Breast Unit: un modello al passo con le innovazioni terapeutiche

Breast Unit: un modello al passo con le innovazioni terapeutiche

Avere a disposizione un gruppo di professionisti in grado di assicurare elevati standard di cura e di garantire un confronto costante dalla diagnosi alla cura e per tutto il follow-up è il vantaggio del quale dispongono le donne che si rivolgono alle Breast Unit. Lo spiega Andrea Botticelli, che ricorda come le recenti evoluzioni nei trattamenti perioperatori abbiamo comportato una rimodulazione dei tempi chirurgici e dei trattamenti postoperatori nel percorso di cura condiviso attraverso il confronto multidisciplinare.

A colloquio con Andrea Botticelli
Coordinatore Breast Unit, Policlinico Umberto I, Roma

Professor Botticelli, perché le Breast Unit hanno un ruolo determinante nel percorso di cura delle pazienti affette da tumore al seno e quali vantaggi la loro istituzione ha comportato anche in termini di miglioramento della sopravvivenza?

La denominazione ‘Breast Unit’, utilizzata in lingua inglese per indicare i centri multidisciplinari di senologia, riveste ormai un ruolo cruciale, sia nella prevenzione che nell’assistenza delle pazienti con cancro al seno. La persona coinvolta in questa sfida può così fare affidamento su un team multidisciplinare pronto a soddisfare ogni sua esigenza e necessità.
Tra i vantaggi indiscussi c’è infatti quello di avere a disposizione un gruppo di professionisti esperti e specializzati nella diagnosi e cura dei tumori al seno, in grado di assicurare standard elevati di cura, confronto costante e l’adozione di terapie innovative dalla fase della diagnosi, della cura, dell’intervento chirurgico e per tutto il follow-up. Questo insieme di fattori può contribuire a un incremento del tasso di sopravvivenza del 18%.

Quale impatto hanno avuto i recenti progressi terapeutici che consentono trattamenti perioperatori prima e dopo la chirurgia su questo modello organizzativo? Sulla base della sua esperienza, le Breast Unit si sono dimostrate capaci di ripensare il percorso di cura proposto alle pazienti alla luce di queste innovazioni?

Le recenti evoluzioni nei trattamenti perioperatori hanno impattato significativamente sul modello organizzativo delle Breast Unit, portando ad una rimodulazione ad esempio dei tempi chirurgici nonché dei trattamenti postoperatori (immunoterapia, terapia ormonale, radioterapia etc). Nell’ottica di ripensare e personalizzare le strategie terapeutiche delle pazienti, il fulcro è stato ed è la condivisione del percorso della paziente attraverso il confronto interdisciplinare. Il meeting settimanale, inteso come momento di confronto e aggiornamento continuo dell’équipe, in particolare degli oncologi con i chirurghi senologi, ha permesso di ripensare il percorso di cura delle pazienti e di adeguarlo alle innovazioni terapeutiche più recenti.

Lei coordina la Breast Unit del Policlinico Umberto I di Roma. Vuole raccontarci come è strutturata e quali iniziative avete attuato per venire incontro ai bisogni delle pazienti anche dal punto di vista del sostegno psicologico?

La Breast Unit del nostro centro prevede possibilità di accesso per sospetto, diagnosi di neoplasia o per presenza di alto rischio (familiarità). Dal momento dell’accesso, la presa in carico è globale e la paziente viene guidata passo passo dal gruppo di specialisti nel percorso diagnostico-terapeutico, che garantisce tutti gli esami strumentali e le visite specialistiche necessari. La nostra sfida oggi, però, è che la Breast Unit possa non solo garantire il miglior trattamento per le pazienti con diagnosi di tumore al seno, ma essere un riferimento per il recupero funzionale e il benessere della paziente; benessere inteso anche e soprattutto come benessere psicologico.
Ed è per questo che al Policlinico Umberto I abbiamo supportato percorsi incentrati su questi aspetti:

  • recupero funzionale, con iniziative focalizzate su attività sportive (yoga, tiro con arco, padel, nuoto) in collaborazione con Sapienza Sport;
  • percorsi dedicati alla nutrizione clinica, psico- oncologia, salute del sonno;
  • iniziative di arte terapia in ospedale.

Tutto questo al fine di garantire alla paziente un benessere globale, a 360 gradi.

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Da Care 4-5, 2023

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