Canaglie, idealisti e sognatori. La sanità sorretta da letture

Parole in movimento

La sanità è diventata un ambito in cui ci si dedica a difendere interessi, tradendo i principi della riforma del 1978 che – istituendo il Servizio sanitario nazionale – aveva inteso promuovere diritti. Una nota di Ivan Cavicchi – pubblicata su Quotidiano sanità il 3 giugno 2024 – disegna un quadro preoccupante. Altro che conflitto politico e culturale: gli interessi – come sosteneva Altan in un’efficace vignetta nell’età berlusconiana – vanno d’amore e d’accordo. Sebbene forse con intensità differenti, la prospettiva di una sanità privatizzata è attraente per molti stakeholder, dalle rappresentanze dei professionisti sanitari a quelle sindacali, dagli enti di previdenza all’industria. Unica eccezione è quella dei cittadini: tutti, non solo i meno ricchi, per i quali la “tossicità sociale e finanziaria” di un cambiamento del genere sarebbe devastante. Addirittura – scrive Cavicchi ricostruendo la storia del Servizio sanitario nazionale – “i primi contro-riformatori in sanità sono i partiti di sinistra che esprimono, con le loro leggi di controriforma, politiche apertamente neoliberiste in aperta antitesi con gli ideali i principi e le norme della svolta avvenuta nel 78 con la riforma sanitaria, ma soprattutto in flagrante antitesi con l’art 32 della Costituzione”. Servirebbe tornare a ragionare sul significato delle parole, magari tornando a riflettere sui criteri proposti da Norberto Bobbio nel suo Destra e sinistra. Ragioni e significati di una distinzione politica (Donzelli, 1994, 2023): la maggiore (per la Sinistra) o minore (per la Destra) determinazione nel perseguire politiche economiche e sociali utili alla riduzione delle disuguaglianze. Oggi questo spartiacque è più utile che mai per distinguere e interpretare le diverse proposte politiche.

Restaurazione o inevitabili aggiustamenti?

Che la riforma sanitaria del 1978 si avvii a essere una rivoluzione tradita – e che i cambiamenti in atto siano una vera restaurazione e non come qualcuno sostiene le inevitabili conseguenze di un processo imprevedibile di cambiamento del contesto economico e sociale – lo ha confermato anche l’intervento di Fausto Nicolini nel corso di un incontro che si è svolto in una bella sala rinascimentale della Usl Irccs di Reggio Emilia. L’evento è stato organizzato dalla Direzione scientifica dell’ente per comunicare l’istituzione presso la biblioteca aziendale di un fondo intitolato ad Alessandro Liberati, medico e ricercatore fondatore nel 1994 della sezione italiana della Cochrane Collaboration, costituito da un lascito di libri voluto dalla famiglia. L’iniziativa si inscrive nel progetto Parole in movimento del Comune di Reggio Emilia ed è stato sostenuto dall’Associazione intitolata allo stesso Alessandro Liberati, attiva dal 2013 e affiliata al Centro Cochrane italiano.
Nicolini – per diversi anni direttore della azienda sanitaria provinciale di Reggio e vicepresidente Fiaso – ha ripercorso la storia del Servizio sanitario nazionale attraverso alcune pubblicazioni che hanno, a suo avviso, animato il confronto e guidato l’evoluzione della sanità del nostro Paese. Il quadro descritto ha mostrato come tutte le criticità che oggi sono considerate le cause inevitabili di quello che Cavicchi definisce un processo di controriforma fossero già previste e presenti nel dibattito avvenuto in Italia negli anni Sessanta e Settanta. Criticità superate in virtù della determinazione politica favorevole al cambiamento. Nicolini ha richiamato il lavoro di diversi autori, tra i quali Marco Geddes da Filicaia, riprendendo un concetto chiave: un sistema sanitario pubblico, universalistico, è sostenibile nella misura in cui i cittadini lo vogliono e intendono sostenerlo. “Lo stato, ma in termini più esatti direi la nazione – ha scritto Geddes -, la nostra comunità, ha elementi di identificazione, di affetto, che non sono solo la nazionale di calcio, ma anche i fondamenti del sistema di welfare: istruzione, sanità, previdenza sociale. Chi li volesse demolire (o forse è più esatto dire: «Chi li vuole demolire») non lo farebbe proponendo un sistema diverso, ma indebolendo progressivamente l’esistente.”1

La dialettica tra canaglie e sognatori

La relazione che aveva preceduto quella di Fausto Nicolini era stata tenuta da Nicola Magrini, attualmente responsabile della Qualità e governo clinico della Ausl della Romagna. Magrini aveva perfettamente introdotto l’analisi storica dell’involuzione dei principi solidali e universalistici del Ssn proponendo ai partecipanti di guardare al dibattito politico con lo sguardo suggerito dal filosofo e politologo Slavoj Žižek nel libro Che cos’è l’immaginario?2 in cui a sua volta riprendeva e interpretava il pensiero dello psicanalista Jacques Lacan. In breve, l’intellettuale di destra sarebbe un conformista, difensore neoconservatore del libero mercato “che rifiuta senza scrupoli ogni forma di solidarietà sociale come sentimentalismo improduttivo”. Di contro, l’intellettuale di sinistra sarebbe un idealista disegnatore di progetti utopistici, “che inevitabilmente conducono alla catastrofe”. L’intervento di Magrini – che aveva aperto l’incontro dopo i saluti istituzionali di Cristina Marchesi, direttore generale della Azienda Usl di Reggio Emilia, e di Antonino Neri, direttore scientifico dell’Irccs della stessa città – era una riflessione introduttiva sul senso della lettura per chi lavora nella sanità. L’ex direttore dell’Agenzia italiana del farmaco aveva spiegato come le due radicali e provocatorie categorie lacaniane ricalcavano di fatto e forse inconsapevolmente quelle che un grande direttore del British Medical Journal – Stephen Lock – riteneva caratterizzassero le personalità degli editor della stessa rivista: in altre parole, alla guida del BMJ si sarebbero dovuti alternare nel tempo bastards e fools: canaglie e folli idealisti.

