Covid-19 e epidemiologia delle malattie infettive: riflessioni e interrogativi aperti

Epidemiologia malattie infettive e covid

Se la pandemia da covid-19 ha introdotto indubbi cambiamenti nei comportamenti generali della popolazione, sotto il profilo strettamente sanitario le conseguenze appaiono contraddittorie.

Da una parte, infatti, lo sforzo globale per contenere la pandemia e minimizzare la successiva morbilità e mortalità ha influenzato negativamente sia la continuità che la qualità dell’assistenza, soprattutto per le persone affette da patologie croniche.

D’altra parte, la maggiore attenzione a misure igieniche preventive e le restrizioni di tipo sociale hanno prodotto un cambiamento nelle modalità di trasmissione di svariate malattie infettive. In Italia, per esempio, stando ai dati diffusi dalla rete di sorveglianza InfluNet, per la prima volta negli ultimi ventuno anni non è stata osservata un’epidemia stagionale di influenza, malattia che, come è noto, colpisce mediamente 5-6 milioni di italiani ogni anno e causa la morte di quasi 10.000 persone ogni stagione.

Lo stesso fenomeno è stato osservato in molti altri paesi, fra cui gli Stati Uniti. Qui, in particolare, è stato recentemente documentato come, in seguito alla pandemia, i dati riguardanti la prevalenza di molte malattie infettive abbiano subito significative variazioni. Il primo segnale è giunto dai bollettini dei Centers for  Disease Control (CDC) che hanno mostrato un significativo quanto improvviso decremento dei casi di molte malattie sessualmente trasmesse (clamidia, gonorrea e sifilide in primis) facendo sospettare che tale riduzione sia essenzialmente collegata al crollo nelle visite e nella attività di prevenzione dei centri dedicati a queste malattie, con il concreto rischio che i molti casi non diagnosticati possano tradursi nell’immediato futuro in un pericoloso incremento dei contagi.

Per questo motivo un gruppo di ricercatori della Johns Hopkins University ha cercato di chiarire meglio l’impatto della pandemia da covid-19 sui pattern di trasmissione delle malattie infettive confrontando tutti i dati epidemiologici pubblicati dal 2015 al 2021 dal Nationally Notifiable Diseases Surveillance System (l’equivalente del Sistema informativo delle malattie infettive in Italia), stratificati per via di trasmissione e distribuzione geografica.

I risultati sono stati abbastanza univoci, essendo stato rilevato un calo significativo dei casi di quasi tutte le malattie infettive prese in considerazione nel corso del primo anno di pandemia, sia a livello nazionale che locale. Le variazioni sono state diverse in rapporto alle vie di trasmissione, con una riduzione meno marcata a carico delle malattie sessualmente trasmesse e una più marcata per le malattie respiratorie.

In ogni caso, numeri in calo sono stati osservati anche per le malattie trasmesse attraverso la via oro-fecale, i vettori animali e quelle associate a iniezione di droghe. Fra le singole infezioni, clamidia, campylobacter, pertosse, epatite A e shigellosi sono quelle con maggiore riduzione di segnalazioni nell’arco di tempo considerato (2019-2020).

Non è possibile affermare con certezza se questo calo generalizzato di notifiche sia espressione di una riduzione reale della diffusione delle malattie prese in considerazione o semplicemente il frutto delle falle organizzative che si sono inevitabilmente aperte nel sistema nazionale e locale di sorveglianza. Se, a parere degli autori, entrambi i fattori possono essere di volta in volta chiamati in causa, molti indizi inducono tuttavia a ritenere che il terremoto prodotto da covid-19 sull’organizzazione del sistema sanitario abbia avuto un impatto prevalente sul fenomeno. A sostegno di questa ipotesi starebbero il già citato minor ricorso alle cure mediche, ma anche, per esempio, la palese discrepanza fra la riduzione osservata nelle malattie associate ad iniezione di droghe e il parallelo aumento di morti per overdose durante la pandemia. In ogni caso, le differenze osservate fra le diverse modalità di trasmissione indicano che anche i cambiamenti comportamentali possono aver influito sulle modalità di contagio delle malattie infettive.

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Da Care 4/5, 2021

Fonte Crane M, Popovic A, Panaparambil R et al. Reporting of infectious disease in the United States during the coronavirus disease 2019 (COVID 19) pandemic. Clin Infect Dis 2021; ciab529. doi: 10.1093/cid/ciab529