Un workshop svolto nell’ambito del congresso dell’Associazione Italiana di Epidemiologia e realizzato in collaborazione con la Società Italiana di Farmacologia mette a confronto epidemiologi, farmacologi e decisori – alcuni dei quali attivi in ambito regolatorio – in merito agli indicatori di appropriatezza prescrittiva oggi impiegati in Italia a livello nazionale e loco-regionale, alla loro utilità e ai possibili sviluppi.
La vasta e capillare disponibilità di dati amministrativi su tutto il territorio nazionale offre infatti l’opportunità di sviluppare utili strumenti a supporto dei decisori politici per monitorare ed in ultima analisi migliorare la qualità delle cure. Ne abbiamo parlato con i partecipanti all’incontro.

punti chiave governance farmaco

Un testo che vuole essere la bussola per le politiche di riorganizzazione del sistema farmaco, risultato di mesi di incontri e riflessioni al tavolo insediato al Ministero della Salute a cui, oltre a un gruppo di esperti indipendenti, hanno preso parte esponenti del Mef, del MISE e delle Regioni: è il documento di programmazione della nuova governance farmaceutica presentato il 10 dicembre a Roma da Giulia Grillo, Luca Li Bassi, Silvio Garattini e Francesca Tosolini. Più appropriatezza prescrittiva, più informazione sui farmaci equivalenti e i biosimilari, manutenzione continua del prontuario, dosi personalizzate, nuovo payback, criterio prezzo/volume, tetti di spesa regionali e revisione del sistema contrattazione sono alcuni dei punti salienti della nuova proposta.

Giovedì 15 giugno 2017, all’Istituto Superiore di Sanità si svolgerà il convegno “Le analisi sull’uso dei farmaci: metodi ed esperienze in Italia”.
Partendo dalla constatazione secondo cui l’uso dei farmaci è in costante aumento, il convegno intende richiamare l’attenzione sui temi dell’appropriatezza nel loro impiego. L’esigenza di conoscenza riguarda soprattutto quattro macroaree di interesse: l’aumento costante di dosi di farmaco utilizzate pro capite, il cambiamento dei trend temporali di utilizzo dei farmaci, la variabilità di uso dei farmaci, la spesa.

A colloquio con Mario Marazziti
Di fronte ai dati che indicano che già oggi 5000-7000 decessi ogni anno sono riconducibili a infezioni ospedaliere, il valore degli antibiotici va difeso pensando alle future generazioni e alle categorie oggi più esposte al rischio di infezioni resistenti a questi farmaci: persone fragili, anziani ricoverati con più patologie, disabili ospitati in strutture protette.

Una battaglia da combattere su più fronti, quella contro le resistenze batteriche agli antibiotici, e che non può più essere procrastinata perché è purtroppo vero che in alcune situazioni ci troviamo già in un’era che ci scopre incapaci di intervenire in modo efficace, come se fossimo paradossalmente proiettati indietro nel tempo alla fase preantibiotica.
La buona notizia è che dopo molti anni finalmente la ricerca sta dando importanti risultati: nuove e potenti opzioni terapeutiche si sono già rese disponibili e altre lo saranno nel prossimo futuro. Certo l’importante è che vengano impiegate con grande accortezza per non sprecare l’opportunità di riuscire a invertire la rotta.
In questo dossier presentiamo il parere di esperti del settore e l’originale campagna di informazione e sensibilizzazione ‘Antibiotici – La nostra difesa numero 1’, promossa dalla Società Italiana per la Terapia Antinfettiva.