La variabilità globale della mortalità materna

Mortalità materna

Un editoriale e un articolo pubblicati su BMJ focalizzano l’attenzione sull’incidenza della mortalità materna a livello globale e sulla sua ampia variabilità. Utilizzando i report dell’International Network of Obstetric Survey Systems (INOSS), una collaborazione internazionale di ricercatori e clinici che raccoglie dati basati sulla popolazione, sulle complicanze materne gravi e sulle malattie rare in gravidanza, gli autori dello studio hanno avuto la possibilità di analizzare i risultati ottenuti in otto Paesi che utilizzano sistemi avanzati di sorveglianza della mortalità: Danimarca, Finlandia, Francia, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Slovacchia e Regno Unito.

I più bassi tassi di mortalità materna (per 100.000 nati vivi) sono presenti in Norvegia e Danimarca, mentre i più alti nel Regno Unito e in Slovacchia. I tassi di mortalità materna specifici per età sono maggiori per le madri più anziane in tutti i Paesi, a eccezione dei Paesi Bassi. In tutti i Paesi, con l’eccezione dei Paesi Bassi, le donne di età inferiore a 20 anni presentano un rischio più elevato di mortalità materna rispetto a quelle di età compresa tra 20 e 29 anni. In Finlandia e Slovacchia, tutti i decessi sono avvenuti in donne residenti nelle città e nate in quei Paesi.
Per gli altri Paesi, sono state osservate differenze nella mortalità materna in base alla provenienza delle donne, con tassi di mortalità materna ≥50% più alti nelle minoranze rispetto ai sottogruppi di riferimento, tranne che in Norvegia. Tra i tre Paesi con dati disponibili sulla cittadinanza, i tassi di mortalità materna sono più alti per le donne di nazionalità straniera sia in Francia che in Italia, ma non in Norvegia. Le donne nate all’estero presentano un tasso di mortalità materna più elevato rispetto a quelle nate in Danimarca e in Francia, a eccezione del Regno Unito e della  Norvegia. I determinanti principali della mortalità materna in tutti i Paesi sono le malattie cardiovascolari (per mortalità materna fino a 42 giorni e fino a un anno) e il suicidio (per mortalità materna fino a un anno). Inoltre, condizioni specifiche hanno contribuito notevolmente alla mortalità materna in alcuni Paesi piuttosto che in altri, come ad esempio la tromboembolia venosa nel Regno Unito e nei Paesi Bassi, i disturbi ipertensivi nei Paesi Bassi, l’embolia da liquido amniotico in Francia, l’emorragia in Italia e l’ictus in Slovacchia.

Gli autori segnalano una marcata variabilità nei tassi di mortalità materna fino a 42 giorni tra i Paesi europei che hanno sistemi di sorveglianza potenziati. Sebbene queste diversità possano derivare da differenze nelle caratteristiche sociodemografiche delle donne in gravidanza tra i Paesi, esse sollevano anche interrogativi sulla qualità dell’assistenza sanitaria fornita e sulle prestazioni dei sistemi sanitari. Per ridurre ulteriormente la mortalità materna, imparando dalle migliori pratiche, sono necessarie analisi approfondite delle differenze nella qualità dell’assistenza e nelle prestazioni del sistema sanitario a livello nazionale. Le malattie cardiovascolari e la salute mentale delle donne durante e dopo la gravidanza devono essere considerati ambiti prioritari sui quali intervenire in tutti i Paesi.

L’articolo [PDF 145 kb]

Fonti
Shennan AH, Green M, Ridout AE.  Accurate surveillance of maternal deaths is an international priority. Variations in maternal mortality remain one of the starkest health injustices in the world. BMJ 2022; 379: o2691
Diguisto C, Saucedo M, Kallianidis A, Bloemenkamp K, Bødker B, Buoncristiano M et al. Maternal mortality in eight European countries with enhanced surveillance systems: descriptive population based study. BMJ 2022; 379: e070621

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