Nel campo della ricerca biomedica sarebbe meglio parlare di convergenza di interessi piuttosto che di conflitti. In questo modo si minimizzerebbero i bias insiti nella ricerca clinica accademica, grazie a un approccio semplice, che tenga conto della complessità delle relazioni, e allo stesso tempo sufficientemente flessibile a livello individuale da non intromettersi sul processo di innovazione.

I sistemi di rimborso basati sulla condivisione del rischio legato a una nuova tecnologia prevedono che la performance venga tracciata in una popolazione ben definita e in uno specifico periodo di tempo; in tal modo l’ammontare del rimborso è basato sui costi sostenuti e sugli esiti sanitari conseguiti. Non sempre, tuttavia, lo schema di rimborso è chiaro: diventa quindi rilevante definire in maniera chiara le circostanze in cui queste tipologie di rimborso hanno un senso oppure no. L’analisi di Drummond mette in evidenza interessanti spunti di riflessione.

Il coinvolgimento del paziente è ormai da anni considerato un elemento fondamentale nella programmazione e nello sviluppo dei programmi sanitari. Obiettivo dello studio è definire una mappa concettuale del fenomeno, identificando tutte le possibili componenti del percorso di coinvolgimento del paziente, con particolare riferimento a chi presenta patologie croniche.

La valutazione della performance ospedaliera è già da anni un fattore chiave in molti sistemi sanitari di Paesi ad alto reddito e sta cominciando a riscuotere molto successo anche nei Paesi a medio e basso reddito. Obiettivo dello studio è identificare tali fattori, descrivere gli approcci metodologici utilizzati e dimostrare come le componenti qualitative associate ad una performance eccellente siano in linea con l’evidenza disponibile.

A cura del CREA Sanità

L’XI Rapporto Sanità si concentra sui fenomeni che mettono in discussione l’assetto universalistico del Sistema Sanitario Nazionale, argomentando sul perché l’universalismo diseguale non rappresenti una contraddizione in termini e neppure implichi automaticamente iniquità del sistema. All’equità orizzontale, che per lo più traduce il naturale sentimento per cui ‘davanti alla sanità/salute dobbiamo essere tutti uguali’, va infatti affiancato il concetto di equità verticale: trattamento ‘diseguale’ di bisogni diversi.

L’angolo della SITeCS

Dalle prime ricerche che risalgono agli anni Ottanta, si è affermato un nuovo approccio medico che pone in relazione la salute e il rischio di patologia con alcune discriminanti fisiche, culturali ed economiche determinate dal genere. Anche in ambito farmacologico si evidenziano differenze di efficacia e sicurezza dei farmaci tra uomini e donne, includendo pure le differenze derivanti dalla complessità della vita riproduttiva della donna.