Chiara Montaldo

Come sta affrontando il continente africano l’attuale pandemia? E’ possibile che i paesi  occidentali abbiano qualcosa da imparare dai Paesi africani nella gestione delle epidemie? Esiste effettivamente il rischio che in questi paesi l’impatto negativo della pandemia sulla mortalità sia causato non tanto da un’azione diretta della covid-19 quanto da un’azione indiretta di indebolimento dei servizi di prevenzione e cura di altre malattie come Hiv, tubercolosi e malaria?
Ne abbiamo parlato con Chiara Montaldo, medico infettivologo dell’INMI Spallanzani e collaboratrice di Medici senza Frontiere, che ha conosciuto da vicino l’epidemia di Ebola prima in Guinea e poi nella Repubblica Democratica del Congo.

Covid-19 e Africa

Dzinamarira, Dzobo e Chitungo, ricercatori appartenenti ai dipartimenti di salute pubblica delle Università del Sud Africa e Zimbawe, nell’articolo pubblicato sul Journal of Medical Virology analizzano le problematiche presenti nei Paesi africani che stanno affrontando la pandemia da Covid-19 e gli aspetti che invece possono rappresentare una risorsa e migliorare la capacità di reazione al virus del continente.

Africa: mortalità infantile e sanità pubblica di precisione

In Africa è stata riscontrata una riduzione globale dei decessi infantili fra il 1990 e il 2015, dovuta probabilmente anche a quanto stabilito dagli Obiettivi Sostenibili del Millennio. Gli obiettivi di lungo periodo fissano, entro il 2037, una mortalità globale sotto i 5 anni pari a 25 (12 per quella neonatale). Il problema rimane prevalentemente geografico e quello che Golding con i suoi collaboratori evidenziano negli articoli pubblicati sul Lancet è che è necessario andare ancora più in dettaglio per riuscire a realizzare una sanità pubblica ‘di precisione’ nel continente africano, in grado di controllare la mortalità infantile.