Vito Montanaro: il fascicolo sanitario elettronico 2.0 come strumento per programmare la formazione

Vito Montanaro e fascicolo sanitario 2.0

Il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 visto dalla Puglia. Uno strumento già attivato a tutti i cittadini pugliesi che consentirà la presa in carico dei pazienti cronici e potrà aiutare il sistema a colmare le carenze di offerta sanitaria a livello territoriale. La strada per raggiungere questi traguardi? Secondo Vito Montanaro passa da formazione e comunicazione.

A colloquio con Vito Montanaro
Direttore del Dipartimento Salute della Regione Puglia

Il fascicolo sanitario elettronico 2.0 visto dalla Puglia: a che punto siamo?

L’evoluzione di questo strumento e gli ultimi testi normativi a livello nazionale stanno seguendo la linea di quello che sperimentalmente anche noi in Puglia avevamo avviato in questi anni. Mi riferisco all’idea di centralizzare l’implementazione dei dati e di puntare in modo deciso sulla formazione dei professionisti sanitari che sono quelli che lo devono usare tutti i giorni per metterlo a disposizione del Servizio Sanitario Nazionale. I dati confermano che l’adeguamento del fascicolo sanitario elettronico ai nuovi standard è al 90%. Da gennaio 2024 proseguiremo il percorso formativo che porteremo avanti in ogni azienda sanitaria in maniera uniforme. Parallelamente stiamo avviando il percorso di aggiornamento infrastrutturale delle strutture private accreditate inserite nel Piano di adeguamento tecnologico presentato al Dipartimento alla Transizione al Digitale. Questo ci consentirà di avere informazioni uniformi in qualsiasi ambulatorio o ospedale del nostro territorio e poi di interfacciarle a livello nazionale.

Quale evoluzione comporterà la versione 2.0 del fascicolo sanitario elettronico?

Il fascicolo sanitario elettronico 2.0 sarà una immensa libreria di informazioni stoccate per singolo assistito, per patologia o per altri argomenti specifici e supererà le difficoltà che abbiamo avuto in passato, relative non tanto alla quantità di informazioni, ma alla loro qualità. Si avevano informazioni differenti a seconda del luogo in cui avveniva il caricamento dei dati e questo rendeva molto difficile utilizzarle appieno. Oggi questo non avverrà più, con un filtro all’ingresso che renderà le informazioni uniformi ovunque sul territorio regionale e nazionale.

I cittadini vorranno e riusciranno ad usarlo?

È importante informare i cittadini in modo efficace e costante. Stiamo realizzando diverse iniziative in tal senso in Puglia, ma questo impegno comunicativo sarà ancora più intenso durante tutto il 2024. Dobbiamo far capire a tutti che aggiornare il fascicolo sanitario elettronico, usarlo e alimentarlo è un vantaggio. Nel periodo della pandemia da Covid-19 la Puglia ha reso disponibile l’accesso al fascicolo sanitario elettronico anche ai farmacisti e questo ha comportato una semplificazione nella gestione della ricetta dematerializzata. Oggi il medico di medicina generale deposita la ricetta nel fascicolo e il farmacista, autorizzato dall’assistito, può recuperarla con la presentazione della tessera sanitaria.

Il che modo l’impiego del fascicolo sanitario potrà favorire il lavoro di medici, infermieri e professionisti sanitari?

Le informazioni raccolte dal fascicolo sanitario elettronico saranno utili per le équipe multidisciplinari, soprattutto per prendere in carico i pazienti con comorbilità e quelli cronici, che hanno bisogno di assistenza strutturata. Non va dimenticato il valore che avranno questi dati a livello statistico-sociale e statistico-economico per l’analisi e la programmazione delle attività del Servizio Sanitario Nazionale.

Mi piace anche sottolineare un aspetto che tutto il sistema salute deve iniziare a considerare: con i dati e le analisi che il fascicolo sanitario elettronico 2.0 ci fornirà, le università potranno governare in coordinamento con il Ministero della Salute, con quello dell’Università e con Agenas i percorsi di formazione per cercare di dare al sistema le professionalità e specializzazioni, mediche e non mediche, necessarie sui singoli territori. Non è più immaginabile una programmazione unica nazionale che lasci scoperti territori o aree terapeutiche. Certo non è solo una questione di numeri. Per incentivare alcune specializzazioni che negli ultimi anni non vengono scelte dai laureati occorrerà anche lavorare sui contratti e sulle remunerazioni. Sono attività, pensiamo all’area emergenza-urgenza, che comportano rischi e carichi di lavoro che non possono essere uniformati alle altre. Inoltre, per chi le sceglie ci sono anche poche possibilità di svolgere attività di libera professione. Ma con le analisi puntuali che ci darà il fascicolo sanitario elettronico potremo pianificare anche queste risorse in anticipo.

Intervista a cura di Cesare Buquicchio

Vito MontanaroLaureato in Economia e Commercio, Vito Montanaro dal 2019 è Direttore del Dipartimento Salute della Regione Puglia. Dal 2005 è stato Direttore Area Gestione Risorse Finanziarie del Policlinico di Bari dove, dal 2010, ha ricoperto anche il ruolo di Direttore amministrativo. Nel 2014 è stato nominato Direttore generale della Asl della Provincia di Bari. Tra gli altri incarichi è componente del Progetto ‘Academy of Health Care Management and Economics SDA’ dell’Università Bocconi e del Gruppo di Lavoro ‘Regionalismo differenziato in sanità pubblica’ coordinato dal Ministero della Salute e dal Consiglio Superiore di Sanità. È docente universitario a contratto di management aziendale, economia ed organizzazione aziendale.

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Da Care 6, 2023

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