurezza delle cure

Nell’ambito della qualità dei servizi sanitari, la Direzione generale della programmazione sanitaria del Ministero della salute ha elaborato 19 Raccomandazioni ministeriali, con il supporto di esperti di Regioni e Province Autonome, Agenas, AIFA, ISS, Coordinamento delle Regioni e Province Autonome per la Sicurezza delle Cure, Società scientifiche e altri stakeholder. Lo scopo prioritario di tali raccomandazioni è quello di sensibilizzare le Aziende sanitarie sulla necessità di adottare politiche di ‘governo clinico’ finalizzate alla sicurezza delle cure. Questo aspetto non rappresenta solo un elemento strutturale dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), ma costituisce anche un diritto sancito dalla Costituzione, come previsto dalla legge 8 marzo 2017, n. 24 (legge Gelli) “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”.