Stefano Lorusso: migliorare ricerca e servizi grazie al fascicolo sanitario 2.0

Migliorare l’accesso dei cittadini al Servizio Sanitario Nazionale, supportare il lavoro e la collaborazione di medici, infermieri e professionisti della salute, rendere più efficiente e sostenibile il sistema e fornire dati utili alla ricerca. Sono questi gli ambiziosi obiettivi che il fascicolo sanitario 2.0 vuole raggiungere e che, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il 24 ottobre 2023, del decreto attuativo, entra in fase operativa. Ne abbiamo parlato con Stefano Lorusso.

A colloquio con Stefano Lorusso
Direttore Generale della digitalizzazione, del sistema informativo sanitario e della statistica del Ministero della Salute

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 24 ottobre 2023 del decreto attuativo, il fascicolo sanitario elettronico 2.0 entra nella fase operativa. Cosa significa per la nostra sanità?

Il fascicolo sanitario elettronico 2.0 avvia un processo importante di riforma dell’architettura complessiva della nostra sanità. Stiamo lavorando in grande sinergia con il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con Agenas e con le Regioni e, attraverso questo decreto, abbiamo creato le condizioni per uniformare e armonizzare a livello nazionale questo strumento.
Mediante il fascicolo, infatti, sarà possibile assicurare la portabilità del documento: pensiamo al fatto che il fascicolo di un cittadino possa essere alimentato indipendentemente da dove si riceve la prestazione sanitaria. Dai documenti nativi digitali riusciremo ad avere i dati corrispondenti che, in prospettiva, potranno essere interconnessi con altre fonti informative.

Il fascicolo sanitario elettronico potrà diventare uno dei punti di accesso al servizio sanitario nazionale: un canale pratico e agevole per tutti i cittadini?

Le linee guida per il fascicolo sanitario elettronico del 2022 già indicano i servizi che dovranno essere messi a disposizione: oltre alla consultazione della documentazione clinica, infatti, è previsto l’accesso a molti servizi amministrativi (cambio del medico, prenotazione, pagamento del ticket, etc). In alcune regioni questi servizi sono già presenti: tuttavia l’obiettivo dell’intervento previsto nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è quello di renderli disponibili ovunque per favorire quel processo di armonizzazione che consentirà di garantire servizi uniformi su tutto il territorio, nel rispetto dell’articolo 32 della Costituzione.
Se rivolgiamo lo sguardo al futuro, la garanzia dei livelli essenziali di assistenza non può prescindere da uno standard di digitalizzazione comune da Bolzano a Lampedusa. Ovviamente è un lavoro in corso, ci sono ancora dei passaggi da affrontare.
Stiamo lavorando a molti dossier, tra i quali l’implementazione dell’infrastruttura tecnologica, la formazione dei nostri professionisti e operatori sanitari e la comunicazione con i cittadini che deve rafforzare la fiducia in questo strumento e la capacità di usarlo al meglio. Per i professionisti sanitari il fascicolo sanitario elettronico 2.0 potrà essere uno strumento importante a supporto della loro attività, integrata con la telemedicina e con un’adeguata formazione, e favorirà la collaborazione e il lavoro delle équipe multidisciplinari.
Inoltre, grazie alle risorse previste dal PNRR, stiamo potenziando e ammodernando il parco tecnologico. Sarebbe complicato mettere a terra davvero il fascicolo sanitario elettronico 2.0 visto che in molte aziende territoriali e ospedaliere ci sono TAC, angiografi e risonanze che hanno più di 10 anni. Sempre con queste prospettive stiamo facendo un grandissimo investimento di ristrutturazione, di ammodernamento e di innovazione dell’attuale patrimonio informativo dei dati. Stiamo implementando soluzioni tecnologiche che consentiranno di migliorare la qualità dei dati già disponibili.
L’obiettivo è quello di costruire un ecosistema dei dati sanitari a supporto della cura, delle attività di programmazione a tutti i livelli e della ricerca. La disponibilità di dati di qualità, aggiornati e fruibili tempestivamente è il presupposto per fare programmazione, monitoraggio, valutazioni e per assumere decisioni. E, in ultima analisi, porterà al miglioramento dei servizi. Perché per migliorare qualcosa bisogna conoscerla: avere i dati serve a questo.

Quali saranno le evoluzioni dal lato dei servizi per i cittadini?

A mio avviso, accanto al grande tema della telemedicina, rispetto al quale siamo uno dei Paesi europei all’avanguardia, va citata la digitalizzazione dei Dipartimenti di Emergenza e Ammissione (DEA), il progetto ‘Sanità connessa’, l’anagrafe nazionale
assistiti, e il ruolo delle COT, le Centrali Operative Territoriali. Si tratta di interventi di trasformazione digitale e innovazione tecnologica che incideranno profondamente sui processi organizzativi aziendali e costituiranno strumenti indispensabili per assicurare la piena operatività del nuovo modello di assistenza territoriale previsto dal DM 77/2022.
L’obiettivo ambizioso è quello di costruire condizioni abilitanti per una sanità di prossimità a portata di click. Basti pensare alle potenzialità del fascicolo che sarà alimentato con dati nativi digitali ed è destinato a diventare un gateway fondamentale per l’accesso non solo alla documentazione sanitaria ma anche ai servizi sanitari.

Sul fronte dell’efficienza del sistema e della ricerca quali saranno le prospettive?

Dal fascicolo sanitario i documenti vengono trasformati in dati. Questi ultimi, insieme al patrimonio NSIS (Nuovo Sistema Informativo Sanitario) e ai flussi che sono alimentati dagli enti del perimetro sanitario nazionale, potranno divenire in prospettiva, attraverso processi di interconnessione e di anonimizzazione realizzati in ambienti protetti e rispettosi della normativa in materia di privacy e cybersicurezza, un giacimento di informazioni a disposizione della programmazione del servizio sanitario nazionale e di chi fa ricerca clinica. Questo potrà farci fare un grande balzo nel futuro e rispondere in maniera più appropriata ai bisogni di salute di tutte le persone.

Intervista a cura di Cesare Buquicchio

Stefano Lorusso ha maturato un’esperienza ventennale nell’ambito della programmazione, valutazione e gestione delle organizzazioni sanitarie, ricoprendo ruoli manageriali in diversi dipartimenti regionali e aziende sanitarie.
A partire dal 2020, svolge la propria attività professionale presso il Ministero della Salute. Dal mese di settembre 2023 è Direttore generale della digitalizzazione, del sistema informativo sanitario e della statistica.

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Da Care 4-5, 2023

 

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