Un’altra minaccia per la salute pubblica: l’aumento delle prescrizioni di antibiotici nel periodo di emergenza

Sul BMJ il giornalista statunitense Jeremy Hsu scrive che secondo Dawn Sievert, consulente scientifico presso il Centre for Disease Control and Prevention degli Stati Uniti, i dati raccolti nel periodo dell’emergenza Covid-19 mostrano chiaramente che l’uso di antibiotici è cresciuto. Questo fatto, insieme al maggiore numero di procedure mediche invasive effettuate e alla più diffusa frequentazione di ambienti ospedalieri, aumenta la possibilità che si diffondano microrganismi resistenti agli antibiotici. Le misure difensive poste in essere dai sistemi sanitari nella lotta al coronavirus potrebbero dunque avere accelerato il manifestarsi di un’altra minaccia che incombe da tempo sulla salute pubblica, quella dell’antibiotico-resistenza.

Sul New York Times la dottoressa Chopra, direttrice del Dipartimento epidemiologico del Medical Centre di Detroit, intervistata al riguardo, ha confermato questa tendenza. Nel suo ospedale tra marzo e aprile 2020 si è verificato un forte aumento nell’utilizzo di antibiotici a largo spettro rispetto ad altri periodi, tanto che all’80% circa dei pazienti ricoverati per Covid sono stati somministrati antibiotici. Molti medici, spiega Chopra, hanno prescritto antibiotici semplicemente perché non avevano altre possibilità terapeutiche di fronte a pazienti con quadri clinici che non miglioravano in alcun modo e/o soggetti al rischio di sovrainfezioni batteriche. La direttrice del centro ha stimato che un terzo dei pazienti Covid deceduti
al Detroit Medical Center è stato ucciso da un agente patogeno opportunista, il Clostridium difficile, sempre più resistente agli antibiotici e che ha attaccato con facilità pazienti che spesso avevano anche altre patologie concomitanti.

L’articolo [PDF 70 kb]

Da Care 3, 2020

Fonti
Hsu J, How Covid-19 is accelerating the threat of antimicrobial resistance. BMJ 2020; 369: m1983
Jacobs A, Doctors heavily overprescribed antibiotics early in the pandemic. The New York Times, 4th June 2020

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