La gestione delle persone con demenza in Puglia

La gestione delle persone con demenza in Puglia

Favorire azioni quanto più possibile tempestive, potenziando la diagnosi precoce e incrementando gli interventi psicosociali per migliorare la qualità di vita delle persone con demenza, così che possano conservare il più a lungo possibile la loro autonomia funzionale riducendo il tasso di ospedalizzazione, sono gli ambiti rispetto alle quali indirizzare le risorse per migliorare la presa in carico di queste persone sul territorio pugliese, sottolinea Elena Memeo rispondendo alle nostre domande.

A colloquio con Elena Memeo
Servizio Strategie e Governo dell’Assistenza alle Persone in Condizioni di Fragilità della Regione Puglia

Dottoressa Memeo, a che punto è la Regione Puglia nella definizione dei percorsi di assistenza e presa in carico delle persone con demenza? Rete demenze Regione Puglia

Previa presa in carico da parte dei Centri Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD) e delle Unità di Valutazione Multidisciplinare (UVM) del distretto sociosanitario, i soggetti con demenza, ove non necessitino di presa in carico ospedaliera o ambulatoriale, sono inseriti nelle apposite strutture a regime residenziale o semiresidenziale, quali le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) per soggetti non autosufficienti e i Centri Diurni (CD) per soggetti non autosufficienti.

Attualmente sul territorio della Regione Puglia sono presenti 26 CDCD, 45 UVM, 205 RSA e 153 CD.

Prevenzione e diagnosi precoce sono essenziali per cercare di contenere gli effetti drammatici di quella che con l’invecchiamento della popolazione si sta delineando come una grave emergenza. Avete avviato dei progetti specifici in Puglia a questo riguardo?

Sì. La Regione Puglia, con Deliberazione della Giunta regionale n. 1284 del 19 settembre 2022, ha approvato il Piano regionale di Attività Demenze per il triennio 2021-2023. Il Progetto in questione, finanziato con i fondi di cui al Decreto del Ministero della salute 23 dicembre 2021, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 75 del 30 marzo 2022, si sviluppa su due linee di intervento, scelte tra quelle indicate dal predetto Decreto.

La prima linea di azione consiste nel “potenziamento della diagnosi precoce del disturbo neuro-cognitivo (DNC) minore (Mn)/Mild Cognitive Impairment (MCI) e sviluppo di una carta del rischio cognitivo per la pratica clinica, mediante investimenti, ivi incluso l’acquisto di apparecchiature sanitarie”.

Tale linea progettuale è stata optata, tra le altre linee proposte dal citato Decreto, al fine di garantire interventi quanto più possibile tempestivi a beneficio delle persone con demenza e contempla i seguenti sotto-obiettivi specifici.

  1. Formazione e sensibilizzazione dei medici di medicina generale, allo scopo di migliorare il processo di individuazione di soggetti con possibile DNCMn/MCI. La campagna è indirizzata a tutti i medici di medicina generale, già coinvolti nell’invio dei soggetti con deficit cognitivi ai CDCD afferenti alle sei Aziende Sanitarie Locali (ASL) di Regione Puglia. Sono organizzati eventi formativi ECM sull’identificazione precoce di segni e sintomi associati al MCI, sugli strumenti clinici e diagnostici per la diagnosi precoce di MCI, su training specifici sulla somministrazione di test di screening, sui percorsi diagnostici-terapeutici presso i CDCD e sulla rete assistenziale territoriale per l’assistenza dei soggetti con MCI o DNC maggiore (Mg).
  2. Survey presso i CDCD di Regione Puglia, volta a indagare disponibilità di competenze e figure sanitarie coinvolte nel processo di diagnosi e cura dei soggetti con MCI e DNCMg, scale cliniche e test neuropsicologici somministrati nel work-up clinico e diagnostico dei soggetti con sospetto MCI e flusso annuale di pazienti con diagnosi di MCI e DNCMg.
  3. Creazione di un protocollo clinico di valutazione, diagnosi, follow-up e quantificazione del rischio per il MCI, condiviso e standardizzato per tutti i CDCD di Regione Puglia.
  4. Formazione del personale CDCD, con l’organizzazione di webinar e corsi FAD rivolti alle figure sanitarie che prestano servizio nei CDCD delle sei ASL di Regione Puglia.
  5. Sviluppo di una piattaforma per la raccolta dei dati risultanti dal protocollo clinico e di valutazione del rischio sviluppato nell’obiettivo specifico c) e da implementare in ciascuna azienda sanitaria locale. L’intera raccolta dati sarà finalizzata alla creazione di un minimum dataset del MCI, per ottenere informazioni precise sul flusso regionale, al fine di calcolarne prevalenza e incidenza a due anni dall’inizio del progetto.

Secondo lei, quali sono le aree di miglioramento possibili nella presa in carico e nella gestione di queste persone?

Nella cura dei soggetti con demenza è sempre migliorabile la fase diagnostica, al fine di identificare precocemente i soggetti con MCI e rallentare, ove possibile, il declino cognitivo.

Ancora, si auspica un ulteriore miglioramento degli interventi non farmacologici e psicosociali che consentano di aumentare il funzionamento cognitivo globale e migliorare la qualità della vita nonché di mantenere l’autonomia funzionale e ridurre il tasso di ospedalizzazione di questi pazienti.

Si auspica che l’efficientamento di tali fasi, già oggetto del Piano regionale 2021-2023, prosegua con il finanziamento relativo al triennio 2024-2026.

Intervista a cura di Mara Losi

Download PDF

Da Care 1-2, 2024

Share on