Pandemia da Covid-19 e rischio di coinfezioni batteriche

Un interessante editoriale pubblicato su Nature Microbiology pone l’attenzione su un tema molto rilevante quale quello dell’antimicrobico-resistenza (AMR). Una lettura veloce degli studi legati a pazienti ricoverati in ospedale con malattia da coronavirus 2019 (Covid-19) rivela l’uso diffuso di terapie antimicrobiche come parte del pacchetto delle cure cliniche impiegato in alcuni Paesi.
Un’analisi retrospettiva di coorte, condotta su 191 pazienti in due ospedali di Wuhan, riporta che il 95% di questi pazienti è stato trattato con antibiotici e il 21% con antivirali. Tuttavia la variabilità è molto ampia a livello globale. Un’analisi retrospettiva condotta su 393 pazienti a New York ha rivelato che solo il 5,6% di questi presentava un’infezione in corso e che nessuno di loro aveva 6ricevuto antibiotici.

È necessario monitorare prospetticamente le co-infezioni nei pazienti con Covid-19 per capire se queste possono influire sulla progressione della malattia e, soprattutto, se è davvero necessaria una terapia antimicrobica. È della massima importanza, quindi, riflettere sul fatto che la pandemia ha il potenziale di aumentare la resistenza antimicrobica. La resistenza antimicrobica è un problema crescente con implicazioni per la salute e per l’economia globale.

L’articolo [PDF: 1 Mb]

Da Care 3, 2020

Fonte
Editorial, Antimicrobial resistance in the age of COVID-19. Action is needed to prevent COVID-19 from casting a long shadow over antimicrobial resistance. Nat Microbiol 2020; 5: 779

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