Biblioteche a misura d’uomo

Che quello di Reggio sia stato un incontro “controvento” lo conferma anche una terza relazione, questa volta di Francesco Nonino, direttore della Cochrane Italia, neurologo ed epidemiologo, direttore dell’Unità di epidemiologia e statistica dell’IRCCS Istituto di Scienze neurologiche di Bologna. Nonino è anche uno stimato fotografo e, con il suo intervento, ha voluto sottolineare – concretamente e poeticamente – l’importanza del libro e della biblioteca in un sistema sanitario. Da esperto revisore sistematico, la riflessione di Nonino ha preso le mosse dal lavoro di Bernhard e Hilla Becher, artisti e fotografi tedeschi noti per un approccio classificatorio alla documentazione fotografica. Ispiratori della cosiddetta Scuola di Düsseldorf, i Becher ebbero come allieva Candida Hofer, che sarebbe diventata una delle più conosciute fotografe di spazi architettonici. La sua poetica – l’architettura dell’assenza – traspare chiaramente dalla serie fotografica mostrata da Nonino e dedicata, appunto, alle biblioteche che impreziosiscono istituzioni di tutto il mondo.3 Il libro di Hofer è presentato da Umberto Eco: “Se la biblioteca è, per dirla con Borges, un modello dell’universo, – scriveva Eco – dobbiamo cercare di trasformarla in un universo a misura d’uomo e, vi ricordo, a misura d’uomo significa anche a misura di leggerezza, con la possibilità di un caffè, persino con la possibilità per due studenti di sedersi su un divano un pomeriggio e, se non di indulgere in comportamenti indecenti, almeno di godersi la continuazione del loro flirt in biblioteca mentre tolgono o sfogliano qualche libro di interesse scientifico dagli scaffali.”
Che una biblioteca possa giocare un ruolo importante in una storia d’amore è cosa nota: basti pensare alla scena di Colazione da Tiffany ambientata nella sala dei cataloghi della New York Public Library. Eppure, “ogni anno continuano a chiudere biblioteche scientifiche nelle istituzioni sanitarie italiane”, spiega Chiara Bassi – documentalista della Biblioteca Corradini e anche lei relatrice al convegno – “forse perché lo spazio oggi è prezioso e una sala riunioni sembra poter essere più utile di una biblioteca.” Una biblioteca scientifica come quella che ha ospitato l’evento va nella direzione auspicata da Sir John Muir Gray, medico al quale dobbiamo l’istituzione della National Library of Health britannica: “Dobbiamo avvicinare i bibliotecari ai clinici in modo che possano comprendere il processo decisionale e i consulti clinici, i fattori chiave dell’assistenza sanitaria del XXI secolo.”4 Da oggi – accogliendo anche i libri di politica sanitaria letti e annotati da Alessandro Liberati e, ci auguriamo, anche quelli che giungeranno da altre biblioteche personali – offrirà opportunità in più per riflettere sull’attualità e sul futuro del Servizio sanitario nazionale. E certamente, dalla consultazione delle risorse ospitate da questa e altre biblioteche scientifiche, nasceranno nuovi strumenti – libri, articoli, documenti – che continueranno a svolgere il loro ruolo formativo.

Richard Smith, former BMJ Editor, è stato più volte citato durante l’incontro alla Biblioteca Corradini. Possiamo considerarlo un ispiratore dell’Associazione Alessandro Liberati e anche una guida per il futuro. Cosa, meglio della citazione che segue, può qualificarlo come lettore esemplare? “Sono molte cose e sono stato molte altre. Sono o sono stato un figlio, un fratello, un marito, un nonno, un amico, uno scrittore, un blogger, un presidente di vari organismi, un manager, un leader, un camminatore, un sognatore, un cuoco, un medico, un attore televisivo, un poeta, un insegnante e un oratore; e sono stato uno studente, un mangiatore di cavallette, un bracciante, un viaggiatore, un editore, un fidanzato, un amministratore delegato, un pittore, un musicista e un ascoltatore. Alcune di queste cose le ho fatte bene e altre male. Ma una cosa che amo, che ho fatto più a lungo di qualsiasi altra cosa, a parte il figlio e il fratello, e che penso di saper fare bene è essere un lettore. La cosa che meglio mi definisce potrebbe essere il fatto di essere un lettore?”

 

A cura della redazione

Bibliografia

1. da Filicaia M. Le molte facce della sostenibilità. Come mantenere universale ed equo il servizio sanitario. Recenti Prog Med 2019; Suppl. Forward, maggio.
2. S. Che cos’è l’immaginario? Milano: Il Saggiatore, 2016.
3. Hofer C. Biblioteche. Milano: Johan & Levi, 2006.
4. Brice A, Muir Gray JA. What is the role of the librarian in 21st century healthcare? Health Information & Libraries Journal 2004;21(2):81-3.

Share on