Utilizzando la definizione di ‘capacità’ di Amartya Sen, ricercatori dell’Università dell’Ontario hanno derivato il concetto di ‘capacità di salute’, che vuole mettere insieme i due punti di vista e valutare quanto le risorse economiche, sociali e culturali modifichino le competenze in merito alla salute delle persone con diabete, con uno speciale focus sulle abitudini alimentari.

Il caffè è sicuramente tra le bevande più consumate nel mondo – solo negli Stati Uniti se ne bevono ogni giorno più di quattrocento milioni di tazze. Per questo il mondo scientifico ritiene importante un’informazione corretta sulle implicazioni sulla salute delle persone che lo assumono quotidianamente.

La notizia, secondo l’articolo pubblicato sul New England Journal of Medicine, può essere letta in due modi. Da una parte c’è chi crede che la recessione, che ha colpito il Paese nel biennio 2007-2009, e la lenta ripresa che ne è seguita abbiano rallentato le spese in ambito sanitario. Dall’altra c’è chi, più ottimisticamente, vede in questo rallentamento un effetto degli sforzi congiunti del settore privato e pubblico nel controllo della spesa sanitaria, che finalmente iniziano a funzionare.