Strategie per incrementare l’accesso agli screening e alle terapie innovative nella Regione Campania

Le strategie per incrementare l’accesso agli screening e alle terapie innovative nella Regione Campania

La Campania ha da tempo avviato capillari attività di prevenzione oncologica attraverso l’avvio di specifici programmi di screening di popolazione che coinvolgono anche le farmacie di comunità in quanto luoghi privilegiati per l’arruolamento della popolazione e, in particolare per quanto riguarda la prevenzione del cancro della cervice uterina, ha ampliato l’offerta vaccinale anti-HPV, spiega Ugo Trama in questa intervista. 

A colloquio con Ugo Trama
Dirigente ‘Politica del Farmaco e Dispositivi’ presso la Direzione Generale per la Tutela della Salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario Regionale, Regione Campania

Il 17 novembre scorso è stata ricordata la strategia lanciata dall’OMS di eliminare il tumore della cervice uterina entro il 2030 facendo sì che il 90% delle ragazze adolescenti siano vaccinate, il 70% delle donne entro i 35 anni – e nuovamente entro i 45 anni – sia sottoposto a screening HPV e il 90% di quelle con lesioni precancerose e cancro siano trattate tempestivamente anche con terapie innovative. Rispetto a questi obiettivi a che punto è la Campania?

La vaccinazione anti-HPV rientra nelle prestazioni previste dai livelli essenziali di assistenza (LEA) e, in Campania, l’offerta di tale vaccinazione è stata proposta per la prima volta nel 2007 alle dodicenni nate nel 1996, che ne avessero fatto espressamente richiesta nel corso dell’anno, attraverso l’esibizione della prescrizione medica. La Regione Campania con decreto n. 76 del 18/10/2019 ha ritenuto, poi, di dover ampliare l’offerta vaccinale anti-HPV, disponendo come segue:

  • confermare l’offerta attiva e gratuita del vaccino anti-HPV per le ragazze e i ragazzi dodicenni, dando la possibilità ai centri vaccinali e ai pediatri di libera scelta di somministrarlo già dai nove anni di vita, così come previsto da scheda tecnica vaccinale aggiornata;
  • disporre la gratuità della vaccinazione alle donne fino ai 25 anni di età a partire dalla coorte 1996;
  • estendere l’offerta attiva e gratuita della vaccinazione anti-HPV alle donne venticinquenni non vaccinate in precedenza, in occasione della prima chiamata allo screening del cervico-carcinoma (pap test);
  • offrire gratuitamente la vaccinazione anti-HPV alle donne che sono state sottoposte a recenti trattamenti per lesioni HPV-correlate.

La Campania, attraverso l’attività svolta dalla competente Direzione Generale per la Tutela della Salute e Coordinamento del SSR, e in adesione a quanto programmato dal Ministero della Salute, ha da tempo avviato capillari attività di prevenzione oncologica, anche attraverso l’avvio, su tutto il territorio regionale, di specifici programmi di screening di popolazione.

Gli screening oncologici, infatti, rappresentano un indispensabile investimento per la salute e hanno come obiettivo una riduzione della mortalità. Nel nuovo Piano nazionale della prevenzione 2020- 2025, relativamente allo screening della cervice uterina, è evidenziato che le donne, vaccinate nel dodicesimo anno di vita contro l’HPV, raggiungono a partire dal 2021-2022 l’età di accesso allo screening.

Nel suddetto Piano nazionale della prevenzione si punta a una riorganizzazione dello screening cervicale in funzione della vaccinazione e ciò comporta azioni specifiche quali:

  1. definizione di un set minimo di informazioni rese disponibili dai registri vaccinali ai programmi di screening;
  2. posticipo del primo invito allo screening all’età di 30 anni per le sole ragazze vaccinate con HPV a 12 anni;
  3. possibilità di modificare l’intervallo di screening nelle donne vaccinate.

Le Asl campane provvederanno a diffondere la suddetta rimodulazione del programma di screening sia all’interno dei programmi di screening organizzati che all’esterno, tra i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta e tra il personale che opera negli ambulatori specialistici del Servizio Sanitario Regionale, nei consultori e in ogni altro possibile punto di contatto per la valutazione ostetrica o ginecologica delle donne giovani.

E più in generale sulla prevenzione e sul trattamento delle patologie oncologiche come si sta muovendo la vostra Regione?

La Regione Campania ha avviato, ormai da tempo, la campagna “Mi voglio bene”, un programma che sostiene la prevenzione offrendo un’assistenza diagnostica tempestiva, specializzata e gratuita. Si tratta di controlli dedicati a donne e uomini residenti e domiciliati nelle cinque province campane.

La nostra Regione rende disponibili gratuitamente tre tipi di screening, tra cui quello che consente la prevenzione del carcinoma al collo dell’utero. Attraverso quest’azione di sensibilizzazione, per la prima volta univoca e coordinata sull’intero territorio regionale, la Regione Campania intende dare ulteriore impulso alle iniziative di prevenzione già messe in campo.

Riguardo al trattamento della neoplasia, invece, la scelta di un approccio terapeutico deve essere condivisa in ambito multidisciplinare (anestesista, radioterapista, ginecologo oncologo, oncologo medico, anatomopatologo, radiologo). Il trattamento andrà eseguito nei centri riportati nel documento di Rete oncologica per garantire elevati standard di qualità. L’adozione di un unico Prontuario terapeutico regionale in Campania consente un rapido inserimento dei nuovi approcci terapeutici all’interno del Prontuario, a seguito di opportuna valutazione del Tavolo tecnico, e ciò favorisce il rapido accesso alle nuove terapie disponibili per le pazienti e i pazienti della nostra Regione.

Quali strategie ritiene possano incrementare le attività di prevenzione e screening della Regione?

La Regione Campania punta sul territorio come strategia per migliorare l’adesione dei cittadini agli screening oncologici. Nello specifico, parliamo del progetto ‘Farmacia dei servizi’, nel quale le farmacie di comunità convenzionate con il Servizio sanitario nazionale, grazie alla loro capillarità sul territorio, si configurano come un luogo privilegiato per l’arruolamento della popolazione eleggibile per partecipare agli screening. Inoltre, sfruttando anche il rapporto fiduciale che si instaura tra il farmacista e il proprio cittadino-utente, si spera di intercettare un numero crescente di neoplasie sul nascere o in fase precoce, cambiando radicalmente in meglio la salute dei nostri utenti.

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Da Care 6, 2023

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