Intervista a Giampaolo Collecchia per parlare di raccomandazioni relative allo stile di vita e aderenza variabile ai suggerimenti del medico

Frequentemente il paziente non segue le prescrizioni del medico riguardo l’alimentazione: stabilire un piano terapeutico di trattamento dietetico che sia personalizzato, flessibile, condiviso e chiaro per il paziente, fare controlli periodici e instaurare un rapporto di fiducia sono alcune delle strategie che il medico può mettere in atto per facilitare l’aderenza alle prescrizioni dietetiche.

L’aderenza alle raccomandazioni del medico, relative allo stile di vita, è molto variabile da soggetto a soggetto. Spesso il medico passa dal provare a rassicurare persone sostanzialmente sane, rese ansiose dalla cultura prevalente, medicalizzante e pervasiva, al dover prescrivere terapie farmacologiche agognate da alcuni pazienti, che difficilmente sconvolgerebbero le proprie abitudini.

Nonostante le linee guida in caso di infarto miocardico acuto raccomandino il trattamento combinato e continuativo con quattro farmaci (antiaggreganti, betabloccanti, ACE-inibitori/sartani e statine), uno studio condotto dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio ha documentato una ridotta aderenza alla politerapia cronica. Nell’ambito di questo stesso studio è stato elaborato, in collaborazione con la Asl Roma 1, un vero e proprio decalogo da seguire per supportare il paziente nella gestione del post-infarto. Ne abbiamo parlato con Mirko Di Martino.

Misurare l'aderenza terapeutica

Nonostante l’aderenza terapeutica rivesta un ruolo centrale nella policy e nella pratica clinica, esiste una grande variabilità delle tecniche adottate per misurarla. E’ convinzione comune che misure self-reported siano meno valide di quelle oggettive. Tuttavia rappresentano il metodo migliore per capire le principali ragioni di non aderenza dei pazienti, riuscendo ad identificare ed evidenziare i reali e diversi comportamenti nella cascata dell’aderenza.

L’angolo della SIF
Tra le tante armi a disposizione per mantenere adeguati i livelli di aderenza, soprattutto nella popolazione con un’età superiore ai 65 anni, ci sono l’informazione sul corretto uso dei farmaci, la semplificazione del regime terapeutico anche con il ricorso alla polipillola, il coinvolgimento del farmacista territoriale e l’impiego dei social network per programmi di automonitoraggio e autogestione dei medicinali.