Flessione reale o pura conseguenza di fattori esterni quali, per esempio, un cambiamento del sistema di sorveglianza o dei criteri diagnostici? Se lo è chiesto un gruppo di esperti del CDC di Atlanta, i quali hanno investigato una serie di possibili spiegazioni a questo dato inatteso, fra cui eventuali mutamenti demografici, un controllo più efficace della malattia o una riduzione della sua trasmissione nella popolazione residente in Nord-America.

L’ictus cerebrale è una delle affezioni mortali, ma talora anche soltanto invalidanti, tra le più diffuse nei Paesi industrializzati. Si calcola un’incidenza di circa 700.000 ictus all’anno negli Stati Uniti con un costo stimato complessivo per tale patologia sempre negli Stati Uniti di circa 40,9 miliardi di dollari nel 2007. La fibrillazione atriale, una tra le più comuni aritmie cardiache, è ritenuta responsabile del 15% di questo elevato numero di ictus.

Molti ricercatori danno per scontato che ogni articolo sia frutto di una metodologia rigorosamente scientifica e obiettiva, e che i dati presentati rispecchino effettivamente l’analisi eseguita. Regna quindi un’estrema fiducia negli autori, ritenuti generalmente, e ingenuamente, privi di qualunque (conflitto di) interesse nei confronti dell’argomento del quale hanno trattato nel loro articolo. Un atteggiamento un poco rischioso …