L’epidemiologia sociale di fronte alla sfida delle crisi globali

Gli effetti della pandemia da covid-19, l’escalation dei conflitti globali, l’instabilità economica e il cambiamento climatico sono crisi che simultaneamente interagiscono fra loro amplificando il proprio impatto a livello globale. Sebbene queste crisi differiscano per natura, dinamica e cause, hanno tutte il denominatore comune di colpire in modo sproporzionato le fasce più vulnerabili della popolazione, esacerbando la povertà e le disuguaglianze a livello locale e globale. Dal punto di vista della salute pubblica, questo si traduce in un aumento significativo di morbilità e mortalità tra i più poveri. Davide Rasella, del Barcelona Institute for Global Health, insieme ad altri ricercatori afferenti a centri di ricerca presenti in Brasile, Mozambico, Bangladesh, Sud Africa, Ecuador e Argentina, nel loro articolo pubblicato sul BMJ Gobal Health vogliono evidenziare la necessità di un rinnovamento nel campo dell’epidemiologia sociale, che si occupa dello studio degli effetti dei determinanti sociali della salute, nonché stimolare la definizione di un nuovo approccio di questa scienza, che dovrebbe avere le sette priorità riportate di seguito per poter comprendere e mitigare l’impatto delle crisi sulla salute globale.

  1. Favorire interventi in grado di mitigare gli impatti negativi delle crisi e di sviluppare la resilienza. Un esempio è la recessione economica brasiliana del 2014-2016: la protezione sociale è stata in grado di mitigare gli effetti dannosi sulla salute, soprattutto tra le popolazioni più vulnerabili.
  2. Prendere in considerazione le relazioni globali esistenti tra i paesi. La natura interconnessa della globalizzazione gioca infatti un ruolo fondamentale nella salute e nel benessere socioeconomico delle popolazioni di tutto il mondo, aumentando il rischio che una crisi locale possa trasformarsi in una crisi globale a causa dell’effetto domino, come accadde nel 2008 in occasione della crisi del mercato immobiliare statunitense.
  3. Rivolgere una particolare attenzione verso i paesi a basso e medio reddito, poiché sono quelli che stanno affrontando l’onere maggiore delle crisi in corso poiché le disuguaglianze e la povertà sono aumentate drammaticamente. La ricerca epidemiologica sociale transnazionale è al momento inadeguata per sviluppare un’azione orientata a trovare soluzioni per i paesi a basso e medio reddito.
  4. Incrementare gli approcci multi-metodologici per generare dati e conoscenze, sfruttando i collegamenti tra i dataset socioeconomici e sanitari, implementando i progetti di valutazione sperimentali, e i modelli di simulazione e previsione così da identificare gli interventi di maggior impatto ed economicamente vantaggiosi.
  5. Rafforzare gli approcci multidisciplinari per le valutazioni globali. È fondamentale coinvolgere non solo epidemiologi e professionisti della sanità pubblica, ma anche una serie diversificata di esperti, come economisti, sociologi e antropologi, così da garantire la valutazione di tutte le dimensioni delle diseguaglianze.
  6. Potenziare gli approcci multisettoriali per un processo decisionale basato sull’evidenza. Progetti e studi dovrebbero essere definiti coinvolgendo non solo i ministeri e i dipartimenti della sanità, ma anche quelli dell’economia, dell’istruzione e della protezione sociale.
  7. Colmare il divario tra ricerca e politica. La produzione di evidenze deve essere in linea con le priorità politiche. È inoltre necessario stabilire meccanismi efficaci per coinvolgere attivamente tutte le parti interessate in tutte le fasi del processo di ricerca.

La recente creazione del Global Social Epidemiology Network, un’alleanza di ricercatori internazionali e multidisciplinari impegnati ad affrontare i determinanti strutturali globali della salute e delle disuguaglianze sanitarie promossa dagli stessi autori dell’articolo, è un primo passo in avanti. L’epidemiologia sociale globale ha tutto il potenziale per fornire evidenze in grado di affrontare le cause profonde della disuguaglianza, favorendo la resilienza e contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile legati alla salute.

Letizia Orzella
Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria Area Farmaci e Dispositivi, Regione Lazio

Fonte Rasella D, Macicame I, Naheed A, Naidoo M et al. The need for global social epidemiology in the polycrisis era. BMJ Glob Health 2024; 9: e015320

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Da CARE 3, 2024

